Se gli edili, per bocca di Ance Valle d’Aosta, lanciano l’allarme forte e chiaro sul costo delle materie prime già alle stelle dopo i venti di guerra in Medio Oriente, l’altro lato della medaglia – che a livello nazionale preoccupa, e non poco – qui è ancora sotto controllo.
Sotto controllo nel senso di “sotto la soglia di preoccupazione”. Perché in Valle d’Aosta – dicono dai lidi di Coldiretti – la situazione degli aumenti che stanno già piovendo sul carburante e sui fertilizzanti preoccupano relativamente. Anche se – aggiungono dalla Confederazione nazionale coltivatori diretti della nostra regione – l’attenzione resta decisamente alta.
Se a livello nazionale Coldiretti parla di “un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti”, a livello locale la questione resta ancora sottotraccia: “A livello regionale, abbiamo fatto un’indagine sul gasolio e ne sono emersi aumenti, sì, ma nella norma – dicono Alessia Gontier e Elio Gasco, presidente e direttore di Coldiretti VdA –. A livello generale la preoccupazione c’è, ma è anche chiaro che per un’impresa della pianura che metta in funzione tutti i macchinari, che magari consumano 4/500 litri di gasolio, cambia. Oppure per un peschereccio della Sicilia”.
“Oggi i nostri agricoltori non si stanno preoccupando – aggiungono i vertici locali di Coldiretti –. In Valle non abbiamo assistito a fenomeni speculativi e, sicuramente, ci sono a disposizione delle scorte da utilizzare”.
Questione simile se parliamo di export: “Al momento non abbiamo questo problema – aggiungono Gontier e Gasco –. Non vorremmo creare preoccupazioni. C’è un po’ di ‘stretta’, ma nell’insieme, non in Valle d’Aosta. Il problema c’è e non si dormono sonni serenissimi, ma al momento il problema non si sente”.
A preoccupare, a livello nazionale, si è aggiunta la partita dei fertilizzanti. Il 4 marzo scorso, all’Assemblea Coldiretti di Napoli, il presidente nazionale Ettore Prandini ha spiegato, riguardo la guerra in Iran, nel golfo in generale e – questione non da poco – l’affaire dello stretto Hormuz: “Prevediamo ulteriori rincari sia sul fronte energetico sia su quello dei fertilizzanti e dei concimi chimici. Non va dimenticato che da queste aree proviene oltre il 25 per cento della disponibilità globale e più del 33 per cento dei fertilizzanti utilizzati nel mondo. Eventuali interruzioni avrebbero un impatto diretto sia sui costi sia sulla disponibilità dei prodotti. Le conseguenze sarebbero inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, crescita dei prezzi per cittadini e consumatori”.
Parole difficilmente equivocabili. Però, anche in questo caso – dicono sempre presidente e direttore Coldiretti, Gontier e Gasco – la Valle d’Aosta sentire un contraccolpo meno d’impatto: “È vero che ci sono parecchie aziende iraniane e israeliane che si occupano di fertilizzanti e che a questi aumenti non si era ancora arrivarti, anche se in campagna si era già pronti con le scorte – spiegano i vertici locali della Confederazione –. La preoccupazione è alta per le prossime forniture, ma qui abbiamo una fortuna: tolte le coltivazioni specializzate in Valle si fa molta concimazione organica. Certo che se la crisi continua, qualche ripercussione indiretta corriamo il rischio di viverla”.

Una risposta
Questi della Coldiretti che “non hanno assistito a fenomeni speculativi”, quando all’indomani dell’attacco la benzina e i carburanti alla pompa son tutti aumentati, significa che questi hanno le bucce di patate sugli occhi. Se non fosse per fenomeni speculativi tali aumenti si sarebbero dovuti verificare settimane se non mesi dopo, invece son stati immediati, chiaro fenomeno speculativo. Se poi parliamo di gas, abbiam visto un fulmineo incremento del 50-60% sapendo che in Europa questo viene trattato alla borsa di Amsterdam. il TTF, una borsa largamente speculativa dove la stragrande maggioranza delle transazioni son di carattere speculativo e non rappresentano transazioni reali di partite di gas. Sì le nostre bollette son affidate agli speculatori in borsa. Altra prova che questa Europa è una enorme iattura per gli europei.