LNDC Animal Protection esprime “ferma condanna nei confronti della decisione della Giunta della Valle d’Aosta di approvare il nuovo Piano di controllo del lupo, un provvedimento che rende immediatamente possibile, in determinati casi, l’uccisione di individui di questa specie con la motivazione della tutela della pubblica incolumità e della prevenzione dei danni alle attività zootecniche”.
“Ancora una volta si sceglie la doppietta invece di affrontare seriamente il problema”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Il lupo è una specie protetta, fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi. Presentarlo come una minaccia da eliminare significa alimentare paura e disinformazione, ignorando decenni di studi scientifici sulla sua importanza ecologica e sull’efficacia delle misure di prevenzione dei danni agli allevamenti.”
Per l’associazione le uccisioni dovrebbero rappresentare l’extrema ratio e per questo motivo ritiene indispensabile verificare attentamente la legittimità del piano approvato dalla Regione.
L’ufficio legale di LNDC Animal Protection sta già valutando “la possibilità di intraprendere ogni azione legale utile per impugnare il provvedimento e scongiurare l’uccisione dei lupi. L’obiettivo è verificare il rispetto della normativa nazionale ed europea e accertare che siano garantite tutte le tutele previste dalla legge”.
“Non resteremo a guardare mentre si apre la stagione della caccia al lupo”, prosegue Rosati. “Valuteremo ogni strumento giuridico a nostra disposizione perché riteniamo che la conservazione di questa specie non possa essere sacrificata a scelte politiche che rischiano di creare un precedente pericolosissimo anche in altre Regioni.”
LNDC Animal Protection sottolinea inoltre come questa decisione arrivi in un momento particolarmente delicato per il futuro del lupo in Italia e in Europa. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i tentativi di indebolire il sistema di protezione della specie e di ampliare le possibilità di ricorrere alle uccisioni, mentre il dibattito pubblico continua a essere dominato da una narrazione emergenziale che spesso non trova riscontro nei dati scientifici.
La Valle d’Aosta approva il piano di controllo del lupo: sei comuni hotspot e fino a 3 prelievi all’anno
18 settembre 2026

Tornato in Valle d’Aosta dai primi anni Duemila, il lupo è ormai una presenza stabile sul territorio regionale: in base all’ultimo monitoraggio, relativo al periodo 2024-2025, sono stimati almeno 12 branchi e 2 coppie.
La convivenza non è però sempre facile. Oltre alle predazioni ai danni del bestiame, a creare preoccupazione e conflitti sono stati negli anni anche gli avvistamenti in prossimità dei centri abitati.
Per questo, anche dopo il declassamento del livello di protezione del lupo, che consente di ricorrere agli strumenti di controllo faunistico previsti dalla normativa nazionale e regionale, la Valle d’Aosta ha scelto di dotarsi di un sistema di gestione attiva. L’obiettivo è duplice: contribuire alla conservazione della specie e, allo stesso tempo, ridurre i danni agli allevamenti e i possibili rischi per la sicurezza pubblica.
Il Piano di controllo del lupo, approvato oggi dalla Giunta regionale e valido per un anno, introduce una gestione progressiva: si parte dalle misure meno invasive per arrivare alla rimozione dell’animale soltanto nei casi più gravi e dopo aver verificato l’inefficacia delle misure preventive.
Lupi confidenti e aree urbane
Per i lupi confidenti o che frequentano le aree urbane il Piano prevede innanzitutto un monitoraggio intensivo, attraverso fototrappole, analisi genetiche, raccolta di tracce e osservazione dei comportamenti.
È prevista quindi la rimozione delle fonti attrattive, come rifiuti organici accessibili, scarti alimentari, cibo lasciato all’aperto o mangimi per animali domestici, accompagnata da attività di informazione rivolte alla popolazione.
Se il lupo continua a frequentare le zone antropizzate, si può passare alla dissuasione di primo livello, attraverso strumenti luminosi e acustici. Se anche questi interventi non risultassero sufficienti, il Piano prevede la dissuasione con proiettili di gomma, riservata al personale autorizzato e formato.
Soltanto dopo aver adottato tutte le precedenti misure, il piano prevede la cattura dell’animale e, se ritenuto necessario, l’applicazione di un radiocollare, per studiarne gli spostamenti e il comportamento. Nei casi in cui invece il lupo rappresenti un pericolo grave e concreto per le persone, si può arrivare al suo abbattimento.
Quando il danno al bestiame diventa “grave”
Per quanto riguarda i danni agli allevamenti, il Piano introduce criteri precisi per individuare le situazioni di danno grave.
La prima riguarda il danno cronico grave: all’interno di uno dei Comuni classificati come hotspot, oppure in un Comune immediatamente confinante con un hotspot, la stessa azienda zootecnica deve subire almeno due predazioni da parte del lupo nello stesso anno.
La seconda riguarda il danno grave a breve termine: qualsiasi azienda zootecnica, anche al di fuori degli hotspot, deve subire almeno due predazioni accertate nell’arco di 30 giorni.
Il verificarsi di queste condizioni non comporta però automaticamente l’abbattimento. Prima di attivare la procedura per la rimozione di uno o più esemplari responsabili, la Regione deve verificare che le misure di prevenzione disponibili siano state adottate e si siano rivelate inefficaci.
Tra queste rientrano recinzioni elettrificate mobili, dissuasori acustici e luminosi, cani da protezione delle greggi, ricovero degli animali e sorveglianza da parte del pastore.
Dopo ogni episodio di predazione il Corpo forestale effettuerà un sopralluogo per verificare le modalità di gestione dell’allevamento, le misure di protezione presenti e quelle effettivamente adottate. Se quest’ultime sono state correttamente utilizzate ma si sono dimostrate inefficaci, può essere valutato un intervento sul lupo.
I sei Comuni individuati come hotspot
Per individuare le aree maggiormente interessate dalle predazioni, il Piano utilizza la metodologia elaborata da Ispra, basata sul numero di predazioni.
L’analisi relativa al biennio 2024-2025 ha individuato sei comuni classificati come hotspot di danno cronico: Ollomont, Allein, Gignod, Saint-Vincent, Challand-Saint-Victor e Arnad. A questi si aggiungono 20 comuni confinanti, considerati potenzialmente interessati dallo stesso tipo di criticità. Sono Aosta, Ayas, Bionaz, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Châtillon, Champdepraz, Doues, Etroubles, Issime, Issogne, Montjovet, Oyace, Roisan, Saint-Oyen, Saint-Pierre, Saint-Rhémy-en-Bosses, Sarre, Valpelline e Verrayes.
La rimozione tramite abbattimento selettivo rappresenta in ogni caso l’ultima possibilità, da utilizzare quando gli interventi precedenti non hanno funzionato oppure nei casi in cui il comportamento dell’animale costituisca un pericolo grave e concreto per le persone. L’intervento deve riguardare lo specifico esemplare responsabile e deve essere autorizzato secondo la procedura prevista dal Piano e dalla normativa vigente.
Fino a tre lupi all’anno
Il Piano prevede anche una soglia complessiva per gli interventi sulla popolazione. Sulla base delle stime disponibili e delle indicazioni Ispra, per la Valle d’Aosta viene individuata una soglia iniziale di 3 lupi all’anno. Gli individui ibridi lupo-cane rimossi non vengono conteggiati nel numero massimo annuale (Nda anzi il piano ricorda come la Convenzione di Berna incoraggi la rimozione degli ibridi).
Il piano di controllo ha ricevuto il parere favorevole di ISPRA e, lo scorso 9 settembre, quello della Consulta faunistica regionale.
“L’approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per dotare la Regione di uno strumento operativo chiaro e fondato su criteri tecnici, volto a garantire la sicurezza delle persone e degli animali da affezione, nonché la tranquillità di residenti e turisti, oltre a tutelare le attività zootecniche – spiega l’assessora Speranza Girod –. L’obiettivo è intervenire in modo proporzionato e responsabile, attraverso misure preventive e prevedendo interventi mirati esclusivamente nei casi contemplati dalla normativa”.
Gestione del lupo, stop delle Regioni al decreto ministeriale
2 marzo 2026
Gli Assessori all’Agricoltura dicono “no” allo schema di decreto per la gestione del lupo che definiva il tasso massimo di prelievi per non pregiudicare il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente della specie. Il parere negativo è arrivato nell’ambito della Commissione Politiche agricole ed è motivato “dalle criticità evidenziate nel documento tecnico predisposto, nel quale vengono puntualmente richiamati gli elementi di preoccupazione in merito all’impostazione del provvedimento e alle possibili ricadute sui territori”.
Le Regioni chiedono, in particolare di esser coinvolte maggiormente nella determinazione delle soglie di prelievo, ma anche nell’adeguamento del piano, così come per il recepimento del “protocollo sperimentale” elaborato da Ispra. L’altra criticità segnalata dagli Assessori all’agricoltura è che il provvedimento non tiene conto delle specificità territoriali e delle ricadute concrete sulle attività agricole, zootecniche e sulla sicurezza delle comunità locali.
Nel corso della seduta è stato inoltre concordato l’invio di una specifica nota al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al fine di richiedere un incontro istituzionale di approfondimento sul tema.
“È fondamentale un confronto costruttivo con il Ministero competente – ha dichiarato l’Assessora Speranza Girod – nella consapevolezza della necessità, ormai urgente, di coniugare la tutela della specie con la salvaguardia delle attività agricole e zootecniche, nonché della sicurezza e della sostenibilità delle comunità di montagna.”
Come spiegato dall’Assessora in Consiglio Valle nelle scorse settimane, alla Valle d’Aosta nel 2026 erano stati assegnati fino a 3 possibili prelievi di lupi, ma solo se accertata la presenza di esemplari confidenti o dannosi.
La Valle d’Aosta si dota di un protocollo per la gestione del lupo: possibile l’abbattimento in casi estremi
28 luglio 2025
In casi estremi, ovvero quando esiste un pericolo per la sicurezza pubblica e un’elevata probabilità di danno grave, la Regione potrà chiedere una deroga per catturare dal territorio e abbattere uno o più lupi. E’ quanto prevede il protocollo sperimentale per la gestione del lupo in Valle d’Aosta, approvato oggi dalla Giunta regionale.
Redatto dall’ufficio per la Fauna selvatica dell’Assessorato regionale, con l’aiuto di un tecnico esterno, l’atto è uno strumento operativo per affrontare situazioni di criticità legate alla presenza del lupo, “specie protetta tornata a popolare stabilmente il territorio valdostano dagli anni 2000”. Nel 2023, come ricordato dalla delibera, erano undici i branchi identificati nella nostra regione.
Il documento recepisce e adatta le linee guida elaborate a livello nazionale dal progetto europeo LIFE WolfAlps EU, e in particolare il “Protocollo operativo per la gestione degli individui confidenti di lupo” predisposto dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nel dicembre 2024.
Il protocollo fornisce una procedura per valutare e, se necessario, intervenire su singoli esemplari considerati “confidenti” , cioè non più timorosi dell’uomo, o “urbani” , presenti abitualmente in ambito antropizzato. Situazioni, ricorda la delibera, già verificatesi in passato, in particolare ad Arvier e Valgrisenche, che avevano destato preoccupazione e proteste fra la popolazione.
L’atto individua quattro livelli crescenti di criticità, valutati sulla base di specifici comportamenti: livello 1 – presenza occasionale in aree antropizzate: il lupo viene avvistato una tantum, senza segni di familiarità con l’ambiente umano; livello 2 –presenza ricorrente: il lupo frequenta regolarmente aree urbane o turistiche, anche di giorno, senza mostrare paura; livello 3 – comportamento confidente: l’animale si avvicina deliberatamente a persone, si alimenta con rifiuti umani o tenta l’ingresso in edifici agricoli e livello 4 – comportamento aggressivo: lupo che manifesta atti di aggressione o insegue persone.
Ogni livello prevede un insieme graduato di interventi, che vanno dalla sensibilizzazione della popolazione e degli amministratori; alla dissuasione attiva con l’impiego di strumenti acustici o visivi (sirene, luci lampeggianti) o di proiettili in gomma o palle di vernice, sparati da personale autorizzato, per indurre nel lupo un’associazione negativa con l’uomo, fino al collocamento di radiocollari GPS per tracciare gli spostamenti del lupo e alla possibile cattura temporanea, con rilascio dopo accertamenti sanitari o comportamentali.
Il livello 4, per i casi estremi, prevede la rimozione dell’esemplare confidente dal territorio mediante abbattimento selettivo, previo nulla osta ministeriale.
La procedura si attiva con una relazione tecnica del Corpo forestale, supportata dagli uffici del Dipartimento risorse naturali. Ottenuto il parere positivo dell’Ispra, sarà la Presidenza della Regione ad autorizzare con decreto, in deroga alle norme di tutela vigenti, l’intervento sul singolo esemplare. L’eventuale cattura o abbattimento spetterà al Corpo forestale.

25 risposte
Con tutti i problemi che ci sono in Valle per ben due sere consecutive (17 e 18 settembre) il “problema lupi” è stato il servizio di apertura del tg serale della regione. Saranno contenti i cosi detti “bioregolatori” come si fanno chiamare ora i cacciatori! E’ una provocazione, ma i dittatori, i grandi assassini della storia erano bioregolatori dell’umanità ante litteram?
Per allontanare i lupi dal bestiame o dai centri abitati, bisogna sparargli subito, nel momento in cui tentano la predazione o si avvicinano troppo alla gente. Tutti quei provvedimenti previsti da queste norme non producono nessun effetto sui lupi…salvo notificargli un ordine di restrizione o un foglio di via.
Ma quali prelievi? Perché vi prestate a questa “neolingua” assurda? L’inquinamento si chiama “aerosol”, l’eliminazione di lupi si chiama “prelievo”. Si chiamano uccisioni, eliminazione. Il prelievo è un’altra cosa. A voi piacerebbe essere “prelevati”?
e quando dicono “gestione”… quanta ipocrisia 🤦🏻♂️
Sicuramente il voto dei cacciatori vale molto di più di qualsiasi altra scelta di buon senso..
… se il lupo non ha più nulla da mangiare, selvaggina, selvatici, chiamateli come volete perché è meglio lasciare le prede ai cacciatori umani (gli stessi che potrebbero andare direttamente in Iran a sparare… così… “per vedere l’effetto che fa!” (cit.))… dove vanno??? Al “fast food”! Perché sbattersi se si possono cibarsi di una capra o di una pecora quasi aggratiss??? XD
Lo stato o la regione dovrebbero fornire agli allevatori CANI DA GUARDIANIA e aiutarli con il mantenimento (cibo, costi ecc…). Fine.
Il fatto è che il lupo non fa distinzioni tra preda selvatica e bestiame allevato, per lui è tutto cibo. Se è facile da predare, meglio ancora. Non ragiona certo come certe anime verdi che darebbero la precedenza al cervo e poi si terrebbero di scorta la pecora belante.
“prelievo” eh…
quindi i boschi saranno come dei bancomat e i lupi come il contante,
che vergogna 👎🏻
Io farei il tiro a segno con certi umani più che hai lupi visto che siamo il primo problema nel mondo intero, ma ormai ci riteniamo talmente onnipotenti e così ignoranti da continuare a sbagliare…è la storia che si ripete.
In Italia ci sono 360 mila cani randagi che causano tra i 40 e i 60 mila attacchi e/o aggressioni ogni anno all’uomo. Con circa 4 mila lupi e meno di 20 aggressioni alle persone in 10 anni, il lupo puó essere considerato un pericolo oggettivo per le persone? https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/monitoraggio-nazionale-del-lupo/notizie/le-interazioni-tra-uomo-e-lupo#
Ciò che mi stupisce non è tanto il contenuto ma l’efficienza e la velocità con la quale vengono fatti questi provvedimenti. Ci fosse la stessa efficienza nella sicurezza stradale qui in Valle salveremmo sicuramente delle vite ….umane e anche animali
in effetti sono molto frequenti gli episodi in cui il lupo manifesta atti di aggressione o insegue persone
Ad Arvier già qualche anno fa, i bambini non venivano più fatti uscire da scuola il pomeriggio perché una coppia di lupi confidenti scorrazzava in centro al paese in pieno giorno. Avrebbero dovuto lasciali uscire in modo che venissero aggrediti e sbranati, per avere la certezza di aggressioni?
Il lupo è un predatore, e come tale aggredisce e sbrana. Se non ha più paura dell’uomo, a breve aggredirà le persone. A lei sta bene?
Eh sì, infatti in Abruzzo tutti i giorni riferiscono di poveri umani mangiati dai feroci lupastri, tra un po’ i paesi del Parco saranno spopolati 😀
Ma risposta è la tua? Riferisco fatti concreti di bambini che non possono uscire da scuola per la presenza di lupi in centro al paese e ti metti a straparlare di Abruzzo? Ma che cosa c’entra? Attieniti ai fatti, La Valle d’Aosta è piccola e molto antropizzata, molto più dell’Abruzzo, i lupi in dispersione diventano confidenti perché sennò muoiono di fame, si avvicinano troppo agli umani. Vogliamo davvero che succeda qualche aggressione o peggio per toglierci il salame dagli occhi? I lupi predano, e se sono confidenti possono sbranare un uomo o peggio un bambino, come qualunque altro canide.
Forse certe battute te le dovresti tenere a casa tua e pensare non tanto alle aggressioni agli umani che sono finora sporadiche ma a tutti gli allevatori che perdono il bestiame e gli ovini e il loro profitto ottenuto faticosamente.
Fra un po’ berremo solo latte in polvere e formaggi di plastica
Per secoli in tutto il mondo i pastori hanno protetto le loro bestie con recinti, cani ben addestrati e sorveglianza, certo che se si vuole una natura morta intorno per allevare bovini e ovini senza pericolo…
Gentilmente può riferire di un attacco del lupo all’uomo o a un bambino? Anche tutti i cani vengono allontanati nel suo paese?
Fanno lo stesso terrorismo anche con l’orso, nulla di nuovo sotto il sole. https://paysdelours.com/fr/
In Trentino la pensano come te? Hai presente il runner assassinato da un’orsa? Perché non vai a raccontarlo ai suoi famigliari?
Esattamente, gli animali selvatici sono delle risorse per l’ ambiente e fauna. Ma purtroppo non lo capiscono.
A quando riconoscere che siamo una Valle di miserabili? Cime bianche e adesso il lupo, passando per un’inerzia legislativa durata anni. Segnarsi i nomi e non votarli mai più.
Complimenti, un inizio soft e poi… Vai col tiro al lupo cattivo. Mi vergogno di essere un umano.
L’abbattimento selettivo è previsto, basta leggere l’articolo, come extrema ratio, nel caso di pericolo per l’uomo.
E mi sembra pure sacrosanto.
Ma di che parla , anche l’ altra che i bambini non possono uscire, perché vengono sbranati da i lupi 🤦🏻♀️. I lupi hanno paura degli umani e hanno ragione, e non sbranano x mangiare, come gli orsi,ma solo x difesa. Studiate invece di pensare alla favola di Cappuccetto rosso.