Il Giro d’Italia parte dalla Bulgaria. E inizia il conto alla rovescia per la tappa Aosta – Pila

Oggi al via la 109ª edizione della Corsa Rosa che arriverà nella nostra regione sabato 23 maggio. Favorito d'obbligo il danese Jonas Vingegaard, ma attenzione al marchigiano Giulio Pellizzari.
Partenza a Verrès del Giro d'Italia Foto Alice Dufour
Sport

Alle 13.50 di oggi, venerdì 8 maggio, scatta da Nesebar in Bulgaria la 109ª edizione del Giro d’Italia. Poche ore al via della corsa rosa, che arriverà in Valle d’Aosta sabato 23 maggio per un’unica giornata, ma di un certo livello. La Aosta – Pila di 133 chilometri, frazione numero 14 del primo grande giro ciclistico della stagione internazionale 2026, promette scintille.

Chi saranno i protagonisti?

Jonas Vingegaard alla partenza della seconda tappa del Giro della Valle 2018 con i sindaci Corrado Oreiller e Laura Cossard e il presidente del Giro della Valle Riccardo Moret
Jonas Vingegaard alla partenza della seconda tappa del Giro della Valle 2018 con i sindaci Corrado Oreiller e Laura Cossard e il presidente del Giro della Valle Riccardo Moret

La tappa valdostana arriverà al termine (o quasi) della seconda settimana della corsa. Sulle salite rossonere è possibile – anzi, probabile – che i big della classifica generale possano provare a fare la differenza, senza però dimenticare che saranno verosimilmente le tappe della settimana successiva (l’ultima) a definire finalmente la graduatoria della corsa rosa.

Come sempre, però, sarà la strada a decidere le sorti della corsa. E di strada per arrivare in Valle ce n’è tanta. Tre tappe in Bulgaria, poi il trasferimento della carovana in Calabria e da martedì 12 la lunga risalita dello Stivale prima dal lato tirrenico e poi da quello adriatico. Il favorito d’obbligo è uno solo, il danese Jonas Vingegaard, che affronta il suo primo Giro d’Italia con l’obiettivo di chiuderlo il prima possibile e di risparmiare energie in vista del duello di luglio al Tour de France con Tadej Pogačar.

Il capitano della Visma vorrebbe conquistare la maglia rosa anche per “anticiparelo sloveno nella conquista della Tripla Corona, metaforico titolo che spetta a quei (pochi) corridori in grado di vincere Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España, le tre corse da tre settimane del calendario internazionale dell’Uci. Vingegaard ha trionfato alla Grande Boucle nel 2022 e nel 2023 e nel settembre scorso ha vinto la corsa iberica: la Vuelta è l’unico titolo che manca ancora a Pogačar, che il Giro lo ha vinto nel 2024 e al Tour è già a quota quattro (2020, 2021, 2024, 2025).

Tornando a questo Giro, la superiorità di Jonas Vingegaard pare talmente evidente che si fa difficoltà a trovarenel gruppoil nome di un outsider credibile. I tifosi e i giornali italiani puntano tutto sul marchigiano Giulio Pellizzari, 22 anni appena, sesto un anno fa e per la prima volta al via con i gradi di capitano. È un bel profilo, quello del Duca di Camerino, ma la differenza con il “mostro” danese sembra incolmabile. Pellizzari, recente vincitore del Tour of the Alps (l’ex Giro del Trentino), alla presentazione di mercoledì ha però lanciato un guanto di sfida all’avversario, ricordando come nel ciclismo su strada – e soprattutto nelle corse di tre settimane – i favoriti abbiano vita facile. Pellizzari ha vissuto sulla sua pelle (o quasi) questo mantra del ciclismo: nel 2025 era il primo gregario del favorito Primož Roglič, che però fu costretto al ritiro ben prima dell’arrivo finale del Giro.

Insomma, le insidie non mancano lungo la strada – lunghissima, 3.468 chilometri – che collega Nesebar a Roma. Il duello tra Vingegaard e Pellizzari potrebbe esplodere proprio nella Aosta – Pila (anche se sabato prossimo c’è il Blockhaus in Abruzzo), e a questo proposito è giusto ricordare i precedenti valdostani dei due protagonisti annunciati di questa corsa rosa.

Pellizzari è stato al via del Giro della Valle 2022: 24° nella generale e sesto della classifica dei giovani, si mise in evidenza nella fuga che contraddistinse la tappadi transizioneAosta – Aosta vinta dal francese Alexis Baudin. Quel giorno fu quinto e – al termine di quella frazione – vestì provvisoriamente la maglia di leader della classifica dei Gran Premi della Montagna.

Molto meno belli i ricordi di Vingegaard, che in Valle ha pedalato per soli pochi chilometri tra Rhêmes-Saint-Georges e Introd: il danese fu una delle vittime della maxi-caduta che condizionò la prima tappa in linea del Giro della Valle 2018 (con arrivo a Rhêmes-Notre-Dame): nella discesa verso Villeneuve finirono a terra in 40, con Vingegaar che fu costretto al ritiro per la frattura di una clavicola. Particolare non da poco: indossava la maglia gialla di leader della corsa, perché il giorno prima aveva vinto il prologo a cronometro tra Saint-Gervais e Saint-Nicolas-de-Veroce.

Giulio Pellizzari premiato ad Aosta da Marco Albarello nel 2022 con la maglia di leader dei Gran Premi della Montagna
Giulio Pellizzari premiato ad Aosta da Marco Albarello nel 2022 con la maglia di leader dei Gran Premi della Montagna

Gli outsider

Pronti ad approfittare delle difficoltà dei due protagonisti annunciati della corsa, ci sono poi diversi atleti che hanno quantomeno ambizioni da podio e magari, sotto sotto, sognano pure la maglia rosa sponsorizzata quest’anno dalla Regione Friuli. A partire da Adam Yates, fratello gemello del vincitore del Giro 2025 Simon e capitano della UAE Emirates, squadra di riferimento del ciclismo mondiale. La Ineos Netcompany schiera il “grande vecchio” Egan Bernal e il profilo nuovo che risponde al nome di Thymen Arensman, che però non è mai parso davvero in grado di fare la differenza.

In squadra con Pellizzari c’è la meteora Jai Hindleyche vinse il Giro d’Italia nel 2022 – e l’esperto Alexander Vlasov. Ma è giusto segnalare anche atleti come Michael Storer (Tudor) ed Enric Mas (Movistar), sempre attivi quando la strada va in salita. Infine, due ciclisti con un passato importante in Valle: il primo è Giulio Ciccone, che vinse la tappa di Cogne nel 2022 ed è stato per due volte miglior scalatore al Giro della Valle (2014, 2015). Sarà lui il capitano della Lidl Trek o piuttosto il timido canadese Derek Gee? Infine, Santi Buitrago della Bahrain: pochi valdostani lo ricordano tra i protagonisti del Petit Tour 2019, ma è uno che sa andare forte.

Le altre curiosità

Sarà un Giro senza Pogačar, senza Mikael Landa e soprattutto senza Richard Carapaz, che in Valle vinse il suo unico Giro d’Italia nel 2019 nella tappa tutta valdostana tra Saint-Vincent e Courmayeur. Sul San Carlo prese qualche metro a Vincenzo Nibali e Primož Roglič. I due, troppo intenti nel marcarsi a vicenda, lo lasciarono fare e pagarono a caro prezzo quell’errore tattico clamoroso.

Mancano anche le salite, in questo Giro d’Italia: o meglio, le salite epiche del ciclismo, i colli mitici come il Pordoi e lo Stelvio. L’organizzazione salirà oltre i 2.000 solo nella 19á tappa tra Feltre e Alleghe, forse a causa di un recente passato dove le condizioni meteo non hanno permesso di scalare i colli mitici del ciclismo nostrano.

Anche la tappa valdostana non fa eccezione: Saint-Barthélemy, Doues, Lin Noir e Verrogne prima dell’arrivo di Pila faranno selezione, ma non sono certo Saint-Pantaléon, Tze Core o San Carlo. In compenso, in carovana qualche valdostano ci sarà: alle partenze e agli arrivi è confermata la presenza (e la voce) dello speaker di Cogne Paolo Mei, mentre martedì prossimo da Cosenza l’ex ciclista dilettante Michel Piccot sarà al seguito della Jayco Alula come massaggiatore. Nel Giro-E, appendice promozionale della corsa rosa dedicata alle biciclette elettriche, sono invece impegnati l’ex presidente della Federciclismo valdostana Natale Dodaro e lo storico segretario del Giro della Valle Luciano Viérin.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte