La Lipu contro il calendario venatorio: “La fauna selvatica non è una risorsa da consumare”

La Lipu Aosta esprime “forte preoccupazione” per il calendario venatorio 2026/2027 approvato dalla Giunta regionale, che – si legge – “continua ad autorizzare il prelievo di specie di uccelli selvatici già esposte a condizioni ambientali sempre più difficili”.
Gallo forcello
Società

La Lega italiana protezione uccelli Aosta esprime “forte preoccupazione” per il calendario venatorio 2026/2027 approvato dalla Giunta regionale, che – si legge – “continua ad autorizzare il prelievo di specie di uccelli selvatici già esposte a condizioni ambientali sempre più difficili”.

“La questione – scrive la Lipu – non è rendere la caccia ‘più ordinata’ o ‘più controllata’, ma chiedersi se sia ancora accettabile consentire l’abbattimento di specie fragili come gallo forcello, pernice bianca e coturnice. Parliamo di animali che vivono in un contesto segnato da cambiamenti climatici, pressione turistica, disturbo antropico, perdita di habitat e dati non sempre pienamente consolidati sullo stato delle popolazioni”.

Insomma, dice la Lipu aostana, “quando una specie richiede monitoraggi specifici, pareri tecnici, valutazioni di incidenza, tetti di prelievo e possibili sospensioni successive, significa che quella specie dovrebbe essere esclusa dalla caccia. La prudenza non può consistere nel decidere quanti animali uccidere: deve consistere nel lasciarli vivere tutti”.

“Non basta definire il prelievo ‘sostenibile’ o ‘contingentato’ – prosegue la nota –. Per popolazioni fragili, ogni abbattimento sottrae individui a equilibri naturali già precari. La fauna di alta quota, in particolare, vive in un ambiente sempre più instabile: inverni difficili, innevamento irregolare, estati calde, pressione turistica crescente e riduzione degli habitat idonei rendono queste specie particolarmente vulnerabili”.

Poi, la Lipu si concentra sulle munizioni al piombo: “Il piombo disperso nell’ambiente non scompare: contamina il suolo, può frammentarsi nelle carcasse e nei resti degli animali abbattuti e può essere ingerito da uccelli rapaci, necrofagi e altre specie selvatiche. Le conseguenze possono essere gravi: avvelenamento, debilitazione, difficoltà di volo, alterazioni neurologiche, riduzione della capacità riproduttiva e morte”. Per questo la Lipu Aosta chiede “che il divieto di munizioni al piombo venga esteso a tutto il territorio regionale, non solo ad alcune aree sensibili”.

“La Valle d’Aosta dovrebbe essere un laboratorio avanzato di tutela della biodiversità alpina – dice ancora l’associazione –. Invece, il calendario venatorio continua a permettere il prelievo di uccelli selvatici che avrebbero bisogno di maggiore protezione, non di ulteriore pressione: la conservazione della fauna deve venire prima dell’interesse venatorio”.

Per questo, la Lipu Aosta chiede alla Regione:

  • la sospensione del prelievo di pernice bianca, coturnice e gallo forcello;
  • l’applicazione rigorosa del principio di precauzione per tutte le specie di avifauna in declino, vulnerabili o soggette a forte variabilità riproduttiva;
  • il divieto totale delle munizioni al piombo su tutto il territorio regionale.

“La fauna selvatica non è una risorsa da consumare, ma un patrimonio vivente da proteggere. In un tempo di crisi della biodiversità, continuare a cacciare animali già in difficoltà è una scelta che la Valle d’Aosta dovrebbe avere il coraggio di superare”.

Inoltre, “a livello nazionale siamo molto preoccupati per la legge in iter di approvazione che prevede la liberalizzazione dell’attività venatoria, con un impatto distruttivo sugli uccelli migratori e la natura. Gli uccelli verrebbero cacciati durante il delicatissimo periodo della migrazione preriproduttiva, quando stanno per raggiungere le aree dove riprodursi. I calendari venatori sarebbero ancora più permissivi”.

“Ripartirebbe la cattura dei piccoli uccelli migratori per tenerli in gabbia vita natural durante e usarli nella terribile pratica dei richiami vivi (il canto degli uccelli in gabbia usato per attirare ed uccidere gli uccelli liberi) – chiude la Lipu Aosta –. Il demanio diventerebbe in buona parte territorio di caccia e le regioni potrebbero ridurre le aree protette, proprio mentre l’Unione europea chiede di aumentarle”.

2 risposte

  1. I cacciatori non hanno il coraggio per rispondere.
    Dovrebbero sparare non agli uccelli ma al proprio, l’unico di cui possono fare cosa vogliono.

  2. Essendo io per principio contrario alla caccia, speravo, in occasione di questa disputa, di sentire il parere di qualche cacciatore o di qualche comitato che raggruppa queste persone, per sentire la loro versione e cercare di capire se esiste una qualche ragione, che mi sfugge, pensare di autorizzare qualcuno ad uccidere animali al solo scopo di divertirsi o è solo ciò che ho sempre pensato nella mia testa:
    I cacciatori sono tanti, portano tanti voti, lasciamoci ricattare di buon grado!

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