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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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Avvicinamento sentiero Becca di Nona
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Avvicinamento cresta di vetta monte Emilius
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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In vetta al Monte Emilius
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Movimento notturno
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La cerimonia di consegna del cappello alpino.
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La soldatessa valdostana Giulia Mania con la famiglia.
L’Esercito come scelta professionale e di vita. Gli ultimi a compierla, in ordine di tempo, sono stati i 240 giovani che oggi, venerdì 3 luglio, hanno ricevuto il cappello con la penna nera, quale segno del completamento del loro addestramento, durato undici settimane, e dell’ingresso ufficiale nelle truppe alpine. Da domani, verranno smistati ai reparti di fanteria alpina di futura appartenenza ed inizierà la loro esperienza da soldati.
La cerimonia ha richiamato nel cortile della caserma “Battisti” non solo numerosi parenti dei volontari (in tutto, erano presenti oltre 500 persone), ma anche i vertici del Corpo di soldati di montagna più noto: il generale di brigata Alessio Cavicchioli, comandante del Centro Addestramento Alpino, e il generale di divisione Alberto Vezzoli, comandante delle Truppe Alpine. Presente pure il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero.
“Gli alpini – ha detto l’assessore Luca Tonino, intervenendo alla cerimonia per l’amministrazione comunale – continuano a ricordarci alcuni valori che non passano mai di moda. Per la nostra città, questo momento assume un significato ancora più profondo. Aosta è una città alpina, le montagne non sono solo un elemento del paesaggio. Rappresentano la nostra identità e la nostra cultura”.
Non è un caso che le prove conclusive nel corso, determinanti ai fini dell’idoneità al servizio negli Alpini, siano state rappresentate dall’ascensione sul Mont Emilius e sulla Becca di Nona. Arrivati ad Aosta lo scorso 22 aprile, i volontari in ferma iniziale del corso “Monte Marrone III” sono stati incorporati nella 43esima compagnia (“L’audace”) del Reggimento Addestrativo del Centro Addestramento Alpino.
La loro formazione – come spiega il capitano Alberto Marino, comandante della Compagnia – “è iniziata con il modulo fucilieri (6 settimane), quindi un corso basico di alpinismo (3 settimane) e un modulo di combattimento in montagna (2 settimane). Questa settimana, come esercitazione finale, la Compagnia ha svolto l’ascensione di Reparto, tra lunedì e martedì”, sui “monti gemelli” di Aosta.
“Qualcuno è risultato idoneo, qualcuno non ce l’ha fatta e qualcuno è rimasto vittima di incidente. – ha detto, parlando ai nuovi soldati, il generale di brigata Cavicchioli – Oggi, ricordiamoci della fatica. Ricordiamoci soprattutto quanto questo strano e meraviglioso ambiente della montagna vi ha insegnato”. Gli ha fatto eco il presidente Ana Favero: “è importante quello spirito di saper fare cordata. Si arriva alla vetta tutti assieme. E questo significa, nel prosieguo, saperlo fare con quel senso del dovere”.
La cerimonia di Aosta (svoltasi simultaneamente ad una analoga a L’Aquila, dove sono stati addestrati altri 49 volontari, al 9° Reggimento Alpini, per un totale di 289 nuovi ingressi nelle truppe da montagna) è stata anche l’occasione per ricordare Noemi Saetta, la soldatessa deceduta, negli scorsi giorni, a 23 anni per un malore. Lo ha fatto il comandante Vezzoli, che poi si è rivolto direttamente ai neo-alpini.
“Avete scelto di indossare il cappello alpino, – ha affermato – di mettere il noi prima dell’io. Di mettere la squadra, il plotone, la compagnia prima di se stessi. Siate coerenti, date l’esempio, siate integri, ma soprattutto siate voi stessi, con i vostri pregi e i vostri difetti. Non cercate di essere chi non siete”.
Quindi, accompagnati dalle note della fanfara della Brigata alpina Taurinense (diretta dal maestro Marco Calandri), e agli ordini del colonnello Daniele Simeoni, comandante del Reggimento addestrativo del Centro Addestramento Alpino, i quattro militari che si sono piazzati meglio nella graduatoria del corso (per la prima volta, in testa alla classifica, una soldatessa) hanno ricevuto il cappello con la penna dalle autorità.
Tutti gli altri, che lo avevano sullo zaino posato a terra dinanzi a loro, lo hanno potuto indossare subito dopo. A passo di marcia, i 240 soldati hanno quindi lasciato il cortile della caserma. Se, dal 1872 fino agli anni 2000 (quando venne sospesa la leva obbligatoria) negli Alpini servivano soprattutto reclute nate nei distretti di montagna del nord, oggi la composizione è variegata.
Tra i 240 volontari, il gruppo più numeroso è proveniente dall’Abruzzo, seguito da Campania e Puglia. In generale, tutte le 20 regioni italiane sono rappresentate. Dalla Valle d’Aosta, per la precisione dalla valle del Lys, solo una partecipante: Giulia Mania. Visibilmente emozionata, ha posato sorridente assieme ai suoi genitori per l’immancabile foto di fine corso.
Terminata la cerimonia, e ricevuti i complimenti degli ufficiali che l’hanno accompagnata nell’addestramento, la Compagnia ha intonato l’inno alpino “Trentatré”. Da domani, per i 240 alpini inizia una nuova storia, ma le righe scritte tra le montagne della Valle resteranno con loro per tutto il servizio nell’Esercito.















