Donare il sangue è la migliore prevenzione possibile: “Ad iniziare dallo stile di vita sobrio, necessario per essere donatori, per arrivare all’autocontrollo, possibile ogni volta che si dona il sangue”. Lo ha spiegato Giancarlo Civiero, presidente regionale dell’Avis, presentando l’attività di un anno dell’associazione. “La situazione delle donazioni è eccellente – ha proseguito Civiero – sia per quantità, sia per qualità. Meno del due per cento delle sacche di sangue è inutilizzato per ragioni tecniche, e la Valle è la regione con il maggior numero di donatori per abitante”. La nostra regione è autosufficiente, ma molte altre, anche nel Nord Italia, sono parzialmente autosufficienti. La Valle “esporta” in Sardegna 1400 sacche di sangue l’anno.
Nell’ultimo anno l’Avis ha avuto 428 nuove adesioni, tra le quali il 60 per cento è di persone “under 35”. “I nuovi donatori contribuiscono ad abbassare l’età media dei nostri associati e a garantire il ricambio generazionale – ha continuato Civiero – anche se ora il problema è quello di garantire l’attività dei vecchi soci, che potrebbero sentirsi messi da parte e invece vogliono continuare a donare, se possibile non una volta l’anno ma con più frequenza“.
L’Avis ha in Valle 3818 donatori effettivi, che arrivano a 7000 donazioni all’anno, 2,4 a testa in media, una delle più alte d’Italia. In Valle, con la Fidas, si arriverà ad un totale di 8500 sacche di sangue e derivati nel 2010, con il numero di donatori rispetto alla popolazione più alto d’Italia. In Valle i punti di raccolta sono tre: il centro trasfusionale dell’ospedale di Aosta e i poliambulatori di Verrès e Donnas. Le sezioni dell’Avis sul territorio sono venti, l’ultima delle quali, quella del Grand Combin, è nata tre anni fa.
