Aerostazione, tre anni di lavori rallentati e costi lievitati fino a quasi 11 milioni

Sul piano dell’avanzamento, a marzo 2026 i lavori risultavano al 60,01%, per un importo di 5,76 milioni, comprensivo dell’anticipazione contrattuale. La Regione prevede la conclusione delle lavorazioni entro l’autunno 2026
L'aeroporto "Corrado Gex" di Aosta
Cronaca

Per anni inserita nell’elenco delle opere incompiute valdostane, con l’area e lo scheletro della struttura lasciati all’abbandono e soggetti a furti e vandalismi, l’aerostazione progettata da Gae Aulenti è tornata al centro della programmazione dei lavori regionali nella primavera del 2023, con la ripresa del cantiere per il suo completamento. Ma in questi tre anni l’opera è andata avanti lentamente e con un aumento dei costi. A segnalarlo è la Sezione di controllo della Corte dei Conti nella relazione sullo stato dei lavori per il completamento della nuova aerostazione, dei parcheggi e della viabilità dell’aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe. Per i magistrati Cristiana Rondoni, Franco Vietti, Sara Bordet e Davide Floridia non mancano, inoltre, criticità contabili.

Il progetto, partito nel 2010 con Avda come soggetto attuatore, si era bloccato nel 2013 a causa delle difficoltà dell’appaltatore originario. Nel 2014 la Regione è subentrata come stazione appaltante e nel 2021 ha rilanciato il completamento dell’opera, approvando un progetto esecutivo da circa 10 milioni di euro.

La nuova gara per l’aerostazione è stata aggiudicata nel 2022 alla Paolo Beltrami Costruzioni, ma il cantiere è ripartito concretamente solo nella primavera del 2023, “in quanto pesantemente condizionato dalla situazione generale del cantiere interrotto nell’anno 2014, che, oltre alle problematiche proprie di un sito abbandonato, ha subito numerosi atti vandalici e furti. Oltre alle attività di pulizia e asportazione dei materiali danneggiati, preliminarmente, si sono effettuate le verifiche sul funzionamento degli impianti già posati e un’attenta analisi su ciò che fosse realmente utilizzabile e certificabile”.

Da lì sono emerse numerose criticità tecniche: impianti meccanici, impermeabilizzazioni, rivestimenti, finiture, opere esterne e interferenze tra lavorazioni. Tutto questo ha portato a sospensioni parziali, varianti, riserve dell’impresa e al coinvolgimento del Collegio consultivo tecnico.

La scadenza è stata così spostata al luglio 2025, poi al 31 marzo 2026 e infine, con la seconda perizia di variante, al 27 agosto 2026. La Corte definisce il rallentamento e i continui rinvii “la maggiore criticità” dell’intervento.

Anche i costi sono cresciuti. A fronte di un’aggiudicazione dei lavori per 7,39 milioni, si sono aggiunti 1,46 milioni per la prima variante, 784 mila euro per l’adeguamento prezzi, 541 mila euro per il lodo del Collegio consultivo tecnico e circa 749 mila euro per la seconda variante. Il costo dell’intervento arriva così a circa 10,92 milioni di euro. La Corte ricorda però che l’aumento risulta coperto grazie a un incremento di finanziamento di 1,4 milioni disposto con l’assestamento di bilancio 2024.

Sul piano dell’avanzamento, a marzo 2026 i lavori risultavano al 60,01%, per un importo di 5,76 milioni, comprensivo dell’anticipazione contrattuale. La Regione prevede la conclusione delle lavorazioni entro l’autunno 2026, cui seguirà il collaudo tecnico-amministrativo, stimato in circa sei mesi.

La Corte segnala anche una criticità contabile: pur riconoscendo che nel 2021 la copertura finanziaria dell’incarico di revisione progettuale era presente nel bilancio regionale, restano dubbi sulla copertura al momento dell’affidamento originario, legata alla gestione speciale Finaosta.

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