Cgil Funzione pubblica: stabilizzare i precari “prova di ragionevolezza e sensibilità”

Le soluzioni prospettate in Valle d'Aosta non soddisfano il sindacato che invita la Regione a seguire l'esempio delle Regioni Lazio e Campania.
L'ingresso dell'ospedale Beauregard di Aosta
Economia

 “Anche in Valle d’ Aosta ci sia uno scatto in avanti, una prova di ragionevolezza e sensibilità: assumendo immediatamente una iniziativa generale che, superando le previsioni della legge 122, confermi la necessità di proroga dei contratti in scadenza in relazione alle prestazioni ai cittadini, aprendo la possibilità di stabilizzare quei rapporti di lavoro. “ E’ quanto chiede in una nota la Cgil Funzione pubblica della Valle d’Aosta.

Il sindacato esprime soddisfazione per gli accordi raggiunti nelle Regioni Campania e Lazio, del 29 dicembre scorso, che hanno interessato i precari della sanità pubblica e per l’approvazione del “milleproroghe 2011” con la proroga dei contratti di lavoro dei 650 precari del ministero dell’Interno impegnati negli Uffici stranieri delle Questure.

“Sono atti di responsabilità – si legge in una nota –  che recuperano, in parte, il nesso fra il lavoro di questi precari e la garanzia dei livelli essenziali di assistenza sanitaria da un lato e, dall’altro, di servizi “essenziali” ai cittadini migranti. Sin dall’emanazione del decreto legge 78 abbiamo sostenuto, insieme alla FP-CGIL nazionale, come la decisione di procedere al licenziamento generalizzato del 50% dei precari della pubblica amministrazione avesse come “naturale” conseguenza l’interruzione di intere filiere di servizi pubblici e come tali licenziamenti potessero prefigurare una sospensione concreta nell’erogazione di prestazioni considerate essenziali, a partire da quelle sanitarie. “

Secondo la Cgil Funzione pubblica “nella nostra Regione, le soluzioni prospettate ai fini del pur legittimo risparmio non hanno soddisfatto i nostri auspici: nonostante l’intesa raggiunta a metà dicembre nell’ambito della Conferenza delle Regioni che sancisce per le regioni virtuose la non passibilità del 50 % dei tagli ai precari, la Sanità valdostana non ha fatto ricorso a questa  facoltà; per quanto ne sappiamo, i contratti precari sono stati generalmente rinnovati, ma con una decurtazione dell’orario lavorativo (mediamente da 1700 a 1500 ore annuali), che sicuramente inciderà sulle economie personali e famigliari di queste persone e presumibilmente potrebbe creare qualche criticità nelle prestazioni assistenziali stesse.”

Infine altri elementi critici segnalati dal sindacato riguardano il blocco delle assunzioni e il mancato rinnovo di convenzioni con alcuni medici.

“Lungi dal volerci inoltrare in inutili polemiche – conclude la nota –  chiediamo alle Istituzioni della Sanità valdostana di ritornare sui propri passi e in nome del buon senso, intraprendere quei percorsi che soggetti forse meno virtuosi hanno saputo fare”.

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