Nel 2026, la Valle d’Aosta avrà la possibilità di abbattere fino a 3 lupi, ma solo se sarà accertata la presenza di esemplari confidenti o dannosi. Ad annunciare l’imminente approvazione, nell’ambito della Legge montagna di un decreto ministeriale che stabilisce il numero dei lupi abbattibili per ogni regione, è stata in Consiglio Valle l’Assessora regionale all’Agricoltura, Speranza Girod. “Per la nostra regione sono previsti tre esemplari”, ha spiegato l’Assessora. “Nel momento in cui sarà approvato anche questo documento, sarà possibile procedere alla gestione del lupo, attivando gli strumenti ordinari dell’articolo 19 della legge 157 del ’92, come i piani di controllo numerico annuali, che devono essere motivati da validi motivi e a fronte dell’inefficacia dei metodi di prevenzione.”
Nel luglio del 2025, la Giunta aveva approvato il protocollo sperimentale per la gestione del lupo in Valle d’Aosta, in attuazione della legge 11 del 2021. “Tale protocollo ha definito le misure e le azioni per prevenire e, quando necessario, gestire efficacemente le situazioni critiche causate dalla presenza di lupo sul territorio nazionale”, ha ricordato l’Assessora. “Si può intervenire solo in presenza di lupo dannoso o lupo confidente. Per lupo confidente si intendono quei lupi che hanno perso la diffidenza verso l’uomo. Non possiamo decidere di abbattere il lupo se non è un esemplare confidente o dannoso.”
Ad oggi, come spiegato da Girod, non risultano casi in Valle d’Aosta. “L’ufficio flora e fauna ha registrato alcuni episodi isolati di avvicinamento ai centri abitati, ma non sono stati considerati comportamenti stabili o problematici da classificare come lupi confidenti.” Le segnalazioni più recenti risalgono ai primi di gennaio, nel centro abitato di Gressoney-La-Trinité e a Cogne. In quest’ultimo caso, l’amministrazione comunale, dopo alcuni avvistamenti, aveva avvisato la popolazione sulla presenza di un lupo “in apparente stato di debilitazione” tra le zone di Lillaz e Gimillan, invitando alla prudenza e a non lasciare cibo o rifiuti organici nelle vicinanze delle case per evitare l’avvicinamento degli animali selvatici.
“Nel caso di Cogne, sono stati fatti tentativi di cattura, ma senza successo. Vedremo in futuro se riusciremo a gestire la situazione e a classificare alcuni di questi lupi come confidenti, attivando così il protocollo.” ha chiosato ancora l’Assessora.
Novità anche sul piano per lo stambecco. Il tecnico incaricato ha consegnato alla fine del 2025 il documento tecnico relativo alla gestione dello stambecco in Valle d’Aosta e al monitoraggio della specie.
“La discussione è attualmente in corso a livello parlamentare e prevede modifiche alla legge 157 del 1992, che includerebbero lo stambecco tra le specie cacciabili.” La Giunta però si è spinta oltre e ha già inviato la richiesta all’ufficio competente per valutare una bozza di norma da sottoporre alla Commissione paritetica per inserire lo stambecco tra le specie cacciabili nella legge regionale 64 del 1994. “L’iter è avviato, ma al momento non è possibile fornire una tempistica precisa”.
Soddisfatto dell’evoluzione, il consigliere ed ex assessore all’Agricoltura, Marco Carrel: “Gli strumenti ci sono, ora tocca a lei tradurre queste relazioni in invii a Ispra per rendere il piano lupo attuabile.” Carrel ha anche accolto positivamente la novità per lo stambecco, definendo “una buona notizia la compattezza della maggioranza nel voler chiedere una gestione della specie”.

7 risposte
La Valle d’Aosta è famosa nel mondo per aver conservato sulle sue montagne gli ultimi stambecchi, salvandoli dell’estinzione. Adesso, ostaggio di pochi bambini non cresciuti che hanno bisogno di uccidere per sentirsi uomini, ci sputtaneremo universalmente. Buona amministrazione?
Certi argomenti non andrebbero pubblicati.
Che spregevoli esseri sono gli umani. Sparare a chi non si puo’ difendere sono capaci tutti. Ad armi pari ve la dovete giocare, vigliacchi. Complimenti…!
vergognosi
Ci stiamo tristemente allineando al Trentino: una regione che sta degradando il suo patrimonio naturale. La VdA potrebbe diventare una luce sulle Alpi e un esempio di lungimiranza tutelando e valorizzando fauna, flora e montagne uniche. Invece ci si compiace nel considerare nuovi animali abbattibili e vallate cementificabili. Ci meritiamo una classe politica di vedute così ristrette? Mi riconosco sempre meno in questo essere valdostani dalle vedute retrograde e ristrette.
Ma li avranno letti gli studi sulla gestione del lupo in Svizzera: gli abbattimenti sono stati un disastro ambientale.
Che schifo, auguro a costoro di reincarnarsi in uno stambecco.
Vergognatevi