Un 35enne residente ad Aosta, Altvaldo Aliaj, è stato arrestato dalla Polizia per aver aggredito, attorno alle 6 di oggi, giovedì 19 febbraio, alcuni operatori del Pronto Soccorso dell’ospedale “Parini”. L’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine, era stato portato al nosocomio aostano nella notte, perché segnalato ubriaco in strada. Al risveglio, stamane, ha dato in escandescenze, dapprima sputando in faccia a una operatrice socio-sanitaria, poi colpendo un medico e un’infermiera.
Non ha accennato a calmarsi nemmeno all’arrivo dei primi agenti della polizia. Per contenerlo, sono giunti in quattro. Dopo averlo portato in Questura, dov’è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, sono stati sentiti gli operatori sanitari, per l’esatta ricostruzione dell’accaduto (in vista della denuncia dell’arrestato per i fatti nei loro confronti). Sull’episodio interviene l’azienda Usl della Valle d’Aosta, che “esprime piena solidarietà e vicinanza agli operatori coinvolti e ribadisce la ferma condanna di ogni forma di violenza nei confronti del personale sanitario”.
Al riguardo, l’Usl sottolinea che la polizia di Stato, allertata dal personale del Pronto soccorso, “è giunta tempestivamente sul posto e ha provveduto ad allontanare l’aggressore, ripristinando rapidamente le condizioni di sicurezza all’interno del Pronto soccorso, che ha potuto proseguire regolarmente la propria attività”. L’azienda rinnova quindi “l’appello al rispetto del personale sanitario e ricorda che la sicurezza degli operatori e dei cittadini rappresenta una priorità imprescindibile”
Le reazioni dei dirigenti sanitari
Sull’accaduto, il direttore sanitario dell’azienda, Mauro Occhi dichiara: “Ci dispiace dover commentare l’episodio di aggressione avvenuto stamane in Pronto soccorso. Come temuto, dalla continua pressione esercitata sugli operatori, dalla crisi del patto di fiducia tra cittadini e camici bianchi e dalla diffusa aggressività verbale si passa facilmente alle vie di fatto. Si tratta di un episodio esecrabile che dimostra la marcata esposizione dei nostri professionisti nell’esecuzione delle proprie funzioni”.
Sottolineando che “l’Azienda Usl ha da sempre offerto il massimo grado di tutela, non solo con l’adozione di procedure e misure organizzative di garanzia, ma anche tramite la stipula di protocolli ad hoc con le forze dell’ordine”, il direttore Occhi ricorda che “Il fenomeno delle aggressioni nei Pronto soccorso rappresenta purtroppo una piaga diffusa a livello nazionale, livello rispetto al quale gli episodi registrati presso il nostro ospedale sono ancora molto contenuti”.
“Nonostante la dimensione del fenomeno sia localmente ancora modesta – conclude Occhi – si tratta di segnali che non sottovalutiamo e che l’azienda monitorerà nel tempo per studiare eventuali ulteriori misure di contenimento”. Per parte sua, il direttore del Pronto soccorso, Stefano Podio, aggiunge: “Ringrazio il personale in servizio per la professionalità e la lucidità dimostrate nella gestione dell’episodio, che ha permesso di tutelare la sicurezza di operatori e pazienti. Il Pronto soccorso è un luogo di cura e assistenza: comportamenti violenti non sono tollerabili e richiedono la massima attenzione”.

Una risposta
Quanto descritto non sarebbe potuto accadere se le forze dell’ordine avessero la decenza di trattare i problemi di ordine pubblico come tali, invece di scaricare continuamente la responsabilità sugli operatori sanitari. E’ impensabile continuare ad accogliere in Pronto Soccorso delinquenti, violenti, soggetti alterati per effetto di droghe e alcol, come se si trattasse di persone bisognose di cure mediche. Il tutto invece continua a verificarsi quotidianamente, su richiesta delle forze dell’ordine che di fronte ad ogni situazione di questo genere richiedono l’intervento dei sanitari e il trasporto in ospedale. Ma l’importante è che i dirigenti, ben lontani dal dover affrontare in prima persona la situazione, esprimono gratitudine e sollievo per il lieto fine.