Da 5 a 11. Sono raddoppiati in Valle d’Aosta i Comuni che non sono riusciti a rispettare il patto di stabilità. In Italia il vincolo riguarda solo i comuni con almeno 5 mila abitanti, in Valle vale per tutti; il dato è calcolato facendo la media dei saldi finanziari del 2009 e degli anni tra il 2002 e il 2008.
Il limite di peggioramento da non superare è il 5,6 per cento, in 11 non l’hanno rispettato: Aymavilles (peggioramento dell’8 per cento); Arvier (11,2); Chamois (11,7); Verrès (11,5); Introd (12,1); Charvensod (16,2); La Magedeleine (17); Lillianes (19,5); St-Denis (33,5); Arnad (58,8) e Antey (61). Arnad, Antey e La Magedeleine registrano il risultato negativo per il secondo anno consecutivo. Di patto di stabilità si parlerà domani pomeriggio nella riunione del Celva.
I sindaci coinvolti dicono che “è sempre più difficile rispettarlo” e secondo loro “sarebbero penalizzati quei comuni che negli anni passati sono stati più virtuosi”, questo proprio perché si tiene conto della media dei saldi a partire dal 2002.
Sono notevoli i vincoli che vengono imposti a chi sfora il patto: il divieto di assumere personale nuovo, l’impossibilità di accendere nuovi mutui e la riduzione del 10 per cento dell’impegno di spesa rispetto a quanto preventivato nel bilancio 2009. I dati si riferiscono al 2009: ogni anno entro la fine di giugno i 74 comuni valdostani devono inviare il malloppo con i loro dati finanziari all’Ufficio Enti Locali che poi verifica chi ha rispettato e chi no il patto.
