Nel pomeriggio di ieri, 18 giugno, un detenuto poco più che ventenne ha appiccato un incendio nella propria camera all’interno della Casa circondariale di Brissogne. A riferirlo è il Sinappe, il sindacato nazionale autonomo Polizia penitenziaria.
L’uomo, dopo aver appiccato l’incendio ha tentato di aggredire il personale di Polizia penitenziaria, dice ancora il sindacato. Inoltre, due agenti sono finiti al Pronto Soccorso dell’ospedale Parini di Aosta per un’intossicazione. Per entrambi, la prognosi è di cinque giorni a testa.
“A Brissogne i nostri agenti hanno dato una grandiosa dimostrazione di umanità e professionalità” spiega Matteo Ricucci, vicesegretario regionale Sinappe per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta. Ma, aggiunge, “non può diventare la normalità, siamo stanchi di vedere i nostri uomini rischiare la vita e finire in ospedale per la follia altrui”.
“L’evento di Brissogne dimostra che la situazione ha superato ogni limite – aggiunge Raffaele Tuttolomondo, segretario nazionale del Sinappe –. Servono riforme strutturali, tutele reali e sanzioni severe per chi aggredisce il personale e destabilizza la sicurezza. Non si può pretendere che l’incolumità degli agenti sia costantemente affidata ad atti di puro eroismo”.
