Segretari comunali, al Corso-Concorso solo 9 idonei su 35. E nei prossimi tre anni 6 andranno in pensione

I nove idonei stanno seguendo ora il corso di quattro mesi e, dopo i successivi due mesi di tirocinio, entreranno in servizio.
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Politica

Il posto pubblico non solo non è più attrattivo, ma – come nel caso dei segretari comunali – è anche difficile da conquistare. Lo dimostrano i risultati dell’ultimo corso-concorso: 35 candidati ammessi, soltanto 9 idonei. Questi ultimi stanno ora seguendo il corso di quattro mesi e, dopo i successivi due mesi di tirocinio, entreranno in servizio.

Il nodo, sollevato oggi da Lega VdA e Autonomisti di Centro in Consiglio regionale, è che il loro insediamento non basterà a risolvere le criticità esistenti. Nel prossimo triennio, come spiegato dal presidente della Regione Renzo Testolin, sei segretari comunali andranno in pensione: uno nel 2026, quattro nel 2027 e uno nel 2028.

Sul corso-concorso, Testolin ha evidenziato che “il numero dei partecipanti è in linea con la media delle procedure selettive espletate negli ultimi anni dalla Regione e dagli enti locali, che evidenziano un calo di attrattività del settore pubblico”. Nell’ultima procedura il tasso di rinunce e bocciature ha raggiunto il 75,28%: dei 35 candidati ammessi, solo 25 si sono presentati; dopo la prima prova scritta ne sono rimasti 14, scesi a 9 dopo la seconda.

Numeri non troppo dissimili da quelli del precedente corso-concorso del 2020, che aveva registrato un tasso del 72,45%: in quel caso le domande presentate erano state 86, di cui 72 ammesse alle prove e soltanto 17 inserite infine in graduatoria.

Nel ricordare i costi sostenuti per esternalizzare prove e corso, il consigliere Marco Carrel (Autonomisti di Centro) ha sottolineato come “siano trascorsi sette mesi dall’inizio della legislatura anche per i sindaci: siamo ormai alla fine del primo anno e molti non hanno ancora il segretario comunale, con la conseguente difficoltà ad avviare pienamente la macchina amministrativa”.

Sulla stessa linea il capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin: “Si sono susseguiti provvedimenti che avrebbero dovuto essere risolutivi, ma che nei fatti non hanno prodotto risultati definitivi. I nove idonei finali sono un numero estremamente ridotto rispetto al fabbisogno”.

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