Voli cancellati e prezzi triplicati: l’odissea dei turisti valdostani per tornare a casa

Tra costi dei biglietti saliti alle stelle e incertezza generale, turisti e agenti di viaggio valdostani subiscono le conseguenze del blocco aereo in Medio Oriente. Ma secondo Chiara Maria Fabbri, presidente Fiavet Vda, non hanno “nulla a che vedere con quelle della pandemia”.
La situazione dei voli aerei da Flightradar 24
Società

Se la tensione militare resta alta, i turisti valdostani costretti a prolungare il proprio soggiorno all’estero a causa del blocco aereo in Medio Oriente stanno pian piano trovando delle soluzioni per rincasare, in modo autonomo oppure accompagnati dalle agenzie di viaggio a cui si erano affidati. Soluzioni che, però, oltre a creare disagio e contrattempi lavorativi, gravano spesso sul portafoglio. 

Dopo che Arcangela Redoglia, che avevamo seguito ad Abu Dhabi all’inizio della guerra, è riuscita a rientrare in Valle lo scorso fine settimana, restano altri turisti valdostani bloccati in Asia. Uno di questi sarebbe dovuto tornare con la figlia da Bangkok il 9 marzo, ma entrambi sono bloccati in Thailandia fino al 18: “Il 5 di marzo il nostro volo non era ancora stato cancellato ma, sapendo che prima o poi lo avrebbero fatto, abbiamo già iniziato a cercare voli. La cosa assurda è che ne trovavamo ancora alcuni che facevano scalo nei vari aeroporti arabici. Il nostro volo è stato cancellato ufficialmente il giorno prima della partenza prevista e la compagnia a cui ci eravamo affidati ci ha proposto il rimborso del viaggio di ritorno. Se avevo speso meno di 1000 euro per andata e ritorno, però, ora ne ho dovuti spendere 1400 solo per il ritorno”.

Oltre al disagio economico, hanno pesato anche la mancanza di certezze e l’imprevedibilità della situazione: “A un certo punto ci siamo resi conto che i prezzi aumentavano di ora in ora e, nonostante i voli non fossero cancellati, sapevamo che lo spazio aereo era bloccato. Ci siamo quindi dovuti lanciare nel comprare un biglietto a prezzo elevato senza avere certezze, ma sapendo che i biglietti migliori sarebbero andati presto a ruba”. La difficoltà di trovare biglietti a un costo non proibitivo si scontrava con un aumento vertiginoso dei prezzi, con i primi preventivi che salivano addirittura a 2500 euro a testa, per voli dirottati su scali scomodi e con tempi prolungati. “Per evitare lo scalo nella penisola arabica, ne faremo uno a Taiwan e poi altre quattordici ore di volo per Malpensa, oltre a tutte le ore di attesa in aeroporto”. 

Da viaggio dei sogni a viaggio della speranza, il passo è un attimo. Per una coppia valdostana, il viaggio di nozze alle Maldive con la figlia di due anni si è prolungato in una coda non troppo entusiasmante e minata dall’ansia di voler tornare a casa. “Dovevano tornare giovedì 5 marzo, ma tutti i voli sono saltati”, racconta la madre del marito che, insieme alla consuocera, attende con ansia il ritorno della famiglia. “La Farnesina ha proposto un volo a 1800€ ciascuno, ma solo per due persone, così si sono organizzati da soli e venerdì dovrebbero partire dalle Maldive, fare scalo a Bangalore e poi in Oman, sempre che i voli non siano nuovamente cancellati”. 

La consapevolezza di poter passare altro tempo in un posto straordinario come le Maldive si scontra con la mancanza di certezze e la necessità di riprogrammare i propri impegni. “La bambina chiede continuamente di tornare a casa e mio figlio, che lavora da privato, ha un sacco di call di lavoro arretrate. Un domani magari ricorderanno questa avventura con allegria, ma in questo momento non è sicuramente una bella esperienza, anche per noi che aspettiamo da casa”. 

La disponibilità economica, poi, fa spesso la differenza in situazioni di emergenza come questa. “Per fortuna loro hanno disponibilità economiche sufficienti per prolungare il soggiorno, ma mi hanno raccontato che ci sono persone anche anziane che dormono in spiaggia o in aeroporto, perché non possono permettersi di prolungare l’alloggio”.

La guerra in Medio Oriente non è la prima né, probabilmente, l’ultima crisi che ha minato sul settore dei viaggi. A spiegarlo è Chiara Maria Fabbri, agente di viaggio e presidente di Fiavet Vda. “La nostra categoria è in costante balia di eventi geopolitici e atmosferici. Faccio questo lavoro da trent’anni e, dall’influenza aviaria al Covid, abbiamo affrontato difficoltà simili moltissime altre volte. Sono questi i momenti in cui il nostro settore dovrebbe dare il meglio, mostrando capacità di consiglio e proponendo alternative. Facendo da intermediari, noi possiamo affidarci ai tour operator e cercare delle soluzioni alternative: è questa la grande differenza rispetto all’acquisto autonomo del volo ed è questo l’atout di avere alle spalle un’agenzia di viaggio, in situazioni come questa”. 

In Valle d’Aosta, però, non sembrano esserci turisti che si sono affidati ad agenzie di viaggio e che sono rimasti bloccati all’estero. “Ho inoltrato alle altre agenzie la richiesta arrivata dal nazionale di segnalazione dei clienti bloccati, ma non è stato segnalato nulla. Io ho potuto aiutare quattro amici di Milano che non avevano prenotato qui, ma si sono rivolti a me per organizzare il ritorno. Li ho messi in lista di attesa su vari voli e, seguendo i miei consigli e dividendosi, sono rientrati a casa, peraltro nel giorno esatto in cui era previsto il loro ritorno. Fortunatamente dall’11 marzo sono ripartiti molti voli e quindi la situazione sta evolvendo rapidamente”. 

Sono dunque molto le criticità, ma mai così profonde come quelle causate dalla pandemia. “Ovviamente la situazione geopolitica è grave e speriamo si risolva presto. Le conseguenze sul settore comunque non hanno nulla a che vedere col covid: intanto si tratta di un’area geografica ben precisa e non riguarda il mondo intero. Poi per fortuna ci stiamo avviando verso l’estate e quindi le destinazioni si orientano verso il Mediterraneo e altre aree più sicure. Io ho clienti che il 16 marzo partono comunque per l’Asia e la gente continua a prenotare e a fare preventivi per l’estate. Ovvio che si sta un po’ in punta di piedi e si aspetta di vedere come evolve la situazione, ma resta comunque un bel movimento”. 

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