È stata nonna Sabina a condividere con entusiasmo il progetto a cui ha partecipato al nido. Come lei un altro gruppo di nonni, che ha aderito con forza e entusiasmo all’avvio dell’iniziativa. Una squadra di volenterosi ha deciso di dare il proprio contributo per la preparazione dell’orto dei piccoli nel nido d’infanzia.
“Ho frequentato il nido di via Roma prima come genitore, ora come nonno. Ci è stato proposto di contribuire alla realizzazione di un orto nella struttura e abbiamo partecipato volentieri. Eravamo un gruppetto ridotto ma ci siamo dati da fare. Un altro nonno ha portato la terra e le strutture in legno: le abbiamo trasportate, montate e abbiamo preparato il fondo per i trapianti. È stato un bel momento di convivialità, siamo stati bene tra noi. Le assistenti ci hanno poi offerto una merenda. Mi piacerebbe partecipare ancora” racconta nonno Roberto.

“Mi aspettavo che fossimo di più” dice nonna Antonella “ma i nonni presenti erano molto collaborativi. Un nonno speciale ha portato tutti i materiali e noi lo abbiamo aiutato a trasportarli. Abbiamo fatto anche fatica! Quando il terreno era pronto abbiamo trapiantato delle piantine e poi dato l’impregnante a una panchina. È stato un modo molto bello di stare insieme e ai bambini piacerà stare lì”.

Sabina Fazari, coordinatrice del progetto, racconta come è nata l’idea: “Come struttura utilizziamo l’approccio dell’outdoor education, anche nei mesi invernali. Lavoriamo con un’idea di cultura dell’esterno, di contatto con la natura e il fuori. L’idea dell’orto si inserisce all’interno di questo contesto. Ai nonni è piaciuto moltissimo e ci auguriamo che continuino a partecipare” afferma.
Perché i nonni?
“Abbiamo pensato a loro perché hanno un legame importante con i bambini e hanno più disponibilità oraria dei genitori. Ci piaceva poi l’idea di far vivere il contesto del nido anche a loro e di creare una situazione di comunità e confronto intergenerazionale. Vivere insieme il rispetto e il rapporto con la natura è un valore aggiunto al rapporto che costruiranno con i nipoti”.
Per il futuro l’idea è quella di aprire l’orto una mattina a settimana, in modo che i nonni possano andare curarlo insieme ai bambini. Intanto i piccoli inizieranno a bagnare e a prendere confidenza con lo spazio. “L’obiettivo non è che l’orto sia prestante, ma che sia un’occasione per stare insieme e crescere nel rispetto della natura” conclude Sabina Fazari.
