Protesta dei forestali, Rollandin: “assumeremo 660 precari oltre ai 51 già impiegati”

La protesta ha raccolto centinaia di presenze e il corteo è arrivato fino a Palazzo regionale, tra slogan e proteste. Augusto Rollandin è sceso e ha detto: “saranno soltanto 19 i lavoratori cui non sarà rinnovato il contratto, non 70"/PHOTOGALLERY
Manifestazioni forestali
Politica

Al grido di “Siamo forestali, vogliamo lavorare”, un corteo di circa cinquecento tra operai e impiegati precari del settore forestale ha sfilato da piazza della Repubblica verso piazza Chanoux, per fermarsi poi sotto Palazzo regionale, in piazza Deffeyes, durante lo svolgimento del Consiglio regionale. Il corteo era aperto dai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, oltre che dai rappresentanti di categoria di Savt, Cgil, Cisl e Uil. Non erano presenti bandiere di partito, ma solo vessilli sindacali e questa attenzione i Sindacati l’hanno avuta da subito. Il corteo ha sfilato lungo le vie del centro tra le bandiere e diversi slogan tra i quali, sotto il Municipo di Aosta, qualcuno ha abbozzato “Rivogliamo Chanoux”.

L’incontro con il presidente della Regione

Dopo diversi minuti di attesa e tra gli sguardi dei forestali puntati verso l’alto delle finestre di Palazzo, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha abbandonato i banchi della Giunta, durante la votazione per la mozione di sfiducia all’assessore Aurelio Marguerettaz, per scendere a parlare ai manifestanti. Rollandin, che ha subìto la contestazione di alcuni lavoratori al grido di “Vergogna”, ha assicurato, parlando ad un megafono, lo stesso che incitava gli slogan poco prima, che i lavoratori a cui non sarà rinnovato il posto di lavoro nella nuova “Società dei servizi Valle d’Aosta”, nota come “Salvaprecari Spa”, saranno soltanto 19 e non  70 come precedentemente annunciato. Notizia fresca alla quale qualche sindacalista ha commentato “Beh…poteva dircelo prima”. Rollandin, nonostante le proteste che si sono sovrapposte al suo discorso, ha annunciato che quest’anno si procederà all’assunzione di 660 persone su 730 oltre ai 51 già impiegati. Dunque si parla di 19 posti a rischio. Nel corso dell’intervento ci sono state alcune contestazioni.

“La prospettiva iniziale era di dimezzare i lavoratori” ha aggiunto il Presidente della Regione, ricordando che lo sforzo fatto per evitarlo è stato possibile con le forze sindacali con le quali si continuerà ad andare avanti nel confronto.   

L’Amministrazione regionale ha portato avanti un importante lavoro per arrivare a garantire il più possibile i posti di lavoro – ha detto il Presidente della Regione – Le disponibilità finanziarie, i limiti posti dall’Europa con il patto di stabilità e le disposizioni della manovra finanziaria hanno purtroppo messo dei paletti alla nostra azione. E’ stato fatto tutto il possibile: 51 persone sono state già assunte, 660 troveranno lavoro a seguito dell’istruttoria delle domande presentate“.
 
Il Presidente ha inoltre aggiunto: “Se le disponibilità di bilancio lo permetteranno, si proseguirà con le assunzioni, sempre rispetto la graduatoria che verrà redatta sulla base delle domande presentate. Nei prossimi giorni, sempre con il sostegno delle organizzazioni sindacali, si apriranno i due tavoli di lavoro dedicati ai lavoratori addetti ai servizi nel settore della cultura e nel comparto assistenza social, in particolare per quanto riguarda gli educatori professionali, per i quali abbiamo già dato la garanzia che non ci saranno tagli“.

L’incontro con i capigruppo del Consiglio Valle

In seguito, una delegazione sindacale, formata dai rappresentanti di tutte e quattro le sigle intervenute, ha incontrato i capigruppo del Consiglio Valle.

Raimondo Donzel del Partito Democratico ha detto: “Sin da gennaio abbiamo chiesto che si avviassero i tavoli tecnici. Troppo spesso in Consiglio regionale è stato riferito il falso stato sull’accordo con i sindacati. Tutti devono essere salvati”. Roberto Louvin dell’Alpe ha espresso solidarietà e disagio verso il comportamento dell’Amministrazione regionale, aggiungendo “Di solito il 7 marzo il piano dei lavori è già approvato e ora bisogna fare di tutto per risolvere i vostri problemi”.

Sul fronte della maggioranza Franscesco Salzone della Stella Alpina ha ribadito “Non c’è il gusto di lasciarvi a casa. Ma ci sono leggi nazionali che hanno imposto dei tagli e per arginare questa situazione abbiamo creato la società salva precari” e Massimo Lattanzi del PdL ha aggiunto, facendo non poca fatica tra le costestazioni dei manifestanti, “In altre regioni il taglio è stato del 50%. In Valle grazie anche al PdL si potrà salvare la maggioranza dei posti”. A chiudere il capogruppo UV Diego Empereur che ha commentato “Sul tavolo rimangono ancora molti problemi e lavoreremo per migliorare la situazione”.

 

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