Cinquant’anni fa al Rally della Valle d’Aosta Gianni Mondino centrava “il bersaglio grosso”

Nel 1976, il “Valle” è valido per il Trofeo Rally Nazionali e si corre di notte. Mondino - Tesio si prendono il lusso di relegare alla seconda piazza un binomio nobile: Adartico Vudafieri e Lancia Stratos, con navigatore Bonaga.
Il Rally Valle d'Aosta del 1976 - Foto Facebook gruppo Rally VdA
Gioie e Motori

Nei suoi primi anni di vita, il Rally della Valle d’Aosta vede primeggiare le macchine top del periodo. Dalla Porsche 911S del milanese Claudio Haupt e di Fulvio Rubieri, vincitori rispettivamente della prima edizione nel 1971 e della seconda l’anno dopo, alla Alpine Renault A110 del veneto Polese nel 1973, l’anno magico della “voiture bleue” straripante nel Mondiale, alla Lancia Stratos di Giacomo Pelganta (coéquipier Orlando) nel 1974, uno dei primi successi della “Bȇte à gagner”, al canto del cigno della Lancia Fulvia HF di Montaldo – Pozzi, che termina la sua brillante carriera per lasciare definitivamente spazio proprio alla Stratos.

Mancava all’appello soltanto la Fiat 124 Abarth, seconda nel 1974 con Viccardi – Contegiacomo e nel 1975 con Lorenzelli – Collorafi. La consacrazione avviene nel 1976, grazie a Mondino – Tesio. Anche per la gloriosa 124 Abarth si tratta dell’ultimo acuto prima del passaggio di testimone alla Fiat 131 Abarth. La macchina aveva inanellato una serie di trionfi, per tutti l’Europeo con Raffaele Pinto nel 1972, l’Italiano 1974 e ancora l’Europeo 1975 con Maurizio Verini e la fantastica tripletta al “Rally TAP” in Portogallo: Pinto, Paganelli e un giovane Markku Alen monopolizzano, nell’ordine, il podio.

Nel 1976, il “Valle” – qui nella foto di Thomas Popper sul gruppo Facebook della gara è valido per il Trofeo Rally Nazionali e si corre di notte. Gianni Mondino, che già navigato da Tesio, aveva artigliato il gradino più basso del podio l’anno precedente con la Opel Ascona, questa volta coglie il bersaglio grosso. Mondino – Tesio si prendono il lusso di relegare alla seconda piazza un binomio nobile: Adartico Vudafieri e Lancia Stratos, il navigatore è Bonaga. L’addio della 124 Abarth ai rally è completato dal terzo posto di Corino – Rigo.

La Coppa “Baseli”, dedicata ad uno degli ideatori del “Valle” prematuramente scomparso, va ad Alberto Zoso, in coppia con Valerio Stradella. Zoso è uno dei migliori interpreti della Casa di Rüsselsheim e guida la “Ascona” con padronanza e concentrazione: nel biennio successivo, “Berto” siglerà un clamoroso tris, con la Kadett.

Anche tra i valdostani, le vetture più conclamate devono cedere il passo, la Stratos di Guasti – Orlando, seconda, e la 124 Abarth di Concas – Fabbro, terza. Gli altri piloti rossoneri non sono fortunati. Leo Garin, a bordo della Fulvia, è vittima di un incidente, così come Alberti. Aldo Netto patisce addirittura due forature ed esce di strada. Guai meccanici mettono k.o. Rossi, Bettanin e Bionaz. Anche Remo Celesia è costretto a dire addio ai sogni di gloria: lo tradisce la frizione quando è quarto assoluto. Degne di rilievo, le prestazioni di Cantore – Cantore, che corrono con una Gordini abborracciata e del Rally Team Valle d’Aosta, che classifica tutti gli equipaggi rossoneri che terminano la gara.

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