Sono 36, 15 donne e 21 uomini, i nuovi giovani agricoltori valdostani che hanno conseguito mercoledì 13 aprile l’attestato specifico dopo un impegno di 140 ore, di cui otto facoltative di accompagnamento individuale alla costruzione del Piano aziendale, e che ora potranno accedere agli aiuti previsti dal Piano regionale di sviluppo rurale, come incentivi utili al primo insediamento. Di età compresa tra i 18 e i 39 anni, i corsisti hanno avuto l’opportunità di migliorare le proprie conoscenze e competenze professionali e di acquisirle là dove mancanti. I partecipanti, infatti, arrivano da percorsi differenti: accanto a persone che hanno già alle spalle corsi specifici e per i quali sono stati riconosciuti crediti particolari, ci sono persone che non hanno alcun tipo di precedenti nel settore agricolo “un fatto positivo – commenta il direttore del corso Oscar Marguerettaz dell’Institut Agricole Régional. – perché significa che c’è un certo rinnovamento, c’è un certo interesse per l’agricoltura anche da parte di chi non proviene necessariamente da una tradizione agricola”.
Il corso, che si è chiuso il 23 marzo scorso, rientrava nel progetto Giovani agricoltori, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo – obiettivo 2 – Programma Operativo Regionale Occupazione, ed è stato promosso dall’Assessorato regionale all’agricoltura e attuato dall’Institut Agricole Régional, accreditato come Ente formatore. Oltre all’attestato di Giovane agricoltore agli allievi sono stati rilasciati, su autorizzazione degli organismi competenti, l’attestato valido ai fini dell’idoneità sanitaria per la manipolazione degli alimenti (ex libretto sanitario), l’idoneità per responsabile della sicurezza in azienda e l’attestato di addetto antincendio per le aziende a rischio medio. Per alcuni corsisti si è trattato di una scelta utile a continuare un’attività già avviata in famiglia.
“Per le caratteristiche del nostro territorio – ha evidenziato l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Isabellon – è importante che ci si orienti verso aziende che hanno un’apertura verso la multifunzionalità: l’opportunità di avere un ritorno anche economico attraverso delle attività non prettamente agricole legate all’ospitalità e alla ricettività credo sia sicuramente un atout in una regione turistica come la nostra. L orientamento verso attività non sempre tradizionali come quelle della zootecnia, è altrettanto necessario per avere aziende pronte a rispondere anche a eventuali difficoltà specifiche de settore”.
I “giovani agricoltori”
Federico Artaz, Irene Berriat, Fiorella Bodoira, Roberto Borroz, Piera Bosc, Paola Castagno, Joël Chaberge, Rita Challancin, Stefano Chenuil, Lorenzo Croce, Elisa Cuc, Massimo Desayeux, Fabio Duc, Noemi Maria Follioley, Veronica Foudon, Barbara Ghirardo, Michel Joly, Laurent Joux, Davide Lamperti, Luigino Leaval, Gianluca Lussu, Giulia Meynet, Philippe Emilio Milleret, Christian Millet, Luca Moussanet, Luigi Mus, Mattia Nicoletta, Daniela Paesani, Marina Pascal,Edy Perraillon, Aline Perrin, Ivan Perrin, Mara Sisti, Luca Turini, Nadir Varisellaz e Katia Veysendaz.


