Con i 20 voti della maggioranza e l’astensione dei 15 consiglieri di opposizione, il Consiglio Valle ha approvato nella serata di mercoledì 15 luglio il Piano regionale per la qualità dell’aria della Valle d’Aosta al 2031.
Il documento rappresenta lo strumento con cui la Regione definisce le strategie per monitorare e migliorare la qualità dell’aria, individuando le principali fonti di emissione e le azioni da attuare nei settori della mobilità, dell’energia, delle attività produttive e della gestione del territorio. Il Piano è stato aggiornato in vista dell’entrata in vigore, dal 2030, della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria. Durante l’esame in Aula sono stati approvati due emendamenti della terza Commissione, mentre sono stati respinti i 17 emendamenti presentati dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
Illustrando il provvedimento, l’assessore al Territorio e Ambiente, Davide Sapinet, ha sottolineato che la Valle d’Aosta è tra le poche regioni italiane non interessate da procedure di infrazione europee per il mancato rispetto dei limiti di qualità dell’aria. Il nuovo Piano, ha spiegato, punta a mantenere questi risultati e a raggiungere i più severi obiettivi fissati dalla direttiva europea 2024/2881, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2030.
Tra gli interventi previsti figurano misure per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, sostituire gli impianti di riscaldamento più inquinanti, incentivare sistemi energetici più sostenibili e ridurre le emissioni, con particolare attenzione all’utilizzo delle biomasse. Il Piano si integra inoltre con il Piano energetico ambientale regionale, il Piano regionale dei trasporti e, grazie a un emendamento approvato in Commissione, anche con il Programma regionale forestale.
Sapinet ha evidenziato anche l’introduzione di nuovi strumenti di governance, tra cui una cabina di regia regionale, un osservatorio permanente sulla qualità dell’aria, il potenziamento del monitoraggio e della rete di rilevamento, oltre a futuri strumenti attuativi e incentivi regionali. Il Piano avrà validità fino al 2031 e sarà sottoposto a una verifica intermedia per valutarne l’efficacia ed eventualmente aggiornarlo.
Parole che non hanno convinto però la minoranza. La capogruppo di Avs Chiara Minelli ha definito il piano poco ambizioso. “È vero che la Valle d’Aosta non è sottoposta a procedure di infrazione, ma riteniamo si possa andare oltre il minimo richiesto dalla normativa europea, anche alla luce dei limiti previsti per il 2030 e dell’obiettivo strategico, fissato anni fa, di rendere la Valle d’Aosta una regione fossil fuel free entro il 2040. “
Fulvio Centoz del Pd ha lamentato la scarsa condivisione da parte della maggioranza. “Apprezziamo il lavoro svolto, e ci auguriamo che nelle prossime variazioni di bilancio vengano stanziate le risorse necessarie per dare concreta attuazione al Piano.”
Anche Simone Perron della Lega Vda ha riconosciuto gli aspetti positivi del documento: “tuttavia trattandosi di uno strumento la cui attuazione dipende da chi governa, il nostro voto sarà di astensione.”
Il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, ma ha sollevato dubbi sulla disponibilità delle risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati entro il 2030, chiedendo quali investimenti il Governo regionale intenda mettere in campo nel prossimo triennio.
