Scrivo per raccontare la tragica esperienza vissuta con mio nonno, ricoverato per 18 giorni nel reparto di Geriatria e successivamente trasferito in una RSA di Perloz, nonostante le sue condizioni fossero critiche.
Durante la degenza, sia in Geriatria sia in RSA, ci è stato negato il diritto di rimanere accanto a lui durante la notte, nonostante le nostre ripetute richieste. Gli orari di visita, dalle 15.00 alle 19.00, erano troppo limitati per garantire una reale vicinanza e un adeguato supporto familiare.
Nel corso del ricovero in Geriatria, mio nonno è caduto dal letto. Inoltre, una cannula è andata fuori vena, provocandogli dolore. Non era in grado di esprimersi o lamentarsi. Avevamo chiesto di poterci alternare durante la notte, poiché era spesso agitato e desideravamo stargli accanto, ma ci è stato sempre negato.
Successivamente è stato trasferito in ambulanza alla RSA di Perloz, dove ha trascorso una sola notte. La notte del 20 febbraio è deceduto, solo in una stanza, senza la presenza di un familiare. Il giorno precedente aveva manifestato episodi di respirazione irregolare e agitazione, alternando momenti di apparente miglioramento a momenti di evidente difficoltà. Abbiamo percepito preoccupazione e confusione nella gestione di quei momenti e, dentro di noi, la chiara sensazione che ci stesse lasciando. Non ci è stato comunque permesso di accompagnarlo durante la notte, poiché il regolamento non lo consentiva.
Pur comprendendo che la morte per vecchiaia sia un processo naturale, ritengo che una comunicazione più chiara e un accompagnamento attento dei familiari possano fare una grande differenza nell’affrontare la fine della vita di una persona cara.
Durante i giorni trascorsi in reparto ho inoltre osservato come molti anziani si sentano soli e smarriti, e come il momento del saluto ai familiari aumenti enormemente la loro sofferenza.
Desidero infine segnalare un ulteriore episodio: quando è stato necessario trasferire mio nonno alla camera mortuaria di Aosta, ci è stato comunicato che l’accesso era consentito solo dopo la chiusura del feretro per il trasporto. Questo ci ha costretti a percorrere 45 minuti all’andata e 45 minuti al ritorno per potergli stare accanto un ultimo momento.
Chiedo gentilmente all’Assessore di valutare una revisione delle regole di accesso e di assistenza familiare nelle strutture sanitarie, affinché ogni persona ricoverata possa ricevere la vicinanza e il supporto dei propri cari, soprattutto nelle ore più delicate, evitando che altre famiglie debbano affrontare un’esperienza tanto dolorosa.
Ylenia Cutano
12 risposte
Io posso comprendere la difficoltà nel gestire le emozioni che provoca il dover lasciare un proprio caro da solo in un letto di ospedale ma proverei anche a pensare al lavoro che fanno i sanitari per far si che tutto sia gestito nel miglio modo possibile. L’ospedale non è una micro comunità, è un posto in cui si tratta la patologia acuta e dove, ogni giorno, si trovano parenti che, in maniera maleducata e spocchiosa, pretendono di rimanere a fare compagnia al parente. Adesso, immaginiamoci se per 20 pazienti ci fossero anche solo 10 parenti la notte o al mattino, insieme ad altre figure come medici, logopedisti, fisioterapisti, infermieri, personale delle pulizie.. Andare al mercato avrebbe lo stesso effetto! Dite tanto che serve rispetto per le persone anziane e/o che stanno male ma avere persone estranee che girano intorno a loro e che fanno rumore non è portare rispetto, è solamente fare un discorso egoista pensando al proprio orticello perchè TUTTI avrebbero piacere a stare insieme ai propri cari durante la malattia. E comunque, nel reparto di geriatria, i pazienti possono essere assistiti durante le loro ultime ore, cercando di dar loro più dignita possibile.
Ti rispondo solo all ultimo commento Perché altrimenti starei ore a scrivere altro ……mio padre dalla geriatria di Aosta era sofferente e me lo hanno mandato a perloz dopo un giorno e mancato e prima ancora abbiamo chiesto al reparto se potevamo fare notte in geriatria visto che mio padre sofferente si stava spegnendo piano piano e c’è stato negato…..grazie
Voler stare accanto a chi si ama nei momenti difficili non è egoismo: è umanità, affetto e dignità. Ridurre tutto a un problema organizzativo è freddo e distante dalla realtà di chi soffre paragonandolo al mercato non tutti i parenti dei pazienti sono maleducati e non tutti pensano di fare il mercato ahhaah quindi io visto che penso al
mio orticello esigo che le regole siano modificate buona giornata
Quello che è accaduto non dovrebbe più succedere , é vergognoso non poter stare vicino ai nostri cari sia di notte che di giorno. Gli orari sono pazzeschi si può far visita solo il pomeriggio dalle 15 alle 19…..io mi chiedo, e se una persona il pomeriggio lavora fino alle 19??? Non vedrà il suo genitore fino a sabato ?? No! è inaccettabile, spero che presto chi di dovere prenderà provvedimenti al più presto …..grazie per la compressione
Brava Ylenia Ben detto
Fare una petizione sarebbe una cosa doverosa x tutti quelli come noi che si sono trovati in queste situazioni x farsi che forse qualcosa migliori x altre persone che in futuro di troveranno nelle stesse condizioni.. grazie . Sabrina maschi
Grazie Sig.ra.
Quello che Le è accaduto è contro la buona pratica clinico-assistenziale, contro i protocolli, le linee guida riguardanti la gestione del rischio caduta e la gestione del fine vita.
Non ho più speranze in politici che hanno nominato persone senza competenze reali nel gestire servizi così delicati, che impattano in modo devastante sulla vita di chi resta.
Mi chiedo come si possa parlare di prevenzione dei suicidi e delle dipendenze senza assumersi responsabilità in merito ai Servizi alle persone.
E se il dirigente è senza scrupoli, lo sarà di conseguenza il personale a stretto contatto con il malato, ma OCCORRE RIBELLARSI A QUESTO SISTEMA PER NON ESSERNE COMPLICI.
Una vergogna. Sembra di essere sotto una dittatura.
Chi soggiorna in una struttura ha diritto di chiedere sostegno alle persone a lui vicine e di mantenere il contatto con la sua cerchia abituale di affetti. Deve essere, inoltre, garantito sostegno morale e umano. In virtù di tale diritto è possibile ricevere visite da chiunque durante il soggiorno
Estratto da: https://www.studiolegale.it/diritti-del-paziente-in-ospedale/
Dobbiamo fare un’altra petizione come ha fatto il papà della bimba deceduta in pediatria per cambiare le cose???
Umanità, è quella che manca sempre di più e che invece dovrebbe essere il CUORE di ambienti sanitari, soprattutto di maternità e geriatria e dove invece anche io ho riscontrato purtroppo che c’è molto da fare ancora.
Grazie ylenia
VERGOGNA!!!!!!
Carissima Ylenia
grazie per questo grido di dolore vissuto da me stessa durante la degenza di mia madre che ha avuto il tuo stesso percorso . Non c’ e stato verso di poter entrare oltre le fasce orarie stabilite per poterle anche solo tenere una mano . Ho condiviso con altri parenti la stessa frustrazione sentendoci piu parenti di persone in detenzione che in ricovero ospedaliero!
Nessuno può capire la sofferenza dei soggetti anziani fragili sofferenti lasciati in solitudine . Un po di umanità sarebbe auspicabile anche infrangendo le regole ferree di un ospedale che ha il dovere di assistere e curare non infliggere altra pena.