Rollandin sulla Salvaprecari: “Non potevamo fare di più”

Il Presidente della Regione è intervenuto alla cerimonia di consegna delle Stelle al merito del lavoro. I tre nuovi ‘Maestri’ valdostani sono Sergio Annibale Peloso, Maria Lucia e Roberto Riva.
Stelle al Merito 2011
Economia

“Forse si poteva fare diversamente, certamente non di più”. Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha commentato così gli interventi messi in atto dal Governo regionale per fare fronte alle restrizioni poste dall’Europa con il patto di stabilità e la conseguente manovra finanziaria nazionale. “Vincoli e tagli vari – ha aggiunto – ci hanno portato a elaborare strategie d’indubbia efficacia nei confronti del mantenimento del tessuto produttivo e dell’occupazione per centinaia di valdostani’.

Intervenendo alla cerimonia di consegna delle Stelle al merito del Lavoro, conferite ieri sera ai tre nuovi Maestri del Lavoro valdostani, Maria Lucia, Sergio Annibale Peloso e Roberto Riva, il Presidente ha difeso l’importanza del più recente provvedimento adottato, cioè la creazione della tanto discussa ‘Salvaprecari Spa’. “Saranno assorbite tante persone – ha continuato Rollandin – che altrimenti non avrebbero più potuto svolgere il loro lavoro: credo che si tratti di un importante passo avanti verso la lotta alla disoccupazione”.
 
Riguardo alle polemiche delle ultime settimane sulle modalità e i criteri di assunzione, il Presidente della Regione ha smorzato i toni, ringraziando le organizzazioni sindacali per la disponibilità e la collaborazione: “Il dibattito appartiene al gioco dei ruoli, ma è decisivo l’aver trovato l’accordo, al di là degli schieramenti, sulla necessità di fare qualcosa per salvare dei posti di lavoro, necessari a garantire servizi a favore del nostro territorio e della nostra economia di regione di montagna e turistica”.
 
Rollandin ha poi voluto esprimere una valutazione sugli ultimi dati riguardanti l’occupazione in Valle nel 2010, che indicano un rallentamento della fase congiunturale critica, pur con il permanere di un’elevata instabilità occupazionale e di alcune difficoltà settoriali, come nel caso dell’industria. “Ciò che traspare – ha continuato il Presidente della Regione – è che non manca tanto la capacità di occupare, ma piuttosto l’offerta non sempre incontra le espressioni della domanda: sono infatti molti i lavori che nessuno vuole più fare e che vengono quindi ceduti agli stranieri”.
 
“Siamo di fronte ad una trasformazione culturale – ha concluso – che però non possiamo subire supinamente: dobbiamo sforzarci di guidarla, attraverso concreti interventi di politica attiva, che siano di slancio alla produzione e che diano conferme in termini di occupazione e di stabilità”.

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