Ma che tempo che fa!

Temperature alte e poca neve: le bizze del tempo condizionano sempre più i risultati del turismo … e Pasqua è lontana.Il tempo sta cambiando ma ciò che conta è come sempre riuscire a trovare le giuste motivazioni che facilitino il processo di acquisto.
Escursioni
Economia

Più che la danza della pioggia occorrerebbe una danza della neve, sempre più preziosa, sempre più arbitro della concorrenza tra regioni alpine, la neve diventa la più importante variabile di successo delle stazioni alpine. Non c’è piano di marketing e pubblicità che tengano, se il tempo non ci aiuta la gente, o meglio gli italiani (tipicamente meteoropatici), cambiano direzione. Negli ultimi anni abbiamo sentito diversi luoghi comuni, non siamo in grado di accertarne la veridicità o meno, solo i metereologi possono sapere cosa sta realmente accadendo al clima ma certamente ci interessa il dato di fatto: poca neve equivale a poca gente.

Noi stessi in questa rubrica ci siamo già interessati a questo tema ma le temperature primaverili registrate nella nostra Regione nei primi mesi dell’anno ci suggeriscono un’ulteriore riflessione. Per la verità non si tratta di una situazione drammatica ma in alcune stazioni valdostane il caldo inizia a pesare sui risultati delle imprese. Essendo soltanto all’inizio di marzo la stagione rischia di chiudersi prima del previsto, è pensabile fare qualcosa per arginare il fenomeno? In realtà è possibile intervenire per arginare queste situazioni in due maniere: cercando in futuro di prevenire situazioni analoghe, importando correttivi in corsa.

Nel primo caso si fa riferimento in particolare al management delle destinazioni, nel secondo caso si tratta invece di risposte che possono arrivare direttamente dalle singole imprese. Poche destinazioni al mondo sono dotate di piani di crisis management, teoria mutuata da altri settori che fa riferimento alle azioni da porre in essere in caso di eventi straordinari, imprevisti o calamità naturali di elevata intensità. Il piano dovrebbe rispondere alla domanda – cosa faccio se? Per fare alcuni esempi va evidenziato come le destinazioni turistiche dovrebbero sempre prevedere la realizzazione di infrastrutture utili alla pratica di attività alternative, agevolarne l’utilizzo garantendo un accesso facilitato a questi servizi sia in termini economici, sia pratici (le card) e consentire possibilmente un immediato accesso alle informazioni utili (evidenziare una sezione sul sito web: in caso di pioggia?).

Nel secondo caso si tratta di azioni che possono essere poste in essere direttamente dalle imprese. Cosa è possibile fare: in primo luogo occorre ipotizzare un sistema di offerte più flessibile e impostato su due condizioni – tempi di prenotazione e condizioni economiche. Nel primo caso sarebbe corretto proporre agevolazioni per chi prenota in anticipo, per chi prenota dopo invece tutelarsi utilizzando una minor elasticità nelle disdette come la politica delle tariffe sdoppiate che prevedano cioè la possibilità di disdire solo a fronte di un prezzo di acquisto maggiorato. Rispetto alla seconda condizione, è bene proporre azioni paracadute che prevedano forti incentivi economici (non è allettante ma è comunque e pur sempre un importante recupero di costi) o che spostino l’attenzione su altri temi di vacanza come ad esempio il benessere.

Il tempo sta cambiando ma ciò che conta è come sempre riuscire a trovare le giuste motivazioni che facilitino il processo di acquisto. Tutto ciò necessita naturalmente di un certo dinamismo e della volontà di andare incontro al cliente attuando una politica propositiva. In sintesi diamogli stimoli e cose da fare al giusto prezzo e sapremo far fronte anche alla mancanza di neve.

A cura di TURISMOK

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