“E’ doveroso che il Presidente della Regione Renzo Testolin venga a riferire in Consiglio regionale su quanto accaduto, sullo stato delle indagini per la parte che riguarda la Regione in qualità di titolare della concessione e azionista, sulle decisioni che intende adottare per tutelare l’interesse pubblico, e su come intenda garantire — anche in questa fase di amministrazione giudiziaria — la continuità occupazionale dei lavoratori del Casinò, che non hanno alcuna responsabilità per le condotte oggetto di indagine”. I primi a rompere il silenzio, dopo la notizia arrivata stamane sull’amministrazione giudiziaria del Casinò di Saint-Vincent, sono Lega Vda e Renaissance.
I due movimenti prendono atto della decisione del Tribunale di Torino “con amarezza ma senza sorpresa”, ricordando di aver espresso più volte preoccupazioni dopo i sequestri nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio del dicembre scorso. In particolare il consigliere Corrado Bellora ha presentato in Consiglio regionale diverse iniziative, dal question time sulle dichiarazioni dell’Amministratore unico della Casinò de la Vallée, Rodolfo Buat, al ruolo dei porteurs, fino al documento “porta un amico”, con cui si invitavano i dipendenti a segnalare candidati da assumere in cambio di 150 euro in buoni spesa.
“Oggi il provvedimento del Tribunale di Torino chiude il cerchio. Non è più possibile parlare di rassicurazioni, di sistemi di controllo efficienti, di gestione responsabile. – evidenziano Lega e Renaissance – Si tratta della prima amministrazione giudiziaria mai disposta in Italia nei confronti di una casa da gioco: un fatto di straordinaria gravità istituzionale per una Regione che sulla casa da gioco fonda una quota rilevante delle proprie entrate e che ne è azionista attraverso fondi pubblici”.
