Sono in tutto ventiquattro le persone indagate dalla Procura della Repubblica nell’ambito di un indagine in cui sono ipotizzati, a vario titolo, reati ambientali. Le attività investigative, avviate dai Carabinieri della stazione di Courmayeur circa tre mesi fa, si sono sviluppate sulla gestione di rifiuti non autorizzata in un terreno all’imbocco della val Ferret (Courmayeur).
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’area – ricevuta da una impresa edile di Courmayeur in affidamento da privati – era stata trasformata in una vera e propria discarica abusiva. Gli accertamenti hanno disvelato che diverse altre aziende, sprovviste delle autorizzazioni necessarie, sversavano periodicamente in quel luogo materiali inerti da costruzione.
Di tanto in tanto, verosimilmente all’esaurimento dello spazio utile (la superficie del terreno è di circa 100 metri quadrati), l’impresa cui gli inquirenti hanno ricondotto la gestione della discarica trasferiva il materiale in siti autorizzati allo smaltimento, facendolo figurare come proveniente da cantieri propri.
I Carabinieri hanno lavorato con tecniche tradizionali, monitorando, controllando e pedinando e sono giunti ad individuare sette diverse imprese edili, che avrebbero utilizzato illecitamente il deposito abusivo. Tra queste, anche una società con sede legale a Busto Arsizio (Varese).
L’area è stata posta sotto sequestro, così come due mezzi (un autocarro e uno scavatore) dell’impresa titolare del deposito. Le contestazioni ai 24 indagati riguardano violazioni alle norme su raccolta, trasporto e smaltimento illegale di rifiuti speciali non pericolosi. Gli indizi raccolti dagli investigatori riguardano anche la possibile falsificazione del formulario di identificazione dei rifiuti.
