Sarà una seduta bollente quella del Consiglio regionale che comincerà domani. Le premesse ci sono tutte. Dal punto di vista politico sono due i temi che daranno battaglia verbale sui banchi di piazza Deffeyes. Al centro del primo punto c’è l’assessore al Turismo Aurelio Marguerettaz e la mozione di sfiducia firmata dai consiglieri di Alpe (Louvin Roberto, Bertin Alberto, Cerise Giuseppe, Chatrian Albert e Morelli Patrizia) e Pd (Fontana Carmela, Donzel Raimondo, Rigo Gianni), cioè dall’opposizione per intero, poiché il PdL è ormai sulla sponda opposta con l’entrata in maggioranza che verrà ufficializzata in questa seduta.
La Mozione parte da un principio definito “assolutamente paradossale” – si legge nelle motivazione della mozione, dove “un esponente di vertice del governo regionale che cita in giudizio la sua stessa amministrazione, configura una posizione di lite pendente fra l’amministratore e l’ente che amministra”. Di fatto Marguerettaz, Vice-Presidente della Regione, ha convenuto in giudizio l’amministrazione regionale, chiedendo al Tribunale di Aosta, in caso di accoglimento delle richieste risarcitorie avanzate nei suoi confronti dall’ex Amministratore delegato ed ex Direttore della società Casino de la Vallée Spa Roberto Trentaz, di “dichiarare e condannare la regione Valle d’Aosta, persona del Presidente pro tempore (….) a tenere il convenuto Aurelio Marguerettaz indenne e manlevato da ogni somma che egli fosse eventualmente condannato al pagamento nei confronti della parte attrice”.
Nel testo della mozione l’opposizione cita dagli atti processuali, presunti comportamenti “non corrispondenti a canoni di lealtà da parte dell’amministratore convenuto in giudizio nei confronti della stessa Regione” definendolo “deus ex machina in una operazione che ha condotto all’elaborazione del dossier denominato “Relazione Generale del Liquidatore sulla Gestione Straordinaria del Casino de la Vallée”, meglio noto come Dossier Bo”.
“La vicenda processuale – si legge nella mozione – si qualifica pertanto come azione volta ad accertare la responsabilità personale del Dott. Marguerettaz e a conseguirne la condanna al risarcimento di danni provocati all’infuori dell’attività amministrativa della regione o comunque attraverso l’uso distorto delle sue prerogative di amministratore pubblico”. Da quello che viene definito un “conflitto d’interesse” tra l’assessore Aurelio Marguerettaz e la Regione autonoma della Valle d’Aosta nasce la richiesta di sfiducia.
Sul piatto della discussione pesa poi la nuova situazione politica che sigilla il passaggio in maggioranza del Partito della Libertà, i cui sintomi erano evidenti da tempo, e la conseguente ricomposizione della commissioni e degli organi consiliari. Un passaggio che ha visto un iter lungo, più in casa UV che in casa PdL, anche se nel partito di maggioranza non sono mancati nei vari incontri sul territorio i giudizi negativi sull’operazione. In casa PdL, dopo un primo momento di tensioni interne, l’unico a brandire il “no” è rimasto il consigliere Enrico Tibaldi, mentre altri hanno fatto retro marcia. A questo punto è da vedere dove si siederà Tibaldi nel cambio delle poltrone.
Ma come si dice? Ormai il dado è tratto e il nuovo quadro politico definito. La discussione in Consiglio, rimarrà per certi versi, un esercizio di stile e dialettica.
