L’edizione del trentennale di Celtica ha superato le 10mila presenze

I dati finali di affluenza di Celtica 2026 parlano di 10.300 presenze complessive. “Un numero – spiega una nota – che premia una programmazione ricca, ambiziosa e capillarmente diffusa".
Celtica 2026 - Foto Moreno Vignolini
Cultura

L’edizione del trentennale di Celtica si è conclusa “con un bilancio più che positivo”. A scriverlo è l’organizzazione che spiega come la manifestazione in programma dal 2 al 5 luglio scorsi si sia consacrata come “no degli eventi culturali e musicali dedicati alle nazioni celtiche più solidi e amati dell’intero panorama europeo”.

I dati finali di affluenza parlano di 10.300 presenze complessive, “un numero – spiega una nota – che premia una programmazione ricca, ambiziosa e capillarmente diffusa. Il successo di questa edizione ha unito idealmente la tradizione all’innovazione, distribuendo il flusso di appassionati, turisti e famiglie sia nelle magiche giornate vissute nella storica cornice del Bosco del Peuterey in Val Veny (Courmayeur), sia negli eventi speciali sul territorio della Valle d’Aosta”.

Diverse le tappe dell’edizione di questo trentennale, a partire dall’anteprima inaugurale nel cuore di Aosta con il concerto di Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi alla Collegiata di Sant’Orso, passando per la parentesi ad alta quota, ai 2.200 metri al Ristorante Société con l’esibizione dei Village H, per arrivare poi ai 2.700 metri della Stella di Pila, dove si sono esibiti i Celtic Knot Pipes and Drums, i bretoni Green Lads e la formazione valdostana de L’Orage, fino al ritorno al Forte di Bard.

Diversi anche gli artisti di punta di questa edizione, dagli scozzesi Red Hot Chilli Pipers, giunti a Celtica durante il loro speciale tour mondiale per i 25 anni di carriera, o ancora i colombiani Aainjaa, i londinesi Perkelt e l’impronta celtic-rock degli Uncle Bard and the Dirty Bastards, la prima band italiana di sempre a calcare il prestigioso palco del Dublin Irish Festival in Ohio.

“A fare da perfetta cornice ai quattro giorni di festa sono state le condizioni meteorologiche – scrivono ancora gli organizzatori di Celtica –: un clima fantastico e soleggiato ha accompagnato l’intera manifestazione, permettendo al pubblico di vivere ogni momento all’aperto e di godere appieno delle bellezze naturali della Valle d’Aosta in totale serenità”.

Grande la soddisfazione della Direzione del festival, espressa nelle parole della direttrice generale e co-fondatrice Laura Plati: “Raggiungere e superare le 10.000 presenze in occasione del nostro trentennale è un traguardo che ci riempie di orgoglio e profonda gratitudine – ha detto –. Il successo di Celtica 2026 è stato la capacità di far vibrare la stessa, identica energia sia tra i larici del nostro amato Bosco sia in tutte le splendide piazze, le vette e i complessi storici che ci hanno ospitato sul territorio valdostano”.

“Questa risposta così calda e partecipata – aggiunge – è il regalo più bello per i nostri trent’anni di storia e per un sogno che continua a rinnovarsi insieme e grazie al suo pubblico”.

A sottolineare il valore culturale e le scelte artistiche della rassegna è il direttore artistico Marco Marzini: “Dal punto di vista artistico, questo trentennale ha rappresentato la perfetta sintesi del nostro ideale di condivisione. Abbiamo voluto unire le tradizioni musicali delle nazioni più prettamente celtiche, come la Scozia o l’Irlanda, a un elemento di totale e meravigliosa rottura: la travolgente energia dei percussionisti colombiani Aainjaa. Sulla carta non hanno nulla di celtico, ma con i loro ritmi tribali sanno creare una connessione così viscerale con la terra e con la forza della natura da rivelarsi, nello spirito, ancora più celtici di molti altri. Vedere questi mondi convivere e dialogare nel Bosco insieme alle migliori realtà folk europee, italiane e valdostane è il segno che la musica non ha confini”.

In totale, la proposta artistica nel programma artistico nel Bosco del Peuterey si sono susseguite 104 tra conferenze, stage e laboratori per adulti e bambini; 48 artigiani selezionati, cinque gruppi storici con 53 rievocatori.

Ad arricchire l’offerta, inoltre, 29 conferenze e la mostra archeologica “Dall’età del bronzo all’età del ferro” curata dal Clan Mor Arth e dall’archeologa Giulia Martinengo, che ha esposto riproduzioni di reperti tra il XVI e I secolo a.C. realizzati e selezionati dall’artigiano Giuseppe Stucchi.

E una promessa: “L’appuntamento con la musica, la cultura e la magia di Celtica è rinnovato per il prossimo anno”.

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