Gli abitanti di Arpuilles, Entrebin ed Excenex si mobilitano contro il progetto di realizzazione di una torre per telecomunicazioni “alta oltre 30 metri”. Nasce così il comitato “La Voix du Pays – Comité pour la sauvegarde du territoire et des peuples”, con l’obiettivo di chiedere una diversa pianificazione delle infrastrutture sul territorio.
“Sulla collina di Aosta non si sta combattendo una battaglia contro un’antenna. Si sta difendendo un principio che riguarda tutti i valdostani: le grandi scelte che incidono sul territorio devono essere guidate dall’interesse pubblico e condivise con le comunità locali“, si legge nella nota diffusa dal neonato comitato.
Secondo i residenti, il progetto prevede la costruzione di una torre alta quanto “un edificio di dieci piani su un terreno non edificabile sottoposto a tutela paesaggistica, destinata a ospitare un numero non precisato di antenne”.
Gli abitanti delle tre frazioni spiegano di voler “rivendicare il diritto di essere ascoltati prima che sul loro territorio venga realizzata un’infrastruttura destinata a modificarne per decenni il paesaggio, la qualità della vita e l’identità collettiva».
Non è la prima volta che in Valle d’Aosta i cittadini si oppongono a impianti di questo tipo. Era già accaduto ad Aymavilles, anche se, finora, i ricorsi presentati al Tar si sono conclusi con decisioni favorevoli alle società di telecomunicazioni.
“Le amministrazioni richiamano il fatto che le infrastrutture di comunicazione elettronica sono considerate opere di interesse pubblico. Noi riteniamo che, proprio per questo, sia necessaria una pianificazione pubblica per decidere la loro localizzazione”, affermano ancora i residenti.
Secondo il comitato, “la scelta del sito in cui erigerle non può dipendere esclusivamente dalla disponibilità di un terreno privato concesso in locazione a una multinazionale. Le istituzioni non possono limitarsi a verificare se un progetto rispetta le norme edilizie. Hanno il dovere di chiedersi se il progetto rappresenti davvero la soluzione migliore per la comunità”.
Il comitato chiede quindi alla Regione di dare piena attuazione alla legge regionale sulle infrastrutture di comunicazione elettronica, rendendo pubblici i piani generali previsti dalla normativa e chiarendo in che modo siano stati applicati nella scelta del sito di Arpuilles. Qualora tali strumenti non siano ancora stati predisposti, i residenti chiedono che vengano approvati al più presto.
“Una comunità ha il diritto di conoscere i criteri con cui vengono assunte decisioni destinate a incidere sul proprio territorio per decenni. – chiosa ancora il comitato – Le infrastrutture di interesse pubblico devono essere pianificate nell’interesse pubblico. Il governo del territorio spetta alle istituzioni, non alle multinazionali”.
