Corte dei Conti, inaugurato l’anno giudiziario: “stagione complessa e delicata”

Il tema ricorrente della cerimonia, tenuta nella nuova aula delle udienze, ad Aosta, è stato la riforma, in vigore dallo scorso gennaio, della responsabilità amministrativa e delle funzioni della magistratura contabile.
Inaugurazione Corte dei Conti
Cronaca

Difficile che non fosse così, ma il tema ricorrente della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti – tenutasi oggi, venerdì 27 febbraio, nella nuova aula delle udienze, in piazza dell’Accademia di Sant’Anselmo, ad Aosta – è stato soprattutto uno. La legge, in vigore dallo scorso 22 gennaio, con cui il Parlamento ha riformato la responsabilità amministrativa e le funzioni della magistratura contabile. Per i destinatari del provvedimento, le croci appaiono superiori alle delizie e sono riusciti a farlo trasparire nonostante lo stile imposto dalla loro funzione.

La presidente Riolo: “perseguita la protezione dell’agente pubblico”

A parlarne, per prima, è stata la presidente della Sezione giurisdizionale Maria Riolo. Per lei, “la nuova disciplina esprime una linea diretta ad allontanare l’istituto della responsabilità amministrativa dalla tutela dell’erario ossia dalla tutela delle risorse di tutti i cittadini, per perseguire l’obiettivo della protezione dell’agente pubblico”.

Inaugurazione Corte dei Conti
La Sezione giurisdizionale: la presidente Riolo al centro.

La stagione giudiziaria appena avviata, in cui dovrà essere applicata le normativa, “si presenta, quindi, particolarmente complessa e delicata”. Il perché è nel fatto che, “a fronte di norme dettate per superare l’asserita ‘paura della firma’, i magistrati contabili saranno impegnati anche in una doverosa attività di valutazione delle nuove disposizioni alla luce dei principi della Costituzione, delle leggi costituzionali, nonché del diritto sovranazionale”.

Certo è, come ha sottolineato la Presidente, le Sezioni riunite della Corte dei conti una posizione ufficiale, mentre la riforma proseguiva il suo iter, l’avevano espressa, anche formulando, per ogni disposizione allo studio, “osservazioni volte a veicolare proposte di modifiche”, ma “non sono state recepite dal legislatore”.

Il procuratore Lorelli: “la Corte non è d’intralcio alle amministrazioni”

Ancora più diretto il procuratore regionale Quirino Lorelli: “Pensare che eletti, politici, funzionari e dirigenti pubblici debbano presumersi infallibili e che le relative scelte debbano sempre essere insindacabili significa solo compromettere il patto sociale e consociativo alla base di ogni Stato di diritto”.

Parole che il capo dell’ufficio inquirente contabile pronuncia dopo aver detto che “negli anni si è fatta strada l’idea di una funzione giurisdizionale ed in particolare di quella contabile, nonché dell’esistenza di una rete di controlli amministrativi, che frenerebbe le decisioni pubbliche ed impedirebbe scelte rapide e sollecite”. Questa, tuttavia, è “un’idea sbagliata e fallace quanto perniciosa per la stessa nozione di democrazia e di necessario bilanciamento dei poteri”.

Citando James Madison, nella sua celebre espressione “If men were angels, no government would be necessary” (se gli uomini fossero angeli, non sarebbe necessario un governo), il Procuratore ha posto l’accento sul “fallimento completo e totale dell’idea di aziendalizzazione e modernizzazione dell’amministrazione pubblica attraverso la politica delle mani libere o della non ingerenza della giurisdizione, anche a fronte di violazioni delle leggi o di manifesti sperperi, come nel caso delle opere pubbliche sempre incompiute o dei beni patrimoniali pubblici abbandonati”.

Procuratore Lorelli
Il procuratore Lorelli, a sinistra, durante il suo intervento.

Al riguardo, Lorelli ha proposto una serie di interrogativi a voce alta: vi è qualcuno che negli ultimi trent’anni “si sia avveduto di una velocizzazione della burocrazia? Di un miglioramento dei servizi pubblici? Di treni più puntuali e veloci? Di connessioni internet più rapide? Di opere pubbliche completate in tempi ‘coreani’?”.

La risposta è rimasta ad ognuno dei presenti (delle autorità regionali, peraltro, era presente il solo presidente del Consiglio Stefano Aggravi, con la Giunta interamente assente) e lorelli ha continuato con una deduzione: “non è dunque questa Corte o questa Procura, per quel che ci riguarda direttamente, a costituire intralcio sul cammino di amministrazioni radiose verso traguardi ambiziosi, ma, forse, la qualità e la professionalità di coloro che tali traguardi vorrebbero perseguire”.

Infine, una previsione: “alcun beneficio trarrà il Paese dalla eliminazione dell’istituto della responsabilità amministrativa o dallo svuotamento dei controlli e dalla loro trasformazione in eterei suggerimenti privi di effettività, scevri da conseguenze obbligatorie”.

Il procuratore generale Silvestri: “vogliamo restare in tutte le regioni”

Un accenno ad un aspetto peculiare della riforma è arrivato poi dal procuratore generale della Corte dei Conti, Pio Silviestri, presente alla cerimonia aostana. In riferimento alla formulazione della norma, che prevede un’organizzazione “territoriale” e non più “regionale” della Corte, “crediamo – ha detto – sia necessario mantenere il presidio della Corte dei conti su tutte le regioni”.

Procuratore Generale
Il procuratore Generale Pio Silvestri.

“La nuova legge ora va applicata, – ha sottolineato – ma è iniziato il lavoro del tavolo tecnico e ci auspichiamo possa risolvere alcune criticità. Per noi è essenziale mantenere il nostro ruolo sui territori e lo vogliamo continuare a svolgere. Il continuo aumento delle segnalazioni di danno attesta che la Corte dei conti è vista come estremo baluardo agli sprechi e alle ruberie al bilancio pubblico”.

La Sezione di controllo: “la Regione si adegui sulla parificazione del Rendiconto”

Infine, la Presidente della Sezione regionale di controllo, Cristiana Rondoni, ha messo l’accento sull’attività svolta nel 2025, in cui è stata prestata “una particolare attenzione agli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con specifico riferimento all’intervento per la realizzazione delle Case di comunità e al progetto “Arvier Agile”.

Nel primo caso, “il referto ha mostrato come i rilievi delineati sulla precedente annualità siano stati positivamente superati dall’Amministrazione regionale e dall’Azienda USL”. Nel secondo, la Sezione “ha preso atto che anche il Comune di Arvier ha maturato, ancorché con un ritardo non trascurabile rispetto ad evidenze oggettive che avrebbero dovuto condurre a più tempestive valutazioni, la consapevolezza dell’impossibilità di realizzare l’intero progetto entro il termine del 30 giugno 2026, da ultimo prorogato al 31 agosto 2026”.

Presidente Sezione di Controllo
La presidente della Sezione di controllo Cristiana Rondoni.

Dicendo dei controlli sull’amministrazione regionale, la presidente Rondoni ha ripreso le argomentazioni formulate dalle Sezioni riunite della Corte, evidenziando “talune asimmetrie ordinamentali, specificamente in merito alla funzione di parificazione dei rendiconti regionali assegnata alle Sezioni regionali di controllo, funzione che al momento non è espressamente regolata nel quadro ordinamentale regionale”.

Al riguardo, ha affermato Rondoni, “la Sezione ha invitato la Regione – anche in considerazione delle conclusioni cui è giunto il parere emanato dalle Sezioni Riunite – a valutare di uniformare il proprio ordinamento, per quanto concerne il giudizio di parificazione del rendiconto, ai principi costituzionali tesi alla ‘tutela della stabilità finanziaria e degli stessi enti controllati’”, in linea “con quanto già accade in tutte le altre regioni, siano esse a statuto ordinario o speciale”.

La citazione più significativa: 2 milioni per un debito fuori bilancio a Pontboset

L’inaugurazione dell’anno giudiziario è stata poi l’occasione per riepilogare i dati del contenzioso. Il procuratore Lorelli ha ricordato che “la citazione più significativa per importo (quasi due milioni di euro) è sicuramente rappresentata dall’azione risarcitoria relativa ad un debito fuori bilancio contratto” dal comune di Pontboset, “a seguito di sentenza civile definitiva, confermata dalla Corte di cassazione, con la quale l’amministrazione è stata condannata a risarcire gli eredi” di Ilario Favretto, 30enne torinese, morto il 26 novembre 2000 per la caduta di una frana “staccatasi da un costone mentre transitava sulla sottostante strada comunale”.

A giudizio (un’udienza è già fissata per il prossimo maggio) sono chiamati un ex Sindaco e un ex Segretario comunale. La Procura contesta “a titolo di danno non solo l’importo del risarcimento, ma anche gli esborsi indebiti che il comune ha dovuto subire per il protrarsi nel tempo di giudizi pretestuosi avviati con il fine di allontanare il pagamento del dovuto e di occultare gravi dimenticanze” addebitate all’allora primo cittadino e al segretario.

Nel 2025, la Procura contabile ha preso in carico 623 istruttorie. 304 sono state archiviate e undici citazioni a giudizio sono partite, per 49 convenuti (di cui 24 titolari di organi politici). L’importo complessivo delle citazioni è di oltre 3 milioni 474mila euro e l’importo delle dieci sentenze di condanna, nello scorso anno, è stato di 201mila euro. Alla fine del dicembre 2025 risultavano pendenti 251 istruttorie.

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