Alcune cose sono da affinare. Ma i segnali positivi ci sono stati. Domenica 12 luglio, si è chiusa la prima edizione dell’Aosta Summer Festival all’area P8 della città, ovvero la zona interna all’ex portineria della Cogne. Ed il post evento dopo non può che essere tempo di bilanci, anche se per i numeri ufficiali bisognerà aspettare un po’.
Dal lato dell’organizzazione c’è soddisfazione: “Sicuramente in questa prima edizione c’erano in ballo tante cose nuove, sia per il pubblico sia a livello organizzativo – spiega Federico Ferraris, presidente di Exus Eventi – C’era una nuova location, una zona complessa perché prima era abbandonata e con tante difficoltà a livello logistico anche solo per costruire le vie di esodo e rendere l’area adatta, con i servizi igienici, con un palco rimasto lì un mese e mezzo. Non era facile”.
Insomma, “siamo contenti dal punto di vista organizzativo. C’è stato un buon riscontro anche da parte degli artisti e delle produzioni, anche per l’infrastruttura tecnica e i servizi. Sicuramente l’area era ed è ancora in stato di forte disuso. Soprattutto perché ci sono necessità edili da affrontare. Ma il nostro obiettivo è proseguire nella sistemazione graduale dell’area da dedicare agli spettacoli, ma non solo”.
Qualcosa – inevitabile – c’è da dire anche sull’impatto sonoro dell’Aosta Summer Festival, a pochi passi dal centro e (quasi) al crocevia con Charvensod: “È stata fatta una sperimentazione, nel bene e nel male, per capire cosa funzionasse e cosa no – dice sempre Ferraris –. Ci sono state alcune critiche sul rumore, anche se le serate oltre la mezzanotte sono state solamente due. Ma l’obiettivo, per le prossime eventuali edizioni, è non arrivare proprio più a quegli orari. Abbiamo capito che è un’area molto dispersiva per alcuni eventi, come i dj set, ma che si presta per i grandi artisti”.
Un esempio? “Cosmo ha portato 1.600 persone al Forte di Bard, ha fatto il ‘tutto esaurito’. Nell’Area P8 la capienza è di 4.000 persone. E in Valle d’Aosta non c’è un’altra arena attrezzata per quel numero di persone. E ha funzionato, per Ernia c’erano di 3.000 persone, è stato l’artista con più pubblico del festival. L’evento con più paganti, invece, è stato il concerto della Pfm, con oltre mille persone”.
Aosta Summer Festival, buona la prima: Ernia fa il pieno di pubblico
Proprio sui partecipanti totali, la stima del progetto Exus parlava di “oltre 18.000 spettatori”. Non è andata così, ma l’organizzazione resta molto soddisfatta: “Senza contare gli accrediti ci sono state 12 mila presenze. È un numero leggermente inferiore rispetto alla stima che avevamo fatto, ma bisogna contare che un po’ era il primo anno, un po’ era un periodo con diverse manifestazioni importanti nello stesso weekend che a volte si sovrapponevano”.
Lato economico, le stime Exus parlavano di “circa 600.000 euro di indotto diretto”. Ferraris spiega: “Ad oggi quanto speso e indotto pareggiano sui 380/390 mila euro circa. Ma penso sia stato un investimento fatto per il futuro, per dimostrare che quell’area aveva un potenziale. Nonostante l’erba alta e alcune inattenzioni, passando anche per una tempesta che ha staccato tutto. Anche c per questo i eravamo concentrati su altro. Ma volevamo dimostrare anche alle istituzioni che l’area era ottimale. E che con 4.000 persone ad Aosta non fossero problemi di ordine pubblico, di parcheggi o di viabilità che non ci sono stati”.
Facendo due conti in tasca, Ferraris dice: “L’obiettivo era accendere un dibattito e mettere al centro della discussione un’area che ha un grande potenziale e che abbiamo visto – aggiunge –. I contributi pubblici ricevuti dal Comune e dalla Regione ammontano complessivamente a 150 mila euro. Altri 200 mila euro e oltre sono stati investiti da noi o dagli sponsor e i partner”.
La questione dell’area

Sull’area P8 vale la pena tornare. Anche soltanto perché era, forse, l’incognita per eccellenza. “Sicuramente ha delle tematiche e dei lavori strutturali che necessitano proprio di risorse diverse – prosegue il Presidente di Exus –. Ci sono state delle critiche, anche da parte di altri organizzatori, sulla rimessa a nuovo della zona. Ma una stima del ripristino potrebbe di mezzo milione di euro solo per la parte edile”.
Nella pianificazione proposta per il festival c’era segnalata la “pulizia completa e rimozione detriti” ed il “taglio vegetazione e riordino generale”, oltre a “rendere l’area adatta a eventi pilota”. Ferraris dice: “Non avevamo la visione di sistemare tutto, oltretutto si tratta di una proprietà privata. L’altro lato della medaglia è il fatto che l’ingresso è stato messo a posto, ed era anche pericoloso. Lo lasciamo con un’illuminazione nuova che prima non c’era, e una parte di ripristino con una colata di cemento per evitare barriere. Quello rimane alla città, ma si tratta comunque di un’area privata”.
Una nuova edizione?

Anche guardando la kermesse dal latto dell’Amministrazione comunale la soddisfazione c’è: “Da questa edizione zero, sperimentale, volevamo capire come un’iniziativa di questo tipo potesse essere accolta dalla cittadinanza – spiega Cecilia Lazzarotto, assessora alla Cultura e al truismo –. Spesso si dice che bisogna creare grandi eventi, ma servono gli spazi. E quell’area si presta, come ha dimostrato anche il concerto di Ernia che non sarebbe stato possibile realizzare altrove. Bisognava partire e avere coraggio di dire ‘facciamolo’. L’abbiamo avuto e ora stiamo recuperando anche il punto di vista delle persone”.
“Non neghiamo qualche segnalazione – aggiunge –, ad esempio per la musica proseguita oltre la mezzanotte. È giusto che arrivino, ma abbiamo avuto tante risposte positive per questa manifestazione e questo spazio, decisamente numerose. Molte persone che ci hanno contattato per farci sapere che è stato bello e che serviva qualcosa del genere. Poi, va capito l’impatto. È giusto il diritto di avere anche la quiete. Ora faremo un bilancio complessivo, ma il riscontro di molti cittadini è stato decisamente positivo e siamo contenti”.
E ora? Il piano presentato da Exus è pluriennale. Il Comune sembra predisposto. “Sicuramente c’è la volontà ampliare questa edizione zero – dice sempre Lazzarotto –. Dovevamo testare questi aspetti, ed è ovvio che tante cose sono migliorabili. Anche le critiche costruttive sono state assolutamente necessarie, sono l’unico modo per migliorarsi. Ci sono state osservazioni utili e necessarie per modificare alcune piccole cose in corso d’opera, ma anche per i prossimi anni”.
“Fare meglio è l’obiettivo di tutti – sempre l’Assessora –. Sicuramente, anche i tempi stretti per organizzare il tutto non hanno agevolato. Ma, secondo me, è anche un bel risultato per Aosta vedere numeri di questo tipo. Magari leggermente inferiori al prospetto, ma ottimi per la città che, in quei giorni, non aveva solo questo evento, ma anche con altre offerte. Ci soddisfa abbondantemente”.
E per il futuro? “Una prossima edizione stuzzica – chiude Lazzarotto –. Abbiamo in programma, prossimamente, un tavolo di confronto con Exus per come lavorare nei prossimi anni. Se c’è la volontà anche da parte loro, l’obiettivo è lavorare in sinergia anche con altri enti per offrire ancora di più alla cittadinanza”.
