Dopo il Consiglio straordinario sulla prossima chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, è Fratelli d’Italia Vda a chiedere un’altra adunanza speciale dedicata agli ultimi sviluppi dell’inchiesta per riciclaggio alla casa da gioco di Saint-Vincent.
“L’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Torino ai sensi dell’art. 34 del Codice antimafia, primo caso in Italia per questa tipologia di attività, rappresenta un fatto di estrema gravità per la Valle d’Aosta.” scrive in una nota il movimento, ricordando il comunicato stampa della Guardia di Finanza e gli “elementi pesantissimi” emersi.
“Ferma restando la presunzione di non colpevolezza e il pieno rispetto del lavoro della magistratura, è evidente che una vicenda di questa portata non può essere affrontata con semplici dichiarazioni di circostanza.” sottolinea il movimento. Da qui la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio regionale straordinario, “affinché il Presidente della Regione e il Governo regionale riferiscano in modo chiaro e completo su quanto accaduto, sul ruolo della Regione quale azionista e titolare della concessione, sulle misure adottate e su quelle che si intendono assumere per tutelare l’interesse pubblico, la continuità aziendale e i lavoratori”.
Il Commissario regionale Fratelli d’Italia VdA, Walter Musso, a nome del Coordinamento regionale, ricorda inoltre come la vicenda Casinò “si inserisce purtroppo in un quadro più ampio di difficoltà della gestione regionale, oltre alla già delicata situazione istituzionale determinata dalla sentenza di primo grado di decadenza del Presidente Testolin e dal successivo reintegro provvisorio”.

Amministrazione giudiziaria al Casinò, Lega e Renaissance: “Testolin riferisca subito”
28 maggio ore 12.27
“E’ doveroso che il Presidente della Regione Renzo Testolin venga a riferire in Consiglio regionale su quanto accaduto, sullo stato delle indagini per la parte che riguarda la Regione in qualità di titolare della concessione e azionista, sulle decisioni che intende adottare per tutelare l’interesse pubblico, e su come intenda garantire — anche in questa fase di amministrazione giudiziaria — la continuità occupazionale dei lavoratori del Casinò, che non hanno alcuna responsabilità per le condotte oggetto di indagine”. I primi a rompere il silenzio, dopo la notizia arrivata stamane sull’amministrazione giudiziaria del Casinò di Saint-Vincent, sono Lega Vda e Renaissance.
I due movimenti prendono atto della decisione del Tribunale di Torino “con amarezza ma senza sorpresa”, ricordando di aver espresso più volte preoccupazioni dopo i sequestri nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio del dicembre scorso. In particolare il consigliere Corrado Bellora ha presentato in Consiglio regionale diverse iniziative, dal question time sulle dichiarazioni dell’Amministratore unico della Casinò de la Vallée, Rodolfo Buat, al ruolo dei porteurs, fino al documento “porta un amico”, con cui si invitavano i dipendenti a segnalare candidati da assumere in cambio di 150 euro in buoni spesa.
“Oggi il provvedimento del Tribunale di Torino chiude il cerchio. Non è più possibile parlare di rassicurazioni, di sistemi di controllo efficienti, di gestione responsabile. – evidenziano Lega e Renaissance – Si tratta della prima amministrazione giudiziaria mai disposta in Italia nei confronti di una casa da gioco: un fatto di straordinaria gravità istituzionale per una Regione che sulla casa da gioco fonda una quota rilevante delle proprie entrate e che ne è azionista attraverso fondi pubblici”.
