Ironico, divertente e allo stesso tempo disincantato, realista. L’uragano Beppe Severgnini si è abbattuto ieri su Aosta, per partecipare a due incontri con il pubblico valdostano. Nel pomeriggio, il giornalista e scrittore ha fatto capolino in una libreria del centro, per promuovere il suo ultimo libro, intitolato “La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri”.
“In realtà – ha subito attaccato – la promozione del libro la sta facendo tutta lui, il protagonista: io potrei tranquillamente andare a pescare trote o a sciare, magari a Pila”. In questo senso, il libro è già nato sotto una buona stella. “Il giorno stesso in cui è uscito in libreria, i giornali hanno aperto con la storia del bunga bunga”. Un’espressione che il giornalista ha spiegato in questo modo ai suoi lettori del Corriere della Sera. “Niente di sessuale – ha scritto – il bunga bunga è solo il suono collettivo delle nostre teste che picchiano contro il muro, incredule”.
Con lo stesso spirito critico, Severgnini ha poi partecipato alla conferenza-dibattito, organizzata in serata dal Co.Re.Com della Valle d’Aosta, sul tema “La comunicazione del quotidiano”. “Sono giorni in cui l’informazione politica, ma non solo, assomiglia alla Pop Art”, ha commentato Severgnini, “assecondando il desiderio della gente di ritrovare ciò che possa, in qualche modo, confermare il proprio pensiero stereotipato”.
Un flusso che può distorcere la realtà, se manipolato in maniera interessata da poteri forti come la politica, la religione o l’economia. “Purtroppo – ha aggiunto – sta andando molto di moda fare un giornalismo che ha un motto semplice: metti in evidenza tutto ciò che può aiutare i tuoi amici e fai sparire ciò avvantaggia i tuoi nemici”.
Il duplice consiglio, per chi lavora nel mondo dei media e per chi invece si trova dalla parte opposta, è in fondo lo stesso. “La sfida è andare contro questo modello negativo, facendo da una parte lo sforzo di non adagiarsi sull’informazione più comoda, conciliante, e dall’altra, mantenendo alto il livello di guardia. Questa è la mia opinione – ha concluso tra gli applausi Severgnini – non è la verità”.



