Un sentimento accomuna turismo e scuola in questi mesi, è la preoccupazione. I tagli al mondo dell’istruzione hanno effetti che penalizzano i due mondi. L’esempio lampante è il blocco alle gite scolastiche, forma di protesta che è dilagata da nord a sud. A tremare sono, in particolare, le città d’arte, ma anche le località di montagna che, tra febbraio e marzo, ospitano i ragazzi in settimana bianca. In Italia, attorno al turismo scolastico, gravita un giro d’affari di 375 milioni di euro.
“Anche da noi c’è forte preoccupazione”, conferma Silvana Perucca, la presidente dell’Adava, l’associazione degli albergatori. “Quello delle settimane bianche è ancora un mercato importante per alcune località, soprattutto quelle più piccole. I numeri non sono grandissimi, ma tuttavia sono rilevanti. Ho fatto un giro di chiamate e i colleghi che lavorano con le scuole mi hanno confermato che le gite sono un’importante risorsa, utili soprattutto per riempire l’infrasettimanale”.
Per quest’anno la situazione sembra stia reggendo. “Per il momento continuano ad esserci settimane bianche e non abbiamo notato grosse differenze, ma i colleghi mi hanno espresso una forte preoccupazione per l’anno prossimo. I docenti e i dirigenti scolastici hanno infatti confermato che, in virtù dei tagli, non sanno se nel prossimo anno scolastico riusciranno a garantire le gite”.


