Cva chiude il 2025 con 176,9 milioni di utile e propone un dividendo da 75 milioni alla Regione

Approvato il bilancio di Cva si apre ora la partita del rinnovo del Cda.
CVA sede
Economia

Qualcosa si muove sul fronte Cva. Nella mattinata di oggi, venerdì 24 luglio, il Consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di bilancio 2025 del Gruppo, che dovrà ora passare all’esame del socio Regione. La proposta prevede la distribuzione di un dividendo da 75 milioni di euro, 10 milioni in meno rispetto agli 85 milioni deliberati per il 2024.

Cva ha chiuso il 2025 con un utile netto di 176,9 milioni di euro, in calo di 42,1 milioni, pari al 19,2%, rispetto ai 219 milioni dell’anno precedente. L’utile netto consolidato di pertinenza del Gruppo si è invece attestato a 175,7 milioni di euro.
L’Ebitda, ovvero il risultato prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti, ha raggiunto i 357,4 milioni di euro, rispetto ai 415 milioni del 2024: una diminuzione di 57,6 milioni, pari al 13,9%.
In flessione anche i ricavi, passati da 1,41 miliardi di euro nel 2024 a 1 miliardo e 181,8 milioni nel 2025, con una riduzione di circa 228 milioni di euro, pari al 16,2%.

Nonostante il calo rispetto all’anno precedente, caratterizzato da una produzione idroelettrica da record, i risultati portano Cva a definire quello approvato “il secondo miglior bilancio della storia della società per quanto riguarda la redditività operativa”.

“Il bilancio 2025 conferma la solidità del Gruppo e la sua capacità di creare valore economico, industriale e sociale”, sottolinea il presidente di Cva, Giovanni Aliboni. “La crescita sui mercati nazionali e lo sviluppo dei nostri impianti in tutta Italia rappresentano una leva strategica per generare risorse che ritornano sul territorio valdostano, producendo benefici concreti per il nostro azionista e, attraverso di esso, per l’intera comunità regionale”.

Per l’amministratore delegato Giuseppe Argirò, i risultati del 2025 confermano invece “la solidità e la sostenibilità” del percorso di crescita intrapreso dal Gruppo. “L’incremento della capacità produttiva, gli investimenti realizzati e il rafforzamento dei risultati economici – osserva – confermano la validità di una strategia fondata sulla diversificazione tecnologica, sull’efficienza operativa e su una gestione rigorosa delle risorse finanziarie. Continueremo a investire per rafforzare la competitività del Gruppo e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica”.

Il debito finanziario scende nel primo semestre 2026

La posizione finanziaria netta si è attestata a 540 milioni di euro, rispetto ai 576 milioni del 2024, con una riduzione di 36 milioni. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda è pari a 1,51, un dato che, secondo Cva, conferma “la solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo”.

Il debito finanziario riferito esclusivamente ai finanziamenti ricevuti dalla società, al netto delle disponibilità finanziarie, era pari a 512 milioni di euro al 31 dicembre 2025. Al 30 giugno 2026 lo stesso valore è sceso a 414 milioni.

Nel corso del 2025 Cva ha realizzato investimenti per 141 milioni di euro, destinati principalmente allo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili. Di questi, 61 milioni sono stati impiegati per gli impianti fotovoltaici ed eolici e 36 milioni per il comparto idroelettrico.

La produzione complessiva ha raggiunto i 3.261 GWh. La quota proveniente dagli impianti idroelettrici è stata pari a 2.759 GWh, un valore in linea con la media storica dell’ultimo decennio ma inferiore del 14,3% rispetto ai 3.220 GWh del 2024, anno record per la produzione idroelettrica del Gruppo. Altri 503 GWh sono stati prodotti dagli impianti fotovoltaici ed eolici, in crescita di 121 GWh, pari al 31,7%, rispetto ai 382 GWh registrati nel 2024.

Approvato il bilancio si apre ora la partita del rinnovo del Cda, che arriverà a breve sul tavolo della Giunta regionale. La procedura, gestita dalla finanziaria regionale Finaosta (l’assemblea per il rinnovo societario è in calendario per il 21 agosto prossimo), è stata indetta per la nomina di sette figure societarie: il presidente del consiglio di amministrazione, l’amministratore delegato e cinque consiglieri. Un’ottantina le domande arrivate. Fra queste salgono le quotazioni del commercialista aostano Stefano Distilli,  su cui scommette una parte dell’attuale maggioranza, mentre sono in calo quelle dell’attuale Ad Giuseppe Argirò.

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