Vaccinazioni pediatriche, Lega e Fratelli d’Italia chiedono il ritiro della circolare regionale

Una richiesta sostenuta dall'Associazione Comilva e da Valle d'Aosta futura che definiscono la circolare "più repressiva" rispetto alla legge Lorenzin e a quanto adottato nel resto d'Italia.
Conferenza stampa vaccinazioni pediatriche Comilva, Lega e Fratelli d'Italia Vda.
Politica

La Valle d’Aosta faccia un passo indietro sulla circolare emanata nel settembre 2025 in materia di vaccinazioni pediatriche per l’accesso ai servizi educativi e alle scuole dell’infanzia. A  chiederlo sono i gruppi consiliari di Lega e Fratelli d’Italia VdA, insieme all’associazione Comilva e al movimento Valle d’Aosta Futura, che hanno illustrato la loro posizione nel corso di una conferenza stampa, al termine dell’audizione in quinta Commissione consiliare.

Al centro della contestazione c’è l’interpretazione delle procedure previste dalla cosiddetta legge Lorenzin. Secondo i promotori dell’iniziativa, la normativa statale consente ai genitori di perfezionare l’iscrizione ai servizi per l’infanzia anche presentando la richiesta formale di vaccinazione all’azienda sanitaria, in attesa del completamento dell’iter previsto dalla legge. La circolare regionale, invece, richiederebbe esclusivamente la presentazione di una specifica documentazione sanitaria, escludendo quella possibilità e determinando così, a loro avviso, l’esclusione dei bambini non ancora vaccinati dai servizi educativi.

“In Commissione abbiamo registrato una chiusura da parte dell’assessore e dei dirigenti rispetto all’avvio di un dialogo per valutare una modifica della circolare”, ha evidenziato il capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi. Secondo Zucchi, nel corso dell’audizione i dirigenti regionali hanno ribadito che il provvedimento è pienamente conforme alla legge nazionale e non hanno ritenuto necessario modificarlo.

Il referente nazionale di Comilva, Mauro Barbera, ha definito la situazione valdostana “unica in Italia”. “La legge consente l’accesso ai servizi per l’infanzia anche con la richiesta formale di vaccinazione, ma questo documento in Valle d’Aosta non viene accettato a causa della circolare regionale”, ha affermato. Secondo Barbera, un atto amministrativo interno “non può modificare quanto previsto da una legge dello Stato”.

Sulla stessa linea anche Anna Pettinaroli, vicepresidente di Comilva, che sostiene come la normativa nazionale, pur introducendo l’obbligo vaccinale, preveda precise garanzie procedurali sia per l’accesso ai servizi educativi sia per la valutazione sanitaria dei singoli casi. “In Valle d’Aosta vengono fatte delle forzature che determinano una discriminazione maggiore rispetto alle altre regioni”.

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche l’avvocato Francesco Paolo Cinquemani, secondo il quale la circolare regionale violerebbe diversi aspetti della legge Lorenzin. Tra le contestazioni mosse dal legale figurano la modifica delle procedure previste dalla normativa nazionale, l’introduzione di adempimenti non contemplati dalla legge, l’esclusione della possibilità di presentare la richiesta formale di vaccinazione ai fini dell’iscrizione e presunte criticità sotto il profilo della tutela della privacy.

Il capogruppo della Lega Vda Andrea Manfrin ha ricordato che il suo gruppo aveva già chiesto, attraverso un ordine del giorno presentato e bocciato a dicembre, il ritiro della circolare. Durante l’audizione, ha riferito, è emerso come nell’anno scolastico 2025-2026 sarebbero stati 16 i bambini decaduti dall’iscrizione ai servizi educativi per il mancato completamento della documentazione richiesta. “Per noi anche un solo bambino escluso – ha concluso –  rappresenta un problema”.

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