La Valle d’Aosta dice “no” al raddoppio del Traforo del Monte Bianco

Un assoluto "no" al raddoppio del Traforo del Monte Bianco e un approfondimento di concerto con la Regione e con le autorità locali francesi relativamente alle ipotesi di realizzazione di ulteriori interventi strutturali, al...
Società

Un assoluto “no” al raddoppio del Traforo del Monte Bianco e un approfondimento di concerto con la Regione e con le autorità locali francesi relativamente alle ipotesi di realizzazione di ulteriori interventi strutturali, al fine di garantire migliori condizioni di sicurezza. Si riassume così la risoluzione approvata dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta e sottoscritta da tutti i capigruppo ad esclusione della Casa delle Libertà, per la quale “non si può escludere a priori il raddoppio del traforo”. Nell’esprimere viva preoccupazione per l’assenza di decisioni concrete volte a trasferire quote consistenti di traffico commerciale dalla gomma alla rotaia, in particolare intervenendo a favore dei trasporti ferroviari internazionali ed interregionali il Consiglio regionale riafferma il valore assoluto del Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi e la necessità dell’adozione della direttiva europea nota come “Eurovignette”. Nella risoluzione emendata si sollecita, anche alla luce di quanto avvenuto nel periodo di chiusura del Traforo del Fréjus, la definizione di un piano di regolazione dei volumi di traffico pesante internazionale, concordato tra i Governi italiano e francese e le regioni interessate, che tenga conto delle effettive capacità di assorbimento dei valichi tra l’Italia e la Francia dal punto di vista strutturale e, soprattutto, della sostenibilità ambientale e che comporti comunque una sensibile riduzione dei volumi di traffico rispetto a quelli registrati nel 1998. I prossimi 13 e 14 ottobre 2005, lo stesso documento sarà presentato dal presidente della Regione alla Commissione Intergovernativa di Controllo che si riunirà in Valle d’Aosta.

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