Dopo un lungo periodo di crisi, dal mondo del lavoro arrivano timidi segnali di ripresa. Secondo i più recenti dati Istat, aggiornati al quarto trimestre dello scorso anno, nel 2010 in Valle d’Aosta c’è stato un aumento dell’1,2% degli occupati, stimabile in circa 600 unità. Cifre sulla base delle quali la relazione periodica dell’Osservatorio Economico e Sociale, pubblicata sul sito internet della Regione, individua “alcuni segnali di rallentamento della fase congiunturale critica: una tendenza confermata anche dai dati di fonte amministrativa, come quelli relativi alla cassa integrazione e alle assunzioni”.
Una leggera crescita che a fronte di un aumento relativo di pari intensità delle forze di lavoro, ha comportato una sostanziale stazionarietà dell’area della disoccupazione: in questo caso, il tasso medio annuo per il 2010 resta quindi stabile al 4,4%, cioè un valore pari a quello del 2009, mentre l’occupazione complessiva si attesta al 67,4%, in lieve aumento a fronte del 67% dell’anno precedente.
Nel dettaglio, c’è stata una riduzione del tasso di occupazione maschile, passato dal 74,5% del 2009 al 74,3% del 2010, e un contemporaneo aumento di quello femminile, passato dal 59,2% al 60,3%. Inoltre, a un significativo aumento dell’occupazione indipendente (+7,9%) si contrappone la contrazione del lavoro dipendente (-1,1%).
“Permangono tuttavia alcune difficoltà – è spiegato nella relazione – soprattutto per via di una forte disaggregazione settoriale, in particolare dell’industria”. Se il settore terziario ha fatto registrare un saldo positivo (+3,2%) stimabile in un aumento occupazionale di circa 1.300 unità, il settore secondario registra una nuova contrazione (-3,5%), pari a una perdita di circa 500 posti di lavoro. Nell’industria, gli occupati scendono di circa 200 unità (-3,6%), ma anche il settore delle costruzioni registra un saldo negativo di entità analoga (-3,5%).
Le altre criticità rilevate riguardano l’elevata instabilità occupazionale e il rafforzamento dei fenomeni di scoraggiamento. “Il numero degli inattivi nel 2010 è rimasto sostanzialmente invariato – è rilevato dall’Osservatorio – anche se sono in aumento le persone potenzialmente occupabili, che non cercano lavoro in maniera attiva: questo fenomeno ha interessato invece circa 2.600 unità e per il oltre il 60% dei casi ha riguardato la componente femminile”.
“Sotto il profilo strutturale – si legge in conclusione – i dati confermano che il mercato del lavoro valdostano è caratterizzato da condizioni di pieno impiego, con tassi di occupazione per uomini e donne molto superiori alla media nazionale e in linea con gli obiettivi di Lisbona”.



