Riforma della legge elettorale, Manes: “I valdostani devono sapere per chi votano”. Cosa cambia per la Valle d’Aosta

Il testo approvato conferma che la Valle d'Aosta resta un unico collegio uninominale. Rimane quindi l'elezione diretta del parlamentare che ottiene il maggior numero di voti.La novità riguarda però il collegamento con il sistema nazionale. I voti espressi nella circoscrizione valdostana entreranno infatti nel calcolo delle cifre elettorali nazionali delle liste e delle coalizioni.
Montecitorio
Politica

La riforma elettorale approvata in prima lettura dalla Camera questa mattina (217 sì) vede fra i 152 contrari anche il deputato valdostano Franco Manes. 

“I valdostani rischiano di contribuire con il proprio voto all’elezione di parlamentari candidati in altre regioni, senza poter leggere i loro nomi sulla scheda e senza avere la possibilità di valutarli o sceglierli” denuncia Manes. “I valdostani non hanno solo il diritto di eleggere un deputato e un senatore, ma anche di votare candidati riconoscibili, che competono sul territorio”.

Durante l’esame della riforma, Manes ha presentato un emendamento per mantenere la Valle d’Aosta esclusa dal nuovo meccanismo nazionale, preservando il sistema elettorale previsto dallo Statuto speciale. La proposta è stata respinta con 214 voti contrari e 151 favorevoli, mentre il Governo aveva espresso parere negativo. Per il deputato non si trattava di chiedere un trattamento privilegiato, ma di garantire un principio di trasparenza. “Non chiedevamo un privilegio. Chiedevamo che ogni elettore possa sapere per chi sta votando. In tutte le altre regioni i cittadini vedono sulla scheda i candidati che il loro voto può contribuire a eleggere. I valdostani, invece, dovrebbero fidarsi alla cieca”.

Il testo approvato conferma che la Valle d’Aosta resta un unico collegio uninominale, al quale spetta un solo deputato e un solo senatore. Rimane quindi l’elezione diretta del parlamentare che ottiene il maggior numero di voti.

La novità riguarda però il collegamento con il sistema nazionale. I voti espressi nella circoscrizione valdostana entreranno infatti nel calcolo delle cifre elettorali nazionali delle liste e delle coalizioni.

Secondo Manes, è proprio questo meccanismo a creare una distorsione: pur continuando a eleggere il proprio deputato, gli elettori valdostani potrebbero contribuire anche all’assegnazione di seggi a candidati presentati in altre regioni, senza conoscerne l’identità.

Il deputato contesta inoltre la scelta di assimilare il sistema valdostano a quello del Trentino-Alto Adige. “Siamo due realtà autonome, ma non siamo la stessa cosa. La Valle d’Aosta è una circoscrizione a sé per Statuto, con un solo collegio uninominale e una propria storia istituzionale. Copiare un modello costruito per un altro territorio significa non conoscere la Valle d’Aosta”.

Nel corso dell’esame parlamentare è stato però accolto un intervento tecnico riguardante la disciplina delle candidature valdostane.

La Camera ha approvato una modifica che consente ai candidati della Valle d’Aosta di collegarsi ai movimenti politici, anziché a liste plurinominali, inesistenti nella regione. La correzione, approvata con 225 voti favorevoli, 136 contrari e 7 astensioni, riprende sostanzialmente un emendamento già depositato da Manes. Per il deputato si tratta di un risultato importante ma non sufficiente.
“Almeno questo errore è stato corretto. Si evita che una formulazione sbagliata possa diventare il pretesto per ricorsi contro i movimenti autonomisti e regionalisti. Ma resta irrisolto il problema principale: i valdostani devono poter conoscere le persone che il loro voto contribuisce a eleggere”.

Manes ritiene che alla Camera non sia stata colta pienamente la portata delle modifiche introdotte e guarda ora al passaggio in Senato come all’occasione per correggere il testo. “Ho votato contro questa riforma perché, nonostante il chiarimento tecnico ottenuto, continua a penalizzare i valdostani e affronta le Autonomie con una logica che non posso condividere”.

Fratelli d’Italia: “Ora anche il voto dei valdostani conta”

Di segno opposto il giudizio di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, che definisce la riforma un risultato politico importante.

In una nota, il commissario locale Walter Musso sottolinea come la Camera abbia confermato “integralmente la modifica richiesta e sostenuta da Fratelli d’Italia Valle d’Aosta”, respingendo invece il tentativo dell’Union Valdôtaine di eliminarla.

Secondo il partito, con la nuova disciplina “alle prossime elezioni politiche i cittadini valdostani potranno scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio indicato dalle coalizioni e i loro voti concorreranno finalmente alla determinazione del risultato nazionale, al pari di quelli espressi nel resto d’Italia”. Per Fratelli d’Italia si tratta del superamento di una storica anomalia.

La riforma della legge elettorale arriva in aula, Manes: “presenteremo emendamenti”

27 giugno di Luca Ventrice

“Presenteremo emendamenti per riportare coerenza tra la riforma, la Costituzione e lo Statuto speciale della Valle d’Aosta. Poi vedremo, nel confronto parlamentare, se ci sarà la volontà politica di affrontare davvero questi nodi”. Lo ha detto il deputato della Valle d’Aosta, Franco Manes, intervenendo alla Camera ieri, venerdì 26 giugno, nel dibattito sulla proposta di riforma della legge elettorale.

Il testo era stato approvato in commissione Affari costituzionali mercoledì sera e Montecitorio ha avviato la discussione generale, in vista delle votazioni previste dal 7 luglio. Manes ha riconosciuto il lavoro svolto in commissione e alcuni miglioramenti introdotti. Tra questi, in particolare, la decisione di conteggiare anche i seggi uninominali della Valle d’Aosta nel tetto massimo dei seggi attribuibili alla maggioranza.

Tale previsione, per il parlamentare valdostano, va nella direzione di contenere l’effetto del premio e di preservare i quorum di garanzia costituzionale. “Non ci siamo mai sottratti al confronto e continueremo a non farlo. – ha detto – In questi mesi siamo rimasti fedeli a un metodo costituente, fondato sul dialogo e non sulla forzatura. Non conta la paternità di una proposta, ma la sua capacità di migliorare nel lavoro delle Camere”.

Per questo, il parlamentare valdostano ha tenuto a distinguere tra i passi avanti e le criticità ancora aperte. “Una cosa è conteggiare il deputato e il senatore valdostani nel numero complessivo dei seggi della coalizione vincente; – ha sottolineato – altra cosa è utilizzare tutti i voti espressi in Valle d’Aosta per determinare le soglie nazionali e l’attribuzione di seggi in altre circoscrizioni”.

Ed è su questo aspetto che il deputato valdostano ha annunciato emendamenti, perché “il problema non riguarda il principio della governabilità, che resta un obiettivo legittimo, ma il modo in cui il premio di maggioranza viene costruito quando coinvolge una circoscrizione speciale come la Valle d’Aosta”.

“In Valle d’Aosta, con un solo seggio per Camera, circoscrizione e collegio coincidono. Ma se quei voti vengono poi usati per le soglie e per il premio nazionale, si crea un livello elettorale nuovo, sovrapposto a quello statutario”, ha spiegato Manes. Al riguardo, il deputato ha sottolineato che dal 1948 ad oggi le norme elettorali hanno sempre tenuto la Valle fuori dai circuiti di recupero e di attribuzione dei seggi.

Manes ha poi evidenziato che il testo proposto sembra modellato, in larga parte, sul Trentino-Alto Adige, realtà però non sovrapponibile alla Valle d’Aosta. “La comunità valdostana è unitaria e bilingue – ha ricordato, richiamando l’articolo 38 dello Statuto speciale – La tutela, quindi, riguarda l’intera comunità regionale e non può essere ricondotta automaticamente a schemi costruiti per altri territori”.

In conclusione, da parte del deputato valdostano, una disponibilità al confronto, ma fermezza sul punto centrale: i voti espressi nella circoscrizione valdostana devono restare destinati all’elezione del deputato e del senatore della Valle d’Aosta, senza concorrere ai calcoli nazionali o all’elezione di candidati di altri territori. “È questa l’unica soluzione coerente con lo Statuto speciale, con la natura della comunità valdostana e con il diritto degli elettori a conoscere gli effetti del proprio voto al pari di tutti gli altri”, ha concluso Manes.

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Emendamento FdI alla legge elettorale, Manes: “Rischia di produrre un vero pasticcio normativo”

19 giugno 2026, ore 10.14

Franco Manes
Franco Manes

Se, da un lato, Fratelli d’Italia esulta, il deputato dell’Union Valdôtaine Franco Manes “esprime preoccupazione per l’approvazione, in Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, dell’emendamento 1.13 alla riforma della legge elettorale”.

A scriverlo è lo stesso parlamentare, che in una nota spiega che “la modifica viene presentata come un intervento necessario per riconoscere pienamente il peso del voto espresso in Valle d’Aosta anche nel computo nazionale dei voti validi. Il principio è condivisibile, ma il problema è il modo in cui è stato tradotto nel testo”.

Secondo Manes, infatti, “l’emendamento interviene su due aspetti. Da un lato chiarisce che, in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta, resta  esclusa la possibilità di voto disgiunto tra lista e candidato, con conseguente nullità del voto in caso di indicazione non coerente. Dall’altro lato, proprio per includere la Valle d’Aosta nel calcolo nazionale delle cifre elettorali di liste e coalizioni, introduce un adeguamento delle modalità di presentazione dei contrassegni e degli eventuali collegamenti con le coalizioni”.

Insomma, “è qui che nasce il problema — prosegue il deputato valdostano —. Alla Valle d’Aosta viene applicato un meccanismo costruito su presupposti che non coincidono con la sua realtà elettorale. In Trentino-Alto Adige esistono liste con più candidati, alle quali possono collegarsi i candidati dei collegi uninominali. In Valle d’Aosta, invece, esiste un unico collegio  uninominale regionale e non vengono presentate liste plurinominali”.

“Prevedere la presentazione del contrassegno e l’eventuale collegamento del candidato con una coalizione nazionale apre  quindi questioni concrete che il testo non risolve in modo soddisfacente”.

Qualche esempio? “Come si raccordano i movimenti politici che operano esclusivamente in Valle d’Aosta con l’obbligo di collegamento a una lista, quando nel collegio valdostano una lista non può esistere? In che modo il voto espresso nella nostra regione può concorrere alle cifre elettorali nazionali senza alterare la natura della circoscrizione valdostana? E come si evita che una norma pensata per garantire pari dignità al voto finisca per generare incertezza applicativa?”.

“Il risultato è un testo confuso, che rischia di produrre un vero pasticcio normativo. Invece di costruire una disciplina realmente aderente alla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d’Aosta, si tenta di inserire la nostra regione in   un meccanismo nazionale pensato per sistemi elettorali diversi”, osserva ancora Manes.

Questioni tecniche a parte, “c’è poi un’ulteriore contraddizione politica – dice ancora il Deputato –. La riforma non introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio: gli elettori continuano a votare per eleggere deputati e senatori. La maggioranza sostiene inoltre che il premio, suddiviso in listini circoscrizionali, non costituisca una lunga lista bloccata nazionale, perché i seggi sarebbero assegnati nei singoli territori”.

“Proprio per questo appare incomprensibile che i voti espressi in Valle d’Aosta possano concorrere all’elezione di candidati inseriti nei listini di altre circoscrizioni, i cui nomi non compaiono sulla scheda valdostana. Si arriverebbe così al paradosso di una Valle d’Aosta che, pur costituendo per Statuto una propria circoscrizione elettorale, contribuirebbe a  eleggere deputati e senatori fuori dalla propria circoscrizione”.

Le interlocuzioni con le forze di governo sono comunque in corso: “Nei prossimi passaggi parlamentari continueremo a chiedere  che il testo venga corretto, reso applicabile e realmente costruito sulla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d’Aosta”, chiude Manes.

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Approvato l’emendamento alla legge elettorale, anche in Valle ci sarà l’indicazione del premier sulla scheda

18 giugno 2026

Transatlantico Camera Deputati
Il Transatlantico della Camera dei Deputati.

Fratelli d’Italia Valle d’Aosta “esprime grande soddisfazione per l’approvazione, dell’emendamento alla riforma della legge elettorale nazionale fortemente voluto da Fratelli d’Italia”. Emendamento grazie al quale anche il voto valdostano alle Elezioni politiche “conterà nel risultato nazionale”.

A spiegarlo, in una nota, è FdI VdA che annuncia l’accoglimento dell’emendamento alla legge elettorale presentata dalla maggioranza stessa di governo. “La prima Commissione Affari Costituzionali della Camera, in cui è in corso la discussione sulla riforma elettorale, ha approvato oggi l’emendamento della maggioranza che garantirà anche agli elettori della Valle d’Aosta, e a quelli del Trentino-Alto Adige il voto utile per contribuire al successo della propria coalizione politica a livello nazionale”.

Insomma, “con questa modifica anche i voti espressi in Valle d’Aosta concorreranno al computo nazionale del risultato elettorale, come avviene per i cittadini delle altre regioni italiane”.

“L’emendamento – prosegue la nota del commissario regionale Walter Musso – consente infatti ai voti espressi in Valle d’Aosta di partecipare al risultato nazionale, mantenendo al tempo stesso salva la rappresentanza territoriale garantita dal collegio uninominale valdostano. Il premio di stabilità non verrà attribuito nella nostra regione, proprio per evitare di alterare l’esito locale del voto o di sostituire un eletto valdostano con un candidato proveniente da un listino nazionale”.

Non solo. “Un ulteriore elemento di chiarezza democratica riguarda la scheda elettorale. Anche in Valle d’Aosta sarà prevista l’indicazione del candidato Presidente del Consiglio che la coalizione, in caso di vittoria, proporrà alla guida del Governo. Si tratta di una scelta di trasparenza verso gli elettori, che potranno conoscere con chiarezza non solo la lista o la coalizione votata, ma anche l’indicazione politica sul candidato premier collegato a quella proposta elettorale”.

Il testo “mantiene inoltre una specifica garanzia per le liste appartenenti a minoranze linguistiche: qualora decidano di non partecipare in coalizione con partiti nazionali, potranno non indicare sulla scheda il candidato Presidente del Consiglio. In questo modo vengono tenuti insieme due principi: trasparenza e chiarezza del voto per i cittadini, da un lato, e rispetto delle specificità delle minoranze linguistiche, dall’altro”.

“Accogliamo questa approvazione con grande felicità e orgoglio – dice Musso –. È un risultato che ho ed abbiamo voluto fortemente sia a livello personale sia del Coordinamento regionale, e sul quale Fratelli d’Italia ha dimostrato attenzione, coerenza e capacità di ascolto nei confronti della Valle d’Aosta”.

“Per noi è un risultato storico – chiude il commissario FdI valdostano –. Per la prima volta dopo decenni, il voto dei valdostani viene ricondotto a una condizione di pari dignità rispetto a quello espresso dagli altri cittadini italiani. Un cittadino di Pont-Saint-Martin non può avere un voto che pesa meno di quello di un cittadino di Carema o di qualunque altro Comune italiano”.

“Il punto è semplice. La Valle d’Aosta deve essere tutelata, ma non può essere esclusa. dice ancora il comunicato –. La nostra autonomia non può tradursi in marginalità politica nazionale. Il voto dei valdostani deve concorrere, come quello di ogni altro cittadino italiano, alla definizione del risultato politico del Paese”.

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Sulla legge elettorale è stato proposto il correttivo: anche in Valle ci sarà l’indicazione del premier sulla scheda

12 giugno 2026

La Camera dei deputati
La Camera dei deputati

La questione c’era. E si era posta: con il testo della nuova legge elettorale depositato dalla maggioranza alla Commissione “Affari istituzionali” della Camera dei deputati, il voto dei circa 100mila elettori valdostani non sarebbe stato utilizzato per decidere il o i vincitori.

Serviva un correttivo. Infatti, in una nota, si legge che “come Fratelli d’Italia nazionale abbiamo depositato un emendamento alla proposta di riforma della legge elettorale per correggere un punto che riteniamo essenziale: anche i voti espressi dai cittadini valdostani devono concorrere al risultato nazionale, come avviene per tutti gli altri cittadini italiani”, fa sapere il partito di Giorgia Meloni.

“L’obiettivo è semplice – spiega ancora la nota di FdI firmata il commissario regionale Walter Musso –: parificare il valore del voto valdostano a quello espresso nel resto d’Italia, senza intaccare le garanzie proprie della Valle d’Aosta. Il collegio uninominale valdostano resta pienamente salvaguardato. Nessuno mette in discussione la rappresentanza territoriale della Valle d’Aosta, né il principio di tutela della nostra specificità. L’emendamento distingue chiaramente due piani: da un lato il voto espresso in Valle d’Aosta concorre al computo nazionale; dall’altro il premio di stabilità non viene attribuito direttamente nella nostra regione, così da non alterare l’esito del voto locale e da non sostituire un eletto valdostano con un candidato proveniente dal listino nazionale”.

In altre parole, dice Musso, “la Valle d’Aosta deve partecipare al risultato nazionale, ma senza perdere le proprie garanzie territoriali”. Poi, un secondo elemento sulla scheda elettorale: “Anche agli elettori valdostani deve essere indicato, come nel resto d’Italia, il nome del candidato Presidente del Consiglio proposto dalla coalizione o dalla lista. È una questione di chiarezza democratica e di trasparenza verso i cittadini. Non sarebbe accettabile che un cittadino di Pont-Saint-Martin e un cittadino di Carema, separati da pochi chilometri, esprimessero un voto con effetti diversi sul piano nazionale. Il voto di un valdostano non può valere meno, né può essere escluso dal computo politico nazionale”.

Musso aggiunge: “Chi invoca la tutela delle minoranze linguistiche ha ragione nel pretendere garanzie. Ma la tutela non può trasformarsi in esclusione. Difendere l’autonomia significa far contare la Valle d’Aosta, non renderla marginale nel sistema nazionale. Fratelli d’Italia ritiene quindi questa correzione necessaria, equilibrata e rispettosa della specialità valdostana: mantiene intatta la rappresentanza locale, ma riconosce ai cittadini valdostani lo stesso peso politico riconosciuto a tutti gli altri italiani”.

“Sono estremamente orgoglioso che questa iniziativa partita da FdI VdA abbia trovato accoglimento e sia stata inserita come emendamento di maggioranza alla legge elettorale, che restituisce un diritto di contare anche agli elettori valdostani, anche a livello nazionale, al pari di ogni altro cittadino Italiano”, chiude Musso.

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La Valle d’Aosta resta un collegio a sé: voti esclusi dal calcolo nazionale

2 giugno 2026
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Alle prossime elezioni politiche la Valle d’Aosta rischia di giocare una partita a sé. Ancor di più che in passato. Il voto dei circa 100mila elettori valdostani non verrà utilizzato per decidere il o i vincitori.

È una delle novità contenute nel nuovo testo della legge elettorale depositato dalla maggioranza in commissione Affari costituzionali alla Camera e che andrà ora in discussione il 26 giugno.

La Valle d’Aosta resta un collegio uninominale, ma i suoi voti rimarranno esclusi dal calcolo delle cifre elettorali nazionali.

La nuova legge elettorale in discussione prevede la soglia del 42% dei voti per far scattare il premio di maggioranza — 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama — e che la lista o la coalizione vincente, per ottenerlo, arrivi prima in entrambi i rami del Parlamento. Qualora si registrassero risultati difformi tra Camera e Senato, o se nessuno schieramento dovesse raggiungere la quota del 42%, il premio non verrebbe assegnato e la distribuzione dei seggi diventerebbe interamente proporzionale. Viene inoltre introdotto l’obbligo, al momento del deposito delle liste e dei programmi, di indicare la proposta del nome del candidato premier.

Assieme ai voti valdostani, anche quelli del Trentino-Alto Adige saranno esclusi dal calcolo per determinare le cifre elettorali nazionali di liste e coalizioni, così come dal totale nazionale dei voti validi. In pratica, non peseranno per calcolare chi supera le soglie, chi arriva primo a livello nazionale e chi può ottenere il premio di governabilità.

Il dossier che accompagna le ultime novità introdotte alla riforma evidenzia come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta saranno configurate “come del tutto separate dalla competizione elettorale nazionale, sia dal punto di vista della strutturazione dell’offerta politica, che dal punto di vista del concorso dei voti in esse espressi ai totali nazionali, propedeutici al calcolo delle soglie per l’accesso ai seggi e per l’accesso al premio, nonché per l’individuazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale”.

Positivo il giudizio del deputato valdostano Franco Manes, che spiega: “Sia il sistema valdostano che quello del Trentino si basano su una forte identità territoriale. Trovo positivo il fatto di averci tolto dall’obbligo di individuare, in sede di presentazione della lista, il nome del candidato premier. Questo ci consentirà, come in passato, di muoverci liberamente. In sede di elaborazione della proposta si è poi considerato che i voti della Valle d’Aosta non spostano il decimale per l’attribuzione. Positivo anche il fatto di averci tolto dal possibile ballottaggio”.

L’altra novità accolta con favore da Manes riguarda il regime delle pluricandidature. Il candidato in un collegio uninominale di una delle due circoscrizioni o nelle liste presentate per l’assegnazione dei seggi della quota proporzionale della circoscrizione Trentino-Alto Adige non può essere candidato in un’altra circoscrizione, né nelle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità, né nelle liste presentate ai fini dell’assegnazione dei seggi nei collegi plurinominali.

14 risposte

  1. Se i voti in Valle d’Aosta entreranno nel conteggio complessivo, allora ogni partito nazionale avrà interesse a trovarsi sulla scheda valdostana per incrementare la cifra totale.
    Ergo, ben più simboli sulla scheda.
    Ergo ancora, voti più diluiti e quindi meno all’Unione Valdostana che a causa di ciò borbotta.
    Inoltre, se c’è l’indicazione del presidente del consiglio (fatto insignificante perchè decide il presidente Mattarella, ma vallo a spiegare a determinati elettori…) si spostano consensi dall’ambito locale a quello nazionale con incavolamento ulteriore dell’Unione Valdostana.
    A me la questione interessa quanto conoscere il meteo a Curacao.

  2. “Positivo anche il fatto di averci tolto dal possibile ballottaggio”. Manes incomprensibile.

  3. Stanno mettendo ufucialmente in questa legge quello che in Valle d’Aosta, Trento e Bolzano: eleggere i propri rappresentatni in Senato Parlamento senza avere alcun peso sul futuro primo partito eletto e relativo governo.

    1. Con questi presupposti votare alle elezioni nazionali è completamente inutile, tanto si risolve tutto in beghe di valle. Per una volta ci sarebbe la possibilità di sentirsi parte di qualcosa di più grande.
      Penso che annullerò la scheda

  4. siamo in Italia e abbiamo gli stessi diritti dei nostri connazionali. Basta con questo anacronistico provincialismo che ci taglia fuori dal mondo! E poi ci chiediamo perché i nostri giovani se ne vanno…Se potessi, lo farei anch’io

  5. Ma non era così già prima? I nostri voti non hanno mai concorso al calcolo delle percentuali nazionali o no?

  6. Completamente tagliati fuori dalla politica nazionale, gli italiani all’ estero contano più dei valdostani. Sinceramente non capisco cosa ci sia da rallegrarsi. Detto questo spero che il governo la smetta di pensare alle poltrone dei prossimi 5 anni e faccia qualcosa per migliorare la situazione e economica e sociale in cui viviamo tutti noi

  7. Fatemi capire perché in quanto cittadino Italiano il mio non debba essere conteggiato a livello nazionale

  8. Io vivo anche nello stato italiano e trovo ingiusto non poter dare un voto che possa valere anche in ambito nazionale.
    Non capisco proprio cosa ci sia da salvaguardare o da essere contenti.

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