Con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese di montagna attraverso strumenti condivisi di analisi, programmazione e progettazione, le camere di commercio alpine si mettono ancora più in rete. A Trento la Chambre valdôtaine, con il suo presidente Roberto Sapia, ha firmato la nuova Convenzione quinquennale della rete “Alps Benchmarking”, consolidando un’alleanza strutturata tra sistemi camerali chiamati a difendere e rilanciare la competitività delle economie di montagna.
Oltre alla Valle d’Aosta, hanno sottoscritto l’intesa i rappresentanti delle realtà camerali coinvolte: Camera di Commercio Riviere di Liguria, Unioncamere Piemonte, Camere di Commercio di Cuneo, Torino e Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Unioncamere Lombardia, Camere di Commercio di Sondrio, Bolzano, Trento (ente ospitante), Treviso-Belluno, Pordenone-Udine e Venezia Giulia.
La Convenzione prevede la messa in rete di banche dati economico-statistiche tramite dashboard interattive, la costruzione di indicatori comparabili tra territori alpini, il coordinamento nella partecipazione a programmi europei e la collaborazione con enti di ricerca e università per orientare in modo più efficace le politiche di sviluppo locale.
Il confronto tecnico di Trento si è concentrato in particolare sulla relazione tra dinamiche demografiche e struttura produttiva, evidenziando come lo spopolamento e la redistribuzione della popolazione incidano direttamente sulla vitalità economica delle aree montane, sulla sostenibilità dei servizi e sull’equilibrio tra centri principali e territori periferici.
“La partecipazione alla rete Alps Benchmarking rappresenta per la Valle d’Aosta una scelta strategica che va oltre il confronto tecnico – spiega il Presidente della Chambre Roberto Sapia – significa dotarsi di strumenti comuni per leggere in modo comparabile i fenomeni economici e orientare con maggiore consapevolezza le politiche di sviluppo”.
“Il tema demografico è strettamente connesso alla sostenibilità del nostro tessuto imprenditoriale – aggiunge – Le analisi più recenti evidenziano dinamiche complesse: osserviamo una polarizzazione della popolazione verso la prima cintura collinare, mentre le aree di media montagna rischiano un progressivo indebolimento del tessuto commerciale. Al tempo stesso, l’alta montagna dimostra una significativa resilienza imprenditoriale, trainata in particolare dalla vocazione turistica. Fare rete a livello alpino significa rafforzare il peso istituzionale dei territori montani nei confronti delle politiche nazionali ed europee e costruire nuove opportunità concrete per le nostre imprese e le nostre comunità”.
