La Valle d’Aosta resta un collegio a sé: voti esclusi dal calcolo nazionale

È una delle novità contenute nel nuovo testo della legge elettorale depositato dalla maggioranza in commissione Affari costituzionali alla Camera e che andrà ora in discussione il 26 giugno.
La Camera dei deputati
Politica

Alle prossime elezioni politiche la Valle d’Aosta rischia di giocare una partita a sé. Ancor di più che in passato. Il voto dei circa 100mila elettori valdostani non verrà utilizzato per decidere il o i vincitori.

È una delle novità contenute nel nuovo testo della legge elettorale depositato dalla maggioranza in commissione Affari costituzionali alla Camera e che andrà ora in discussione il 26 giugno.

La Valle d’Aosta resta un collegio uninominale, ma i suoi voti rimarranno esclusi dal calcolo delle cifre elettorali nazionali.

La nuova legge elettorale in discussione prevede la soglia del 42% dei voti per far scattare il premio di maggioranza — 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama — e che la lista o la coalizione vincente, per ottenerlo, arrivi prima in entrambi i rami del Parlamento. Qualora si registrassero risultati difformi tra Camera e Senato, o se nessuno schieramento dovesse raggiungere la quota del 42%, il premio non verrebbe assegnato e la distribuzione dei seggi diventerebbe interamente proporzionale. Viene inoltre introdotto l’obbligo, al momento del deposito delle liste e dei programmi, di indicare la proposta del nome del candidato premier.

Assieme ai voti valdostani, anche quelli del Trentino-Alto Adige saranno esclusi dal calcolo per determinare le cifre elettorali nazionali di liste e coalizioni, così come dal totale nazionale dei voti validi. In pratica, non peseranno per calcolare chi supera le soglie, chi arriva primo a livello nazionale e chi può ottenere il premio di governabilità.

Il dossier che accompagna le ultime novità introdotte alla riforma evidenzia come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta saranno configurate “come del tutto separate dalla competizione elettorale nazionale, sia dal punto di vista della strutturazione dell’offerta politica, che dal punto di vista del concorso dei voti in esse espressi ai totali nazionali, propedeutici al calcolo delle soglie per l’accesso ai seggi e per l’accesso al premio, nonché per l’individuazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale”.

Positivo il giudizio del deputato valdostano Franco Manes, che spiega: “Sia il sistema valdostano che quello del Trentino si basano su una forte identità territoriale. Trovo positivo il fatto di averci tolto dall’obbligo di individuare, in sede di presentazione della lista, il nome del candidato premier. Questo ci consentirà, come in passato, di muoverci liberamente. In sede di elaborazione della proposta si è poi considerato che i voti della Valle d’Aosta non spostano il decimale per l’attribuzione. Positivo anche il fatto di averci tolto dal possibile ballottaggio”.

L’altra novità accolta con favore da Manes riguarda il regime delle pluricandidature. Il candidato in un collegio uninominale di una delle due circoscrizioni o nelle liste presentate per l’assegnazione dei seggi della quota proporzionale della circoscrizione Trentino-Alto Adige non può essere candidato in un’altra circoscrizione, né nelle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità, né nelle liste presentate ai fini dell’assegnazione dei seggi nei collegi plurinominali.

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