“Un Ateneo in buona salute, che dovrà confrontarsi con le recenti disposizione di legge per continuare a offrire agli studenti una didattica di qualità e servizi adeguati, mantenendo alto il livello della ricerca e delle relazioni internazionali. Infine il nuovo campus sull’area della ex Testa Fochi rappresenterà un’ulteriore opportunità di raggiungimento di ambiziosi traguardi”.Così, il Magnifico Rettore, Pietro Passerin d’Entrevès, prospetta il prossimo futuro a partire dal 2011, anno in cui oltretutto concluderà, ad ottobre, il suo secondo e ultimo mandato.
La cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2010-2011, avvenuta questa mattina, ha messo al centro degli interventi le sfide future e un bilancio positivo che descrive l’ateneo al passo con i tempi e, per certi comparti, anticipatore della legge Gelmini, come ad esempio la limitazione di mandati del rettore e la composizione del CdA. per Passerin d’Entrevès la legge Gelmini comunque “rimanda in troppi casi ad ulteriori provvedimenti governativi l’adozione di apposite norme che ne permettano l’attuazione” ma spera che la sua attuazione permetta di “rasserenare gli animi” e soprattutto attenuare “le pesantissime critiche, in buona parte ingiuste, arrivate da più parti al sistema universitario”.
La legge 240 del 2010 è stata prima ripresa dal Presidente del Consiglio dell’Ateneo, Augusto Rollandin, che ha evidenziato “l’impegno riorganizzativo del sistema universitario che la legge richiederà”, ancor più gravoso tenendo conto anche della finanziaria dello Stato “i cui provvedimenti, seppur condivisibili nei presupposti e finalità, hanno inevitabilmente procurato ritardi nell’azione amministrativa e disagi applicativi”.
Rollandin si è soffermato sul futuro Campus universitario “pensato in funzione della città e dell’intera collettività”. Nel sottolineare l’importanza strategica che l’Università ricopre per la Regione, il Presidente del Consiglio dell’Università ha risposto a chi descrive il Campus “una scatola vuota” evidenziando la sua connotazione è già definita nelle “Linee generali di sviluppo” che il Consiglio dell’Università si è dato.
Tra le novità nel Piano di sviluppo dell’Ateneo figura la prossima riorganizzazione delle facoltà in due dipartimenti che assorbiranno al loro interno gli attuali corsi di studio. “Questo per una minore autoreferenzialità delle strutture – ha detto il rettore dell’Ateneo – e un costante dibattito interdisciplinare”.
Il bilancio sui diversi fronti e le azioni intraprese descrivono un Ateneo presente, efficace, di qualità, capace di rispondere alle diverse esigenze e richieste che arrivano dal basso. Non tutto è oro però. Chiara Marconato, rappresentante degli studenti, nel fare un bilancio “tutto sommato positivo” ha evidenziato infatti anche alcuni punti deboli: un ritardo nella comunicazione di orari e dati di esami, lezioni, tirocini; la mancanza di parcheggi nella sede centrale che causa problemi agli studenti automuniti e la mancanza di una aula studio vera e propria; corsi serali non sempre disponibili per tutte le materie e con problemi soprattutto per gli studenti-lavoratori.
I numeri
Organizzato il 5 facoltà e su tre sedi istituzionali, l’Ateneo valdostano conta 110 unità di ruolo tra personale docente (56) e tecnico- amministrativo (55 unità), oltre a circa 180 collaboratori tra docenti a contratto, assegnisti di ricerca e personale a tempo determinato.La popolazione studentesca, con la formazione post lauream, costa 1250 studenti, il 30% proveniente da fuori Valle, molti dei quali dal Piemonte. Sul fronte economico i trasferimenti statali all’Ateneo si sono ridotti progressivamente da un milione e 200mila euro del 2008 ai circa 880mila euro del 2010.





