Il risultato del ballottaggio al comune di Aosta è confermato: Raffaele Rocco e Valeria Fadda restano, rispettivamente, Sindaco e Vicesindaco del Comune di Aosta. E’ l’effetto della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che ha respinto il ricorso presentato dal leader de “La Renaissance” Giovanni Girardini e dalla coalizione che lo sosteneva alle elezioni comunali dello scorso 28 settembre. Il risultato finale vedeva solo 15 voti di differenza tra le due coalizioni arrivate al secondo turno.
I ricorrenti avevano constatato l’annullamento di alcune schede. I giudici amministrativi ricordano che, trattandosi di un turno di ballottaggio, “l’elettore può soltanto apporre un segno sul nome dei candidati o sul simbolo di una delle liste collegate, senza possibilità di esprimere preferenze”. Di conseguenza, “qualsiasi segno grafico ulteriore e non funzionale all’espressione del voto è idoneo a rendere il voto riconoscibile e, pertanto, nullo”.
Fa eccezione a tale regola “l’indicazione, sulla scheda, del nome del candidato sindaco (o della coppia sindaco-vicesindaco), che, pur essendo ultronea, non è di per sé sufficiente a determinare l’invalidità del voto”. Di contro, “l’ipotesi in cui venga indicato il nominativo di un candidato consigliere o il suo numero identificativo all’interno della lista, in quanto elemento del tutto estraneo a tale fase elettorale, comporta la nullità della scheda”.
Applicando questi principi, “devono reputarsi allora correttamente dichiarate nulle quelle schede contenenti segni grafici e scritte non funzionali all’espressione del voto in favore dell’uno o dell’altro candidato alla carica di sindaco”. Un’altra contestazione della coalizione capitanata da Girardini riguardava “un errore di verbalizzazione nello scrutinio dell’Ufficio n. 9, che avrebbe comportato l’inversione dell’attribuzione dei voti tra le due coalizioni, con assegnazione indebita di 42 voti alla coalizione Rocco-Fadda, anziché alla coalizione Girardini-Furci, come dichiarato da un rappresentante di lista”.
Al riguardo, per i giudici, “trattandosi di atto pubblico, il verbale fa piena prova fino a querela di falso; ne consegue che la dichiarazione asseverata del rappresentante di lista è priva di valore probatorio in assenza della proposizione di tale rimedio”. Infine, i ricorrenti asserivano l’irregolarità del trasferimento delle schede votate dalla sezione 35 (Excenex) al polo di scrutinio di Aosta, perché avvenuto – sostenevano – in violazione delle procedure previste.
Per il Tar, “tale censura è inammissibile, poiché, così come formulata e in assenza di elementi specifici, non è idonea a dimostrare un’alterazione del risultato elettorale o una manomissione dei plichi contenenti le schede elettorali o i verbali delle relative operazioni di scrutinio”. “Risulta infatti – si legge nella sentenza – che anche le schede della sezione n. 35 siano regolarmente pervenute all’Ufficio elettorale centrale e siano state regolarmente verificate”.
Le reazioni
“La sentenza fa finalmente chiarezza e dà certezza rispetto al ruolo che abbiamo in Consiglio comunale. Da parte nostra c’è grande soddisfazione: si è chiusa in modo positivo per noi una vicenda su cui erano stati sollevati dubbi, ed è stato importante che venissero chiariti – sottolinea il sindaco Raffaelle Rocco – Ora ci sono tutte le condizioni per voltare pagina e concentrarci sul lavoro per il bene della città. È ciò che abbiamo continuato a fare anche in questi mesi, nonostante il giudizio pendente, e che porteremo avanti con ancora più determinazione”.
Affidata a Facebook il commento della decisione del Tar Giovanni Girardini: “Mi dispiace! Ma mi dispiace soprattutto non tanto la messa in discussione di un risultato che non mi ha visto sindaco per soli 15 voti, ma, il fatto che se il fine ultimo è il trionfo della democrazia, alla luce di uno scarto così piccolo su 13.000 voti, e di ciò che è accaduto la notte dello spoglio, un riconteggio era a mio avviso una scelta sensata per tutte le parti. Così ci rimette solo la democrazia”.
Il presidente della Renaissance annuncia di voler quindi continuare “a fare il mio dovere di consigliere di opposizione e certamente non starò mai zitto”. Poi un pensiero ai detrattori: “Non mi toccate neanche un po’, anzi mi confermate che c’ è tanto per cui lottare perché contro l’ ignoranza e la maleducazione bisogna lottare sempre!”
Per l’Uv “si conclude così una pagina difficile della politica valdostana e cittadina, segnata da dubbi ingiustificati sull’operato di chi, durante lo scrutinio, ha lavorato con correttezza, dedizione e senso delle istituzioni. È sempre spiacevole vedere messo in discussione il lavoro altrui: dagli scrutatori agli agenti della polizia locale, fino a tutti gli uffici coinvolti nelle operazioni di voto. Coloro che hanno operato a notte fonda lo hanno fatto con integrità, spirito di servizio e responsabilità, garantendo il regolare svolgimento delle elezioni”. Il Leone Rampante spera, quindi, che “questa vicenda resti un ricordo di una brutta pagina della politica cittadina, a dimostrazione che mettere in dubbio il lavoro degli altri non giova a nessuno. Meglio il silenzio, la dedizione e l’impegno concreto, al servizio della comunità, senza inutili polemiche o clamore”.

2 risposte
C erano dubbi ?!?!
Bene adesso x ogni problema scrivete pure al sindaco ( che nn ha più la mail personale come l ex Nuti che x dovere di cronaca rispondeva e soprattutto risolve a sempre ) tanto nn vi risponde nemmeno. Troppa fatica .
Ingiustizia è fatta!
È vergognoso e antidemocratico che con uno scarto così ridotto e molti dubbi non ci sia un riconteggio!
Con un po’ di dignità avrebbe dovuto chiederlo la maggioranza, ma preferisce aumentarsi lo stipendio e arroccarsi con tracotanza su quanto conquistato…tutto ovviamente “per il bene della città”…sono sempre più lontani dalla gente!