Italiano con figli a carico, non soltanto minori ma anche maggiorenni disoccupati. E’ questo il profilo dei soggetti che ad oggi hanno fatto maggiormente ricorso al credito sociale o microcredito, istituito dalla Regione Valle d’Aosta con la legge 52/09. Nei primi sei mesi di vita del programma sono stati concessi in particolare 46 crediti di emergenza e 23 prestiti sociali d’onore con restituzione in denaro, per una spesa complessiva, rispettivamente di oltre 200 mila euro e circa 44 mila euro. Soltanto un’impresa ha fatto invece domanda per accedere ai programmi di microcredito per la realizzazione di progetti e forme di cooperazione di rilevanza sociale o ambientale.
I crediti di emergenza
I 46 beneficiari del credito di emergenza sono di età media o prossima alla pensione. I prestiti concessi in questo caso vanno da 750 a 5000 euro e possono essere restituiti entro 5 anni con un tasso di interesse massimo dell’1%. Garante morale di questo tipo di prestito è l’operatore territoriale ovvero un soggetto appartenente ad organizzazioni di volontariato o di promozione sociale iscritto ad un apposito elenco regionale il cui compito è di seguire l’istruzione della pratica e il regolare rimborso. Infatti i soggetti a cui sono rivolti i crediti di emergenza sono persone a cui le banche difficilmente concederebbero un prestito, proprio perché privi di garanzie.
Il prestito sociale d’onore
Sono invece soprattutto giovani i 23 soggetti che hanno fatto domanda per il prestito sociale d’onore con restituzione in denaro. Il prestito, essendo di importo minore – da 750 a 2000 euro – e senza interessi, non prevede la figura dell’operatore territoriale. Figura che però si sta dimostrando garanzia di puntualità nella restituzione del prestito, come spiega Gianni Nuti, direttore del Dipartimento Politiche sociali. “Sino ad oggi, tutti coloro che hanno avuto accesso al credito di emergenza hanno ottemperato al pagamento della rata dovuta, evidenziando che l’accompagnamento e il sostegno da parte dell’Operatore territoriale svolgono un ruolo fondamentale in questo senso in quanto il dovere di restituire il prestito ottenuto non è sentito dai beneficiari come tale esclusivamente verso una società definita in modo astratto, ma anche verso coloro che hanno prestato la garanzia morale della loro capacità di rimborso. I ritardi nei pagamenti sono riscontrati, invece, per il prestito sociale d’onore, dove il soggetto è generalmente in situazione socio-economica più “stabile”.
Il proprio tempo libero per restituire il credito
Il prestito sociale d’onore può essere restituito anche attraverso l’impiego di parte del proprio tempo libero in servizi a ricaduta sociale. Nessuno dei 23 giovani beneficiari di questo tipo di prestito ha però optato per questa soluzione che peraltro è stata attivata soltanto negli ultimi mesi dell’anno. “Nel 2011 – spiega Nuti – sarà sviluppata una rete in grado di rispondere a coloro che vorranno restituire il prestito con questa modalità”.
La crisi tocca i bisogni primari
Sono soprattutto le spese legate all’abitazione principale quelle per cui si richiede l’accesso al microcredito. In particolare spese di affitto, bollette, spese condominiali ma anche acquisto di mobili ed elettrodomestici.
Il microcredito snobbato dalle imprese
Le opportunità offerte dal microcredito sono state lanciate nel luglio scorso. Per le imprese il prestito concesso andava da 750 a 15mila euro per l’avvio dell’attività o l’acquisto di beni o la costituzione di liquidità. Anche in questo caso il tasso di interesse si attestava sull’1% e a garanzia del prestito era chiamato un operatore territoriale. Ad oggi però soltanto un’impresa ha sfruttato l’opportunità offerta. La crisi economica sembra quindi più forte delle aspirazioni dei piccoli imprenditori.
