Il giudice del lavoro di Aosta riconosce il danno da precariato a una docente di religione

Il giudice del lavoro di Aosta Luca Fadda ha riconosciuto un risarcimento alla docente di 10mila euro. Il ricorso patrocinato dalla Cisl Scuola Vda e depositato dalle legali Veronica Contoz e Nadine Cunéaz.
Il Tribunale di Aosta
Scuola

Anche i docenti di religione cattolica hanno diritto a vedersi riconoscere un risarcimento per la reiterazione di contratti a tempo determinato. A dirlo la sentenza di ieri, giovedì 16 aprile, del Tribunale di Aosta su un ricorso patrocinato dalla Cisl Scuola Vda e depositato dalle legali Veronica Contoz e Nadine Cunéaz. Il giudice del lavoro di Aosta Luca Fadda ha riconosciuto un risarcimento alla docente di 10mila euro.  

“Malgrado le indubbie particolarità di questa disciplina, come riconosciuto dalla Corte di Cassazione, anche i docenti IRC devono necessariamente ricevere tutela a fronte dell’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato di cui sono vittima. ” spiega in una nota la Cisl, precisando come già una sentenza del novembre 2025 della Suprema Corte di Cassazione stabilisce che il concorso attuato e la eventuale immissione in ruolo non comportano il venir meno del diritto al risarcimento del danno spettante.

I docenti neoassunti in ruolo, con ultimo contratto a tempo determinato al 31 agosto 2025, e che abbiano in precedenza sottoscritto contratti a tempo determinato per un periodo superiore a 36 mesi, hanno, quindi, il diritto al risarcimento del danno per reiterazione di contratti a termine.

“Quella che vivono i docenti di religione cattolica è senz’altro una condizione estremamente peculiare, dipendendo da Intese tra lo Stato e la Conferenza Episcopale Italiana” – commenta Alessia Démé, Segretaria Generale CISL Scuola Valle d’Aosta – “riteniamo però che di tale complessità non debbano fare le spese i lavoratori della scuola, i quali, spesso, rimangono precari troppo a lungo…basti pensare che, prima del 2024, l’ultimo concorso per l’assunzione relativo ai docenti di religione era stato bandito nel lontano 2004! Ecco perché rimaniamo a disposizione di quanti intendano ottenere la giusta tutela dei propri diritti”.

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