Il Festival Aosta Città Diffusa ha riabitato il capoluogo regionale in un’unica giornata ieri, sabato 25 luglio, un’edizione abbreviata del festival esteso che tornerà a luglio 2027. Tutti gli appuntamenti proposti erano sold-out nonostante la diversità delle proposte. Un segno positivo per la città, con un pubblico affezionato e nuovo che accoglie l’offerta del festival (curato da Creature Montane APS, in collaborazione con la compagnia teatrale Palinodie e il sostegno del Comune di Aosta) e comprende la necessità di occupare in maniera artistica e consapevole i luoghi che abita.
Il tema di quest’anno scelto dalla direzione artistica di Stefania Tagliaferri e Verdiana Vono era il ricordo.

Una giornata da ricordare
“Quali sono le giornate da ricordare? Quelle dove ti ricordi come eri vestita, dove eri, come era il suono della persona che avevi accanto, un profumo. È una cosa che si è messa dentro la nostra testa e non se ne va” racconta Verdiana Vono nell’introdurre il primo appuntamento: il laboratorio artistico di Chicco Margaroli.
Come prendono forma i ricordi?
Un workshop artistico dell’artista Chicco Margaroli ha inaugurato il primo momento di festival, nel tardo pomeriggio, nel suo nuovo atelier, vicino all’Omama Social Hotel. “L’evoluzione di un ricordo è interessante: ci porta a vederlo nuovamente ogni volta che lo evochiamo, sia nel silenzio sia nel parlato” racconta. L’attività che propone è quella di realizzare un teatrino di carta dei ricordi, che ciascuno può abitare secondo il linguaggio che più preferisce: dalla scrittura al collage, alla pittura.

Concerto di Mirkoeilcane
Dopo il laboratorio, il festival prosegue in serata con un appuntamento di musica dal vivo: il concerto del cantautore Mirkoeilcane, nel teatro di Plus. “Vi ringrazio perché nel 2026 siete venuti ad ascoltare un cantautore”. Saluta il pubblico con la sua chitarra e il suo accento romano con uno dei suoi brani in dialetto “Scrivo de vita /Scrivo d’amore Nun me sbilancio e peso sempre le parole /Ma de ‘sti tempi/ De troppa fretta/ A quelli come me nessuno je dà retta. So cantautore/ Nun me lamento/So’ cantautore pe’ non dì/ Che perdo tempo”.
Le sue canzoni, a metà tra l’ironico e il disilluso, sanno toccare con un sorriso malinconico sentimenti semplici ma sinceri dell’umano. Ha commosso il pubblico in sala il pezzo “Stiamo tutti bene” con cui aveva partecipato al festival di Sanremo nel 2018, sul tema delle morti in mare e delle persone migranti.

Precipitazioni
Precipitazioni è uno spettacolo sulla notte e l’ora di inizio tarda, alle 23, non è stata un caso. Il lavoro è l’esito di un laboratorio teatrale di un anno e mezzo rivolto a persone non professioniste e curato da Stefania Tagliaferri e Verdiana Vono. Il tema è quello di indagare la notte in tutte le sue sfaccettature: dalle paure nascoste che abitano il buio, ai segreti che non si possono dire, ai corpi che si vogliono toccare. Un modo per dare spazio a ciò che di solito resta sommerso eppure continua ad abitarci.

Nella notte il Festival Aosta Città Diffusa si conclude, dando appuntamento all’edizione estesa del 2027.
