Il presidente della Regione Renzo Testolin ha firmato oggi, mercoledì 18 marzo, il decreto di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione del Sindaco, del Vicesindaco e dei nove Consiglieri del Comune di Pontboset.
Le elezioni sono in programma domenica 24 maggio 2026. Ovvero, neanche otto mesi dopo le Elezioni amministrative dello scorso 28 settembre 2025. Il Consiglio comunale era stato commissariato dopo la raffica di dimissioni che hanno fatto venir meno il numero minimo per la validità delle sedute e la permanenza in carica dell’Assemblea. Comune retto, attualmente, dal commissario Osvaldo Chabod.
Qualora nel primo turno di votazione si verifichi la parità di voti tra i candidati, invece, il turno di ballottaggio si terrà domenica 7 giugno 2026.
Osvaldo Chabod è stato nominato Commissario del Comune di Pontboset
16 marzo 2026

È Osvaldo Chabod il Commissario incaricato di occuparsi dell’amministrazione provvisoria del Comune di Pontboset fino al rinnovo degli organi ordinari.
Oggi, infatti, lunedì 16 marzo, è arrivata la firma del decreto di nomina da parte del presidente della Regione Renzo Testolin dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset.
Al Commissario – dice una nota da piazza Deffeyes – sono stati conferiti i poteri che, ai sensi delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, nonché dello Statuto comunale, sono attribuiti al Consiglio comunale, alla Giunta comunale e al Sindaco.
Da piazza Deffeyes parere unanime allo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset
11 marzo 2026

La decisione era inevitabile, ma ora è ufficiale. Il Consiglio comunale di Pontboset sarà commissariato. Dopo la delibera di Giunta di due giorni fa, nella seduta di questa mattina – 11 marzo – l’Assemblea regionale ha espresso parere favorevole all’unanimità sullo scioglimento.
Scioglimento normato dagli articoli 43 dello Statuto speciale e 70 della legge regionale 54 del 1998 sul sistema delle autonomie in Valle d’Aosta che prevedono, infatti, che i Consigli comunali siano sciolti con delibera di Giunta regionale, sentito il Consiglio Valle.
La procedura è stata avviata a dopo le dimissioni in blocco – comunicate al Presidente della Regione il 18, il 23 e il 27 febbraio scorsi – di sei componenti del Consiglio comunale di Pontboset, non surrogabili per mancanza di ulteriori candidati non eletti e facendo così venir meno il numero necessario per il funzionamento del Consiglio.
Alle elezioni del 28 settembre 2025, infatti, per il Comune di Pontboset era stata presentata una sola lista composta dai due candidati alla carica di Sindaco e di Vicesindaco e da otto candidati alla carica di Consigliere comunale.
Ed ora? Dopo il parere del Consiglio, la Giunta approverà definitivamente lo scioglimento e il Presidente della Regione, con decreto, nominerà il Commissario.
Pubblicata la delibera sullo scioglimento del Consiglio comunale di Pontboset. Il commissariamento arriva in Consiglio Valle
9 marzo 2026

Sarà il Consiglio Valle – convocato per mercoledì 11 e giovedì 12 marzo – a definire il commissariamento del Comune di Pontboset. Provvedimento inevitabile, dopo la pioggia di dimissioni che hanno lasciato il sindaco Ilo Claudio Chanoux senza i numeri per proseguire una consiliatura cominciata con le elezioni del 28 settembre 2025 e già chiusa.
Nella delibera di Giunta regionale, infatti, si legge che “i componenti dimissionari, che risultano essere complessivamente sei, hanno fatto venir meno il numero minimo per la validità delle sedute e la permanenza in carica dell’organo consiliare”, e che “la facoltà di sciogliere i Consigli dei Comuni e degli altri enti locali spetta alla Giunta regionale, sentito il Consiglio della Valle”.
Atto dovuto, dal momento che “il Consiglio comunale di Pontboset è composto dal Sindaco, dal Vicesindaco e da otto consiglieri, per cui le dimissioni di sei componenti, non surrogabili, costituiscono presupposto per lo scioglimento del Consiglio stesso”.
Dopo lo scioglimento, con decreto del Presidente della Regione, quindi, “si procede alla nomina di un Commissario che esercita le funzioni conferitegli con il medesimo provvedimento”, prevedendone anche la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione e nella Gazzetta ufficiale della Repubblica. Decreto della cui “adozione è data immediata comunicazione al Consiglio regionale e al Ministero dell’Interno per la successiva comunicazione al Parlamento”.
Pontboset verso il commissariamento: arrivano altre due dimissioni. E a pesare c’è anche la Corte dei conti
27 febbraio 2026

Il dado è tratto. E se un tentativo di andare avanti con la consiliatura, seppur flebile, fino a qualche giorno fa c’era, oggi la storia si chiude: per il Comune di Pontboset, dopo altre due dimissioni, c’è solo il commissariamento.
Prima, sul tavolo del sindaco Ilo Claudio Chanoux sono arrivate le dimissioni del vice Marco Larroca, degli assessori Massimo Rosa e Arianna Vuillermoz e della consigliera Simona Romondia. Oggi, arrivano anche quelle dell’ultimo dei tre assessori, Luca Mazza, che aveva un discreto numero di deleghe: Sicurezza del cittadino, informazione e partecipazione del cittadino, digitalizzazione e innovazione tecnologica e sviluppo delle energie alternative, rapporto con le associazioni del territorio. Assieme a lui, si è dimesso un altro consigliere comunale: Daniele Belcastro.
Chiamato in causa, l’ormai ex assessore Mazza spiega le sue dimissioni, presentate “in conseguenza a quello che è successo, dato che erano venuti meno già tre assessori su quattro. Avevo dato la disponibilità a portare avanti gli impegni e, infatti, abbiamo almeno portato a termine gli adempimenti per il voto sul referendum. L’abbiamo fatto e mi sono dimesso anch’io”.
Alle spalle, c’è anche un’altra questione. Una vecchia causa pendente che risale al lontano 2000, durante l’alluvione, dopo la morte del 30enne torinese Ilario Favretto, travolto in auto da una frana caduta sulla strada tra le località Biel e Courtil. Da qui, il riconoscimento di un risarcimento milionario alla famiglia da un milione 884mila euro. E, già dieci anni fa, da Pontboset si diceva che quella somma non c’era. E, anzi, si temeva direttamente il rischio di default per le casse comunali.
A Pontboset il Comune perde una vecchia causa e ora rischia il default
Oggi, la questione torna. E lo fa dalla relazione presentata oggi dalla Corte dei conti: “La citazione più significativa per importo (quasi due milioni di euro) è sicuramente rappresentata dall’azione risarcitoria relativa ad un debito fuori bilancio contratto da un piccolo comune montano a seguito di sentenza civile definitiva, confermata dalla Corte di cassazione, con la quale l’amministrazione è stata condannata a risarcire gli eredi di un automobilista deceduto sotto una frana staccatasi da un costone mentre transitava sulla sottostante strada comunale”.
Qui, si legge ancora, “sono stati contestati a titolo di danno non solo l’importo del risarcimento, ma anche gli esborsi indebiti che il comune ha dovuto subire per il protrarsi nel tempo di giudizi pretestuosi avviati con il fine di allontanare il pagamento del dovuto e di occultare gravi dimenticanze del sindaco e del segretario comunale dell’epoca in cui si verificò il sinistro”.
Corte dei Conti, inaugurato l’anno giudiziario: “stagione complessa e delicata”
Questione, però, che nulla ha a che fare con le dimissioni in massa di questi giorni. Mazza, infatti, aggiunge: “Certo, non voglio sentirmi responsabile di vicende di ventisei anni fa, ma non sono questi i motivi delle mie dimissioni. Io non ho nulla contro l’Amministrazione attuale, non mi risulta niente di strano. La causa principale è che è mancato proprio il gruppo che si era creato”.
Giunta a pezzi a Pontboset: si dimettono il vicesindaco, due assessori e una consigliera
24 febbraio 2026

Dimissioni irrevocabili. Ed ora, Pontboset si trova ad un bivio. Negli scorsi giorni, infatti, sul tavolo del sindaco Ilo Claudio Chanoux sono arrivate le dimissioni in blocco del suo vice Marco Larroca – la lettera è stata inviata il mercoledì delle ceneri, 18 febbraio – seguite da quelle di due assessori su tre – quello all’agricoltura, protezione civile e sicurezza Massimo Rosa e quella al turismo e politiche sociali Arianna Vuillermoz – e quelle di una consigliera comunale, Simona Romondia.
Dietro la decisione del Vicesindaco, irrevocabile, una frattura non sanabile: “Ci siamo dimessi in quattro, ma ognuno ha le sue ragioni – dice Marco Larroca –. Per quanto mi riguarda è venuta a mancare la fiducia reciproca con il Sindaco, mentre sono due ruoli che dovrebbero essere molto uniti. Ho deciso di fare un passo indietro, a volte è un gesto politico anche questo”.
Questioni politiche, personali, ambientali? L’ormai ex Vicesindaco dice: “ho chiesto molte volte di chiarirci, ma non si è mai riusciti. Secondo me c’era un margine di recupero, soprattutto per il bene del paese. Io ho già amministrato in passato in altri comuni, in Lombardia, ed ho sempre cercato di parlare anche con i cittadini più critici, soprattutto per risolvere i problemi. E credo che questo non sia stato apprezzato, quindi c’è stato uno scontro telefonico. Penso però che un buon amministratore debba parlare con tutti”.
Il Sindaco Ilo Claudio Chanoux, per ora, resta abbottonato: “Al momento non ho nessun commento da fare. Il Consiglio comunale è in piedi ed i numeri ci sono ancora. Poi, è molto probabile che tutto cada. Ma quando sarà il momento dirò la mia“.
Resta da capire il “qui e ora”. Chanoux spiega: “I numeri ci sono e se si riesce ad avanti è un bene. Quello che mi spiace è che, al di là della mia persona, che ha fatto anche il suo tempo, ora si creano molti problemi al Comune. Questo significa rimanere bloccati per qualche mese in un periodo in cui ci sono finanziamenti in arrivo. E anche decidere su cose più banali di amministrazione diventa un problema. Non è una responsabilità da poco”.
A termini di legge, ora è prevista la convocazione del Consiglio comunale, con la presa d’atto delle dimissioni, entro trenta giorni dalla lettera. Lì si proverà a capire se ci siano o meno i margini per ricostruire la Giunta. In caso contrario, si prefigura il commissariamento, in attesa che venga fissato un nuovo appuntamento con le urne. “Per quando si tornerà a votare, a settembre o a ottobre, non so quando – aggiunge il sindaco Chanoux -, auguro lunga vita a chi deve venire dopo. Perché quando si crea questo clima di veleno non è mai bello. Soprattutto perché alla base di certe decisioni servono motivazioni molto serie”.
Con un paradosso che non sfugge. Il nome della lista, l’unica in paese alle comunali del 28 settembre 2025, era Pontboset piccolo, unito e forte.

4 risposte
Un articolo così articolato che non si capisce che cosa sia successo.
Complimenti.
Prego, ci manca.
LV
le ragioni però non si capiscono.
ma non vi vergognate ………….. litigare e non riuscire ad amministrare 177 abitanti !!!!!!!