Buongiorno Signor Marzi,
questa letterina per chiederle se secondo lei l’Ospedale Umberto Parini rientra ancora nella definizione che il dizionario da di Ospedale: “Edificio, o complesso di edifici, destinato all’assistenza sanitaria dei cittadini, e quindi adeguatamente attrezzato per il ricovero, il mantenimento e le cure, sia cliniche sia chirurgiche, di ammalati e feriti” Treccani.
Le scrivo dal reparto di Ortopedia dove è ricoverata la mia mamma e lo faccio con una certa tristezza nel vedere infermieri ed OSS balzare come le palline da tennis nella finale di Wimbledon 2008 tra Rafael Nadal e Roger Federer, senza poter di fatto svolgere davvero il loro lavoro, perché numericamente è impossibile che possano gestire tutti i pazienti, a meno che lei tra le sue funzioni Politiche non abbia il dono di concedere loro l’ubiquità.
Mi chiedo: ma davvero lei è contento di come alcuni reparti cerchino di sopravvivere? Non trova leggermente grottesco che in ospedale Infermieri ed OSS che dovrebbero garantire assistenza e cure hanno a loro volta bisogno di assistenza e cura per riuscire a fare il loro lavoro? Crede che potrebbe essere utile porsi qualche domanda sul perché ci siano così poche persone che vogliono restare a lavorare qui? Pensa che potrebbe essere utile ogni tanto, tra mille impegni e incombenze riporre qualche pensiero a quella che dovrebbe essere una struttura che funziona alla perfezione, visto che siamo la Regione più piccola d’Italia e i numeri consentirebbero di avere un ospedale che eccelle in tutti i reparti?
Tanto di cappello ai colletti blu e azzurri che cercano in tutti i modi di sopperire alle mancanze e alle negligenze di chi dovrebbe garantire che un Ospedale possa sempre definirsi tale.
Grazie
Lettera Firmata
2 risposte
GRAZIE sia a questo lettore sia a tutto il personale che svolge con coscienza e consapevolezza il proprio lavoro.
Spero che questa lettera venga accolta mettendo davanti i bisogni altrui e non i propri, che andranno di conseguenza se i primi saranno soddisfatti.
Sottoscrivo questa lettera. Grazie per le parole spese, gentile lettore.