Il Corpo Forestale riesce a mettere d’accordo quasi tutto il Consiglio regionale. La maggioranza abbandona il muro contro muro, che aveva caratterizzato l’approvazione del disegno di legge sui Vigili del Fuoco, accogliendo uno dei 43 emendamenti proposti dall’opposizione e prendendosi impegni su altri. Questo passo avanti consente a Fratelli d’Italia di votare a favore del testo, accodandosi al Pd e a Marco Carrel (Autonomisti di Centro), che avevano già approvato l’articolato in Giunta nella precedente legislatura. Avs e Lega si astengono.
“Non è una riforma episodica, ma un riordino organico che garantisce maggiore efficacia, certezza delle regole e adeguatezza in un settore strategico. – evidenzia l’Assessora all’Agricoltura Speranza Girod – In quest’ottica, gli emendamenti della maggioranza migliorano il testo, anche sulla base del confronto con il territorio, mentre è stato possibile accogliere solo alcuni contributi delle opposizioni sia per la necessità di perfezionare aspetti giuridici sia perché avrebbero potuto comportare ripercussioni sul funzionamento delle stazioni. Laddove possibile, sono stati recepiti i contributi positivi suggeriti dalla minoranza che hanno contribuito a definire meglio alcune competenze specifiche.” Un lavoro durato diversi anni, come ricorda anche il Presidente della Regione, Renzo Testolin. “Una legge che, insieme a quella dei Vigili del Fuoco, completa un cerchio importante nel settore della sicurezza e del soccorso, attribuendo al comparto un ruolo definito e centrale. La legge ha ottenuto 69 voti favorevoli su 85 articoli, più dell’85% dei consensi, dimostrando una larga condivisione. La maggioranza qualificata dimostra che il lavoro svolto è stato attento alle esigenze del territorio.”
Tra le proposte respinte dalla maggioranza c’è anche quella sollevata con una lettera nei giorni scorsi dai sottufficiali. Chiara Minelli di Avs spiega il suo voto di astensione: “Avrebbe dovuto essere un punto di attenzione e approfondimento in questa occasione. Sapevamo che la legge era obsoleta e necessitava di modifiche, ma alcune prese di posizione mi hanno sorpreso negativamente.” La stessa posizione viene espressa dal capogruppo della Lega Vda Andrea Manfrin: “Questo testo esce monco di diverse parti che lo avrebbero arricchito.”
Fulvio Centoz del Pd parla di una legge imperfetta, ma necessaria. Tra i nodi irrisolti segnala la questione del distacco in Procura e la questione del comandante, “che se non affrontata tempestivamente rischia di lasciare una posizione vacante”. Inoltre, Centoz ribadisce la necessità di definire concretamente a chi spetta il soccorso, dove e con quali modalità. Nonostante l’impegno a intervenire con una delibera di Giunta – un ordine del giorno degli Autonomisti di Centro per riferire in Commissione è stato approvato all’unanimità – per Centoz “non basta: è necessario intervenire con una legge.”
Marco Carrel ribadisce la delusione per il modo di agire del governo, ma afferma: “A riprova della nostra coerenza, voteremo questo disegno di legge identico a quello approvato dalla Giunta regionale precedente.”
Il provvedimento, composto da 85 articoli, arriva dopo un lungo percorso di discussione ed è parte di un più ampio contesto normativo che mira alla riforma del Corpo forestale, nell’ambito della creazione di un comparto autonomo di “Sicurezza e Soccorso Valle d’Aosta”. Il relatore del Dl Michel Martinet ha spiegato che l’obiettivo della riforma è valorizzare le specificità del Corpo forestale valdostano, integrandolo in un modello organizzativo ispirato alle forze di polizia nazionali, in particolare alla Polizia di Stato. Una delle principali novità riguarda l’attribuzione delle competenze di polizia giudiziaria, insieme a compiti tecnici di prevenzione e tutela del patrimonio ambientale. Come precisato da Martinet, la riforma punta a mantenere l’autonomia del Corpo forestale valdostano, facendone un “braccio operativo” della Regione, ma allo stesso tempo cercando di allinearlo alle forze di polizia nazionali, rendendolo più competitivo.
Legge sul Corpo forestale: i sottufficiali scrivono ai vertici della Regione
23 marzo di Christian Diémoz
“Fare sentire la voce di chi quotidianamente opera sul territorio della Valle d’Aosta con la missione di tutelare un patrimonio ambientale di inestimabile valore naturalistico, paesaggistico e per tutte le attività rurali e turistiche della regione”. E’ l’intento di una lettera, sottoscritta dai sottufficiali del Corpo forestale della Valle d’Aosta, rivolta al Presidente della Regione, all’Assessora all’Agricoltura e risorse naturali e ai Presidenti della seconda e della terza commissione consiliare. Obiettivo della missiva, “esprimere le nostre considerazioni” in merito ad un articolo del disegno di legge che introdurrà nuove disposizioni sul Corpo, che il Consiglio esaminerà nella seduta di dopodomani, mercoledì 25 marzo.
Le osservazioni contenute nella lettera, si legge, hanno lo scopo di portare all’attenzione di chi dovrà approvare il testo in aula, “una parte degli argomenti” già posti in evidenza con una nota dello scorso febbraio e durante l’audizione nelle Commissioni consiliari, da parte “delle Organizzazioni sindacali che ci rappresentano”. Tra le “varie criticità già più volte segnalate” dai Sindacati nelle varie sedi, ai sottufficiali preme mettere l’accento soprattutto sulla formulazione di un articolo. E’ quello sulle competenze in materia di prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi, “compresa la direzione delle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi e le relative indagini post incendio”, che la legge affida al Corpo forestale, introducendo però un distinguo.
Per il testo depositato in Consiglio, infatti, da tale competenza dei forestali sono escluse la “direzione delle operazioni di soccorso relative all’incolumità delle persone o alla sicurezza di edifici o infrastrutture minacciate da un incendio boschivo”, che “compete al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, con cui il Corpo forestale della Valle d’Aosta collabora”. Per i sottufficiali, questa parte di testo è stata aggiunta “successivamente a quanto concordato con la parte sindacale durante gli innumerevoli tavoli tecnici degli anni passati”. Non solo, ma “rischia di limitare fortemente la competenza tecnica sugli incendi boschivi attribuita al Corpo forestale”.
Dalla lettura del testo del Disegno di legge – è scritto nella lettera – “si evince che, qualora l’incendio boschivo minacci un’infrastruttura in senso lato, la competenza della direzione operazioni spegnimento e indagini post-incendio passi direttamente” ai Vigili del fuoco. Però, siccome “il significato del termine infrastruttura è molto ampio e indica l’insieme degli impianti, servizi, reti e strutture fisiche essenziali per il funzionamento, lo sviluppo economico e sociale di un territorio”, in tale descrizione potrebbero “facilmente ricadere” dei manufatti “quali strade poderali e viabilità rurale in genere compresi i sentieri, acquedotti, fognature, impianti di irrigazione, cavidotti ed elettrodotti, linee telefoniche, ripetitori, etc…”.
Secondo i sottufficiali, “vista la conformazione territoriale della nostra regione, è evidente che tali manufatti siano presenti praticamente ovunque e che quindi un incendio boschivo, con estrema probabilità, li possa interessare”. “Questo equivarrebbe, nella sostanza – si legge ancora – a ridurre ai minimi termini l’ambito di intervento” del Corpo forestale e “quindi a togliergli di fatto la competenza su un suo storico e fondamentale compito tecnico”.
Inoltre, “tale termine risulta talmente ampio da non permettere una facile e immediata individuazione delle responsabilità e delle competenze di intervento che fanno capo ai due corpi rischiando di essere la causa di ritardi nell’intervento stesso, che ovviamente deve essere eseguito nel più breve tempo possibile, per ridurre al minimo l’impatto dell’evento”.
Concludendo, i trentasei sottufficiali firmatari si dicono coscienti che l’adozione delle nuove leggi regionali relative ai Vigili del fuoco (già approvata nella scorsa seduta del Consiglio) e al Corpo forestale sarà seguita, nelle intenzioni dell’amministrazione, da una specifica deliberazione della Giunta mirata a specificare in modo più esaustivo le competenze in caso di incendio boschivo.
Tuttavia, la loro convinzione è che “il modo migliore per risolvere la questione sia di eliminare definitivamente il termine infrastrutture sia dal testo del disegno di legge, sia dal protocollo per l’inoltro delle chiamate al Corpo forestale del numero unico d’emergenza 112, continuando con l’attuale metodo ormai consolidato da sempre che non ha mai creato alcun problema in fase di intervento per nessuno dei due corpi”.
Arriva in Consiglio Valle il nuovo disegno di legge sul Corpo forestale
17 marzo 2026, ore 9.53 di Silvia Savoye

Dopo i Vigili del Fuoco tocca ora ai Forestali. Il disegno di legge confezionato nella scorsa legislatura si appresta ad arrivare in aula. Ieri mattina le Commissioni “Assetto del territorio” e “Affari generali”, riunite congiuntamente, hanno espresso parere favorevole su un nuovo testo del disegno di legge che contiene disposizioni sull’ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d’Aosta e sulla disciplina del relativo personale. Sul provvedimento, di cui sono relatori i Consiglieri dell’UV Michel Martinet e Josette Borre, si sono astenuti quelli di minoranza (FdI, AVS, AdC, La Renaissance).
“Il nuovo testo di Commissione – riferiscono i Presidenti Corrado Jordan e Marco Sorbara – ha recepito gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza a seguito delle audizioni, nell’ottica di migliorare la legge e la sua successiva applicazione, mentre sono stati respinti gli emendamenti dell’opposizione. Con questo provvedimento completiamo il percorso di riforma del sistema regionale di soccorso, avviato con la legge regionale che ha istituito il comparto di negoziazione “Sicurezza e Soccorso Valle d’Aosta” e proseguito con la recente legge sui vigili del fuoco approvata dal Consiglio. Anche in questo caso interveniamo per modernizzare l’assetto organizzativo del Corpo forestale, nel rispetto delle competenze regionali, valorizzando le attività e il ruolo del personale di un Corpo che è strategico per la tutela del territorio e dell’ambiente.»
