Dall’Università della Valle d’Aosta un progetto di ricerca sull’accessibilità della Valnontey

Il progetto prevede una prima indagine socio-culturale ed economica con l’obiettivo di sviluppare una nuova visione dell’accessibilità e della fruizione della valle. Il bilancio dell’Ateneo chiude in positivo.
Il ponte della Valnontey
Scuola

Il Consiglio dell’Università della Valle d’Aosta, riunitosi nel pomeriggio di mercoledì 29 aprile, ha approvato un nuovo progetto di ricerca, che mira ad avviare una prima indagine socio-culturale ed economica nella Valnontey, a Cogne, con l’obiettivo di sviluppare una nuova visione dell’accessibilità e della fruizione della valle, più sostenibile e rispettosa della sua fragilità idrogeologica ed allo stesso tempo più attrattiva e fruibile per residenti e visitatori.

Verso una nuova accessibilità per la Valnontey: indagine socio-culturale ed economica partecipata”, sviluppato nell’ambito del “Programma di interventi di efficientamento energetico, mobilità sostenibile, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici degli Enti parco nazionali 2025” presentato dal Parco Nazionale Gran Paradiso, è stato finanziato con 55.000 euro (di cui 45.000 per l’attivazione di due borse di ricerca) dal Ministero dell’Ambiente. Il progetto prevede la collaborazione tra il Centro di ricerca dell’Università della Valle d’Aosta GREEN (Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature) e l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso con il coinvolgimento delle istituzioni locali e degli attori del territorio.

L’Università si è anche dotata di licenze ChatGPT Edu per docenti di ruolo e personale tecnico-amministrativo, ed ha reso disponibile Microsoft Copilot anche per studenti e studentesse.

Durante la seduta del Consiglio è stato anche approvato il bilancio unico di Ateneo per l’anno 2025, con un risultato positivo finale pari a 573.894,00 euro. Il dato, in miglioramento rispetto alla perdita registrata nel 2024, è determinato principalmente dall’incremento del finanziamento regionale e dalla crescita dei proventi legati alla didattica e alla ricerca, in particolare ai progetti finanziati a livello nazionale ed europeo”, si legge nella nota dell’Univda. “Si registra una significativa espansione delle attività, sia in ambito formativo che nella ricerca, con una forte capacità di attrarre finanziamenti esterni e un crescente ruolo sul territorio. Tra le criticità riscontrate permane invece l’aumento dei costi operativi legati allo sviluppo infrastrutturale”.

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