Forse speravano fosse un pesce d’aprile. La sentenza con cui il giudice del lavoro Eugenio Gramola, in data 1 aprile, ha riconosciuto l’illegittimità dei contratti a tempo determinato per quattro lavoratrici della casa di riposo J.B.Festaz, una Adest e tre infermiere professionali, e ha fissato un risarcimento per la parte lesa, non piace per nulla alla direzione funzione pubblica dei sindacati regionali Cisl, Uil e Savt.
Tale decisione, fanno sapere in un comunicato stampa congiunto, sarebbe stata “venduta come una vittoria storica”, mentre si tratterebbe “di una vera e propria sconfitta, in quanto le persone coinvolte hanno visto rigettata la loro richiesta di passare a tempo indeterminato, vedendosi al contrario riconoscere un indennizzo economico, rischiando di creare un precedente piuttosto pericoloso”. Le quattro dipendenti erano state sostenute nell’iter legale intrapreso dalla funzione pubblica della Cgil, che ha salutato positivamente l’esito della vicenda.
La soluzione individuata dal giudice – un risarcimento pari a una cifra oscillante tra i 40 e i 50 mila euro per ogni ex dipendente – non è per nulla gradita alle altre sigle sindacali, che hanno voluto sottolineare la loro presa di distanza. Cisl, Uil e Savt parlano apertamente di “baratto”. Meglio sarebbe stato, concludono, rinunciare all’aspetto economico per privilegiare il rapporto di lavoro.
