Sulla legge elettorale è stato proposto il correttivo: anche in Valle ci sarà l’indicazione del premier sulla scheda

Con il testo della nuova legge elettorale della maggioranza il voto dei circa 100mila valdostani non sarebbe stato utilizzato per decidere i vincitori. Fratelli d'Italia VdA annuncia un emendamento: "La Valle d'Aosta deve partecipare al risultato nazionale".
La Camera dei deputati
Politica

La questione c’era. E si era posta: con il testo della nuova legge elettorale depositato dalla maggioranza alla Commissione “Affari istituzionali” della Camera dei deputati, il voto dei circa 100mila elettori valdostani non sarebbe stato utilizzato per decidere il o i vincitori.

Serviva un correttivo. Infatti, in una nota, si legge che “come Fratelli d’Italia nazionale abbiamo depositato un emendamento alla proposta di riforma della legge elettorale per correggere un punto che riteniamo essenziale: anche i voti espressi dai cittadini valdostani devono concorrere al risultato nazionale, come avviene per tutti gli altri cittadini italiani”, fa sapere il partito di Giorgia Meloni.

“L’obiettivo è semplice – spiega ancora la nota di FdI firmata il commissario regionale Walter Musso –: parificare il valore del voto valdostano a quello espresso nel resto d’Italia, senza intaccare le garanzie proprie della Valle d’Aosta. Il collegio uninominale valdostano resta pienamente salvaguardato. Nessuno mette in discussione la rappresentanza territoriale della Valle d’Aosta, né il principio di tutela della nostra specificità. L’emendamento distingue chiaramente due piani: da un lato il voto espresso in Valle d’Aosta concorre al computo nazionale; dall’altro il premio di stabilità non viene attribuito direttamente nella nostra regione, così da non alterare l’esito del voto locale e da non sostituire un eletto valdostano con un candidato proveniente dal listino nazionale”.

In altre parole, dice Musso, “la Valle d’Aosta deve partecipare al risultato nazionale, ma senza perdere le proprie garanzie territoriali”. Poi, un secondo elemento sulla scheda elettorale: “Anche agli elettori valdostani deve essere indicato, come nel resto d’Italia, il nome del candidato Presidente del Consiglio proposto dalla coalizione o dalla lista. È una questione di chiarezza democratica e di trasparenza verso i cittadini. Non sarebbe accettabile che un cittadino di Pont-Saint-Martin e un cittadino di Carema, separati da pochi chilometri, esprimessero un voto con effetti diversi sul piano nazionale. Il voto di un valdostano non può valere meno, né può essere escluso dal computo politico nazionale”.

Musso aggiunge: “Chi invoca la tutela delle minoranze linguistiche ha ragione nel pretendere garanzie. Ma la tutela non può trasformarsi in esclusione. Difendere l’autonomia significa far contare la Valle d’Aosta, non renderla marginale nel sistema nazionale. Fratelli d’Italia ritiene quindi questa correzione necessaria, equilibrata e rispettosa della specialità valdostana: mantiene intatta la rappresentanza locale, ma riconosce ai cittadini valdostani lo stesso peso politico riconosciuto a tutti gli altri italiani”.

“Sono estremamente orgoglioso che questa iniziativa partita da FdI VdA abbia trovato accoglimento e sia stata inserita come emendamento di maggioranza alla legge elettorale, che restituisce un diritto di contare anche agli elettori valdostani, anche a livello nazionale, al pari di ogni altro cittadino Italiano”, chiude Musso.

Separatore

La Valle d’Aosta resta un collegio a sé: voti esclusi dal calcolo nazionale

2 giugno 2026
Elezioni - tessera elettorale - elezione - voto - votare

Alle prossime elezioni politiche la Valle d’Aosta rischia di giocare una partita a sé. Ancor di più che in passato. Il voto dei circa 100mila elettori valdostani non verrà utilizzato per decidere il o i vincitori.

È una delle novità contenute nel nuovo testo della legge elettorale depositato dalla maggioranza in commissione Affari costituzionali alla Camera e che andrà ora in discussione il 26 giugno.

La Valle d’Aosta resta un collegio uninominale, ma i suoi voti rimarranno esclusi dal calcolo delle cifre elettorali nazionali.

La nuova legge elettorale in discussione prevede la soglia del 42% dei voti per far scattare il premio di maggioranza — 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama — e che la lista o la coalizione vincente, per ottenerlo, arrivi prima in entrambi i rami del Parlamento. Qualora si registrassero risultati difformi tra Camera e Senato, o se nessuno schieramento dovesse raggiungere la quota del 42%, il premio non verrebbe assegnato e la distribuzione dei seggi diventerebbe interamente proporzionale. Viene inoltre introdotto l’obbligo, al momento del deposito delle liste e dei programmi, di indicare la proposta del nome del candidato premier.

Assieme ai voti valdostani, anche quelli del Trentino-Alto Adige saranno esclusi dal calcolo per determinare le cifre elettorali nazionali di liste e coalizioni, così come dal totale nazionale dei voti validi. In pratica, non peseranno per calcolare chi supera le soglie, chi arriva primo a livello nazionale e chi può ottenere il premio di governabilità.

Il dossier che accompagna le ultime novità introdotte alla riforma evidenzia come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta saranno configurate “come del tutto separate dalla competizione elettorale nazionale, sia dal punto di vista della strutturazione dell’offerta politica, che dal punto di vista del concorso dei voti in esse espressi ai totali nazionali, propedeutici al calcolo delle soglie per l’accesso ai seggi e per l’accesso al premio, nonché per l’individuazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale”.

Positivo il giudizio del deputato valdostano Franco Manes, che spiega: “Sia il sistema valdostano che quello del Trentino si basano su una forte identità territoriale. Trovo positivo il fatto di averci tolto dall’obbligo di individuare, in sede di presentazione della lista, il nome del candidato premier. Questo ci consentirà, come in passato, di muoverci liberamente. In sede di elaborazione della proposta si è poi considerato che i voti della Valle d’Aosta non spostano il decimale per l’attribuzione. Positivo anche il fatto di averci tolto dal possibile ballottaggio”.

L’altra novità accolta con favore da Manes riguarda il regime delle pluricandidature. Il candidato in un collegio uninominale di una delle due circoscrizioni o nelle liste presentate per l’assegnazione dei seggi della quota proporzionale della circoscrizione Trentino-Alto Adige non può essere candidato in un’altra circoscrizione, né nelle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità, né nelle liste presentate ai fini dell’assegnazione dei seggi nei collegi plurinominali.

12 risposte

  1. Se i voti in Valle d’Aosta entreranno nel conteggio complessivo, allora ogni partito nazionale avrà interesse a trovarsi sulla scheda valdostana per incrementare la cifra totale.
    Ergo, ben più simboli sulla scheda.
    Ergo ancora, voti più diluiti e quindi meno all’Unione Valdostana che a causa di ciò borbotta.
    Inoltre, se c’è l’indicazione del presidente del consiglio (fatto insignificante perchè decide il presidente Mattarella, ma vallo a spiegare a determinati elettori…) si spostano consensi dall’ambito locale a quello nazionale con incavolamento ulteriore dell’Unione Valdostana.
    A me la questione interessa quanto conoscere il meteo a Curacao.

  2. “Positivo anche il fatto di averci tolto dal possibile ballottaggio”. Manes incomprensibile.

  3. Stanno mettendo ufucialmente in questa legge quello che in Valle d’Aosta, Trento e Bolzano: eleggere i propri rappresentatni in Senato Parlamento senza avere alcun peso sul futuro primo partito eletto e relativo governo.

    1. Con questi presupposti votare alle elezioni nazionali è completamente inutile, tanto si risolve tutto in beghe di valle. Per una volta ci sarebbe la possibilità di sentirsi parte di qualcosa di più grande.
      Penso che annullerò la scheda

  4. siamo in Italia e abbiamo gli stessi diritti dei nostri connazionali. Basta con questo anacronistico provincialismo che ci taglia fuori dal mondo! E poi ci chiediamo perché i nostri giovani se ne vanno…Se potessi, lo farei anch’io

  5. Ma non era così già prima? I nostri voti non hanno mai concorso al calcolo delle percentuali nazionali o no?

  6. Completamente tagliati fuori dalla politica nazionale, gli italiani all’ estero contano più dei valdostani. Sinceramente non capisco cosa ci sia da rallegrarsi. Detto questo spero che il governo la smetta di pensare alle poltrone dei prossimi 5 anni e faccia qualcosa per migliorare la situazione e economica e sociale in cui viviamo tutti noi

  7. Fatemi capire perché in quanto cittadino Italiano il mio non debba essere conteggiato a livello nazionale

  8. Io vivo anche nello stato italiano e trovo ingiusto non poter dare un voto che possa valere anche in ambito nazionale.
    Non capisco proprio cosa ci sia da salvaguardare o da essere contenti.

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