Via libera alla nuova disciplina sulle piante officinali

L'apertura della discussione sul testo di legge si era aperto nelle polemiche con l'Alpe e il Pd che avevano chiesto un rinvio dell'esame del provvedimento per approfondire alcuni aspetti. Proposta bocciata invece dalla maggioranza.
Politica

E’ stato approvato all’unanimità ieri sera dal Consiglio Valle il disegno di legge che disciplina le attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali. L’apertura della discussione sul testo di legge si era aperto nelle polemiche con l’Alpe e il Pd che avevano chiesto un rinvio dell’esame del provvedimento per approfondire alcuni aspetti. Proposta bocciata invece dalla maggioranza. 

Secondo il  Vicepresidente del Consiglio, André LanièceL’approvazione di questa legge, che, riordinando l’intero settore delle piante officinali, va a colmare una lacuna dovuta principalmente alla scarsa regolamentazione dello stesso, rappresenta un primo passo, importante, anche se non esaustivo, nella direzione della valorizzazione della ricchezza naturale del nostro territorio montano, della riscoperta culturale e delle nostre tradizioni, che la conoscenza e l’uso delle piante officinali da sempre comporta, dell’individuazione di una nuova filiera produttiva per il mondo agricolo.”

La discussione è stata poi incentrata sulla presunta mancanza di coinvolgimento dell’Institut Agricole nella redazione del provvedimento Siamo rimasti basiti in Commissione – ha sottolineato Giuseppe Cerise dell’Alpe –  quando abbiamo saputo, dal suo direttore, del mancato coinvolgimento dell’Institut agricole régional nella stesura del progetto, quando lo IAR, con competenza, ha realizzato un’importantissima ricerca nel settore che poteva contribuire ampiamente al suo miglioramento. Riteniamo che il mondo dell’agricoltura in tutte le sue articolazioni, pur con tutte le sue difficoltà, sia un settore strategico per l’economia: oggi avremmo auspicato che si facesse prevalere la forza della ragione sulla forza dei numeri.

Accuse rimandate al mittente da parte del Vicepresidente della III Commissione, Piero Prola e dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Isabellon. “In Commissione – ha spiegato Prola –  è stato detto che sin dalle fasi iniziali sono state convocate le 40 distillerie così come l’Institut agricole, al fine di chiarirsi quali fossero gli indirizzi e gli obiettivi della legge, per dare corso ad una normativa che riuscisse a dare risposte al campo produttivo agricolo, andando a sanare una legge obsoleta che risale al 1931.” Anche per Isabellon il disegno di legge “è stato sviluppato  con il massimo coinvolgimento degli operatori agricoli e dell’Institut agricole régional, anche attraverso i suoi tecnici.”

Per Raimondo Donzelil testo ha avuto un percorso frettoloso, soprattutto nell’ultimo tratto, e che poteva avere un’ampiezza maggiore. La nostra preoccupazione maggiore riguarda l’organizzazione dei corsi: l’aspettativa che l’Assessorato ha creato all’esterno è grandissima e mi risulta che vi sia un elevatissimo numero di adesioni. Abbiamo le risorse finanziarie per sostenere questi corsi o dovremo fare delle discriminazioni negli accessi?.

 

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