Consulta femminile: Cerise “non ci sono elementi ostativi, il programma procede”

Il presidente del Consiglio regionale, Albert Cerise, interviene sulle dichiarazioni della Consigliera Patrizia Morelli (Alpe) in merito all’attività della Consulta regionale per le pari opportunità. Lunedì si presenta il primo rapporto.
Luciana Blanc Perotto (al centro) e le altre componenti dell'esecutivo della Consulta pari opportunità
Politica

“Non mi risulta che vi siano elementi ostativi al buon funzionamento della Consulta. L’Assemblea della Consulta ha predisposto un programma di attività, approvato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio, che sta puntualmente portando avanti, approvando i singoli progetti operativi, nella normale dialettica di un organismo ampiamente rappresentativo e totalmente nuovo.” Il presidente del Consiglio regionale, Albert Cerise, interviene così a seguito delle dichiarazioni della Consigliera Patrizia Morelli (Alpe) in merito all’attività della Consulta regionale per le pari opportunità. Senza entrare nel merito delle dichiarazioni politiche sulla legge istitutiva della Consulta regionale per le pari opportunità, Cerise è voluto intervenire “per dovere istituzionale” poiché “la Consulta è un organismo incardinato presso il Consiglio Valle”.

E a testimoniare l’attività della Consulta è, poco prima della presa di posizione di Cerise, una nota del Consiglio Valle che preannuncia la presentazione del “Primo Rapporto per la lettura di genere nella società valdostana” che avverrà lunedì 18 aprile alle ore 17 all’Hôtel des Etats, in piazza Chanoux, ad Aosta. Promosso dalla Consulta e curato dalla Società “Prospettive Ricerca socio-economica”, il Rapporto contiene l’analisi di contesto che, attraverso il ricorso a più fonti esistenti e ad una prospettiva differenziale e comparativa fra uomini e donne, si concentra sui principali indicatori relativi al mercato del lavoro, sul tema della conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, sul modello di welfare in relazione alla fase vitale dell’invecchiamento, sull’apporto del fenomeno immigratorio, sulla salute in un’ottica di diritto di cittadinanza, sulla prevenzione della violenza, sull’associazionismo e infine sulla partecipazione e rappresentanza delle donne nella politica e nelle istituzioni.

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